La Frocessione-Habemus Papessam Trans

14 Gennaio 2008

La Sapienza, i prof censurano il Papa senza averlo letto Roma - I collettivi studenteschi hanno deciso di accoglierlo con una «frocessione» (processione inneggiante all’omosessualità) e da oggi fino a giovedì vogliono «preparare» l’ateneo con manifestazioni anticlericali per far avvertire quanto sia «sgradito» l’arrivo dell’illustre ospite. Ma l’aspetto più inquietante delle proteste per la visita di Benedetto XVI all’Università di Roma La Sapienza non sta nelle annunciate e come sempre rischiose contestazioni studentesche, quanto nei loro ideologici ispiratori, vale a dire un consistente numero di docenti. Questi ultimi, a più riprese, nei giorni scorsi hanno affidato alle colonne del quotidiano la Repubblica il loro altolà a Papa Ratzinger, «colpevole», da cardinale, il 15 marzo 1990, di aver rilanciato durante una conferenza le parole del filosofo Feyerabend, sostenendo che «il processo a Galileo fu ragionevole e giusto». Parole, scrivono 63 docenti di Fisica dell’ateneo romano auspicando la cancellazione dell’incontro, che «ci offendono e ci umiliano». Si potrebbe supporre (purtroppo sbagliando) che i 67 firmatari siano in grado di leggere un discorso, di ricercare il testo originale, di controllare l’esattezza e il senso delle citazioni. Invece i fisici antiratzingeriani, ancora offesi e umiliati a diciassette anni di distanza, sembrano essersi fidati dell’enciclopedia on line Wikipedia e hanno acriticamente preso la citazione credendo che proprio quello fosse il pensiero espresso dall’«oscurantista» futuro Papa. Il quale, invece, aveva espresso un’altra posizione, prendendo proprio le distanze da quei ripensamenti e non facendoli assolutamente propri. Un nuovo caso Ratisbona, insomma, anche se questa volta a scoppio lievemente ritardato. I lettori del Giornale possono giudicare da soli, leggendo lo stralcio del testo della conferenza tenuta dall’allora cardinale Ratzinger a Parma. E soffermarsi soprattutto sulle parole con le quali il porporato – che è stato professore universitario e non è certo nuovo a dialoghi e confronti con filosofi e scienziati – concludeva la rassegna di citazioni: «Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande». Le parole delle persone citate in quel brano non sono dunque fatte proprie da Ratzinger, che ritiene «assurdo» appropriarsene per sostenere che la Chiesa con Galileo avrebbe avuto ragione e ribadisce che la fede non cresce «dal rifiuto della razionalità». Proprio il rapporto fede-ragione e la ragionevolezza della fede cristiana sarebbe poi diventato uno dei pilastri del suo pontificato. Il testo ratzingeriano del 1990 non è rimasto inedito o sunteggiato a memoria dai giornalisti, ma è stato dato alle stampe, e in italiano, due anni dopo, in un libro di scritti dedicati all’Europa. Senza contare che la Chiesa ha riabilitato Galileo. La lettera dei 67 fisici è dunque destinata a rimanere quale esempio poco edificante di metodo scientifico. La protesta, però, un risultato l’ha ottenuto: il Papa giovedì non farà la Lectio magistralis (che sarà tenuta dal professor Mario Caravale), ma soltanto un «intervento».

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Roma, 14 gen. (Apcom) - "Saremo in migliaia, da tutta Italia". Mentre monta la polemica sulla visita di giovedì di Papa Benedetto XVI all’università La Sapienza di Roma per l’apertura dell’anno accademico, studenti di collettivi e associazioni di sinistra (UdU, Coordinamento collettivi, Rete per l’autoprotezione, associazione Facciamo breccia) hanno già pronto un ‘caldo’ benvenuto: volantini, ‘comunicazione creativa’, sit-in, un ‘assedio sonoro’ e soprattutto la ‘frocessione’, una manifestazione per le strade che circondano l’ateneo per protestare contro un papa "portatore di dogmi contro la libertà del pensiero scientifico e contro la libera circolazione dei saperi". A La Sapienza è partita oggi la Settimana anticlericale, una serie di eventi organizzati dai collettivi delle facoltà scientifiche (fisica, matematica, geologia) contro Ratzinger ma anche contro il ministro dell’Università Fabio Mussi e il sindaco Walter Veltroni, anch’essi invitati alla cerimonia accademica. Domani e mercoledì, dunque, pranzi sociali ‘anticlericali’, proiezioni sulla vita di Galileo, assemblee miste sudenti-professori, dibattiti su evoluzionismo e creazionismo, fino a giovedì, quando la protesta culminerà in ‘Ratzinger, Mussi e Veltroni ospiti indesiderati’. Dalle 12.00 a Piazzale Aldo Moro un ‘assedio sonoro’, proprio mentre è previsto l’intervento del Papa, dalle 14.00 la ‘Frocessione per i diritti negati’, una manifestazione nel quartiere studentesco di San Lorenzo, quindi la lectio magistralis di Paola Cortellesi, Andrea Rivera, Banda Osiris, infine musica con dj-set. organizzati dai collettivi delle facoltà scientifiche (fisica, matematica, geologia) contro Ratzinger ma anche contro il ministro dell’Università Fabio Mussi e il sindaco Walter Veltroni, anch’essi invitati alla cerimonia accademica. Domani e mercoledì, dunque, pranzi sociali ‘anticlericali’, proiezioni sulla vita di Galileo, assemblee miste sudenti-professori, dibattiti su evoluzionismo e creazionismo, fino a giovedì, quando la protesta culminerà in ‘Ratzinger, Mussi e Veltroni ospiti indesiderati’. Dalle 12.00 a Piazzale Aldo Moro un ‘assedio sonoro’, proprio mentre è previsto l’intervento del Papa, dalle 14.00 la ‘Frocessione per i diritti negati’, una manifestazione nel quartiere studentesco di San Lorenzo, quindi la lectio magistralis di Paola Cortellesi, Andrea Rivera, Banda Osiris, infine musica con dj-set.

CANTI DI PIETRA

1 Gennaio 2008

TEATRO LIBERO INCONTROAZIONE

stabile d’innovazione della Sicilia
dal 9 al 12 gennaio 2008 ore 21.15

CANTI DI PIETRA

thàlassa di suoni, di danza, parole, d’immagini.
con
  Enza Lauricella

“CANTI DI PIETRA” è un concerto di Enza Lauricella che interpreta canti della tradizione arcaica siciliana, rielaborati con sonorità aperte alle contaminazioni provenienti dai vari popoli del mediterraneo, originati da una cultura che nei secoli si è stratificata nell’isola e li ha sedimentati rendendoli unici.

Il canto popolare è sicuramente il “distillato” delle stratificazioni culturali di un popolo e si rivela nei secoli un grumo ( pietra ) di verità incontestabile.
Ed è attraverso i CANTI divenuti  PIETRA  che Enza Lauricella sembra volerci strappare il “ plasticume” che inesorabilmente ci avvolge e ci  azzoppa ad ogni bivio, ad ogni passo verso l’altro  e gli altri come entità sociale.
E‘ questo il tema dello spettacolo: l’impossibilità fisica – metafisica – sociale- storica che strema il cuore dell’uomo nell’andare verso l’altro uomo e la volontà antistorica di continuare ad esigere  questo “sogno”, unico traguardo estremo.

In “CANTI DI PIETRA” ribollono   frammenti di immagini legate all’origine dell’universo e dell’uomo, alle ragioni stesse del vivere, del morire e del rinascere, all’universalità del linguaggio musicale, come ponte fra le nazioni, come abbraccio fra i popoli, come viaggio per rivivere atmosfere e luoghi dimenticati.Ed  è straordinario come questo patrimonio dei “padri ” fatto di melodie e parole , possa aiutarci a piangere ed elaborare il lutto dei nostri morti ammazzati dalla categoria tempo o dal “cancro trinacrio” per riappropiarci della generosa, primitiva istintualità e naturalità umana che nessuna insensatezza, nemmeno la guerra, ha mai definitivamente cancellato.

 Note di regia
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il sole nella discarica di Momò Calascibetta 2005

Il video di Momò Calascibetta dal titolo "Il sole nella spazzatura"girato nella discarica di Bellolampo ( Palermo ), è la traccia scenografica su cui si incastrerà lo spettacolo "Canti di Pietra"di Enza Lauricella.Nel video sul tema dei “rifiuti come lato oscuro dell’abbondanza” Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi“ bambini sulle strade del mondo” che , avendo perduto il riferimento familiare come modello da imitare, riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro  “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.
Con la guerra in Irak Momò comincia a vedere bambini che fuggono dalle case, che cercano tra rifiuti del mondo, che vagano tra i vicoli delle città-metropoli pronti a qualsiasi espediente a qualsiasi avventura. Mentre prima i personaggi erano quelli delle stanze del potere,”le stanze dei bottoni”, adesso Calascibetta sembra volere affidare “questi bottoni” alle mani indurite e sapienti dei bambini. L’artista, per la prima volta, ferma la sua attenzione alle case dilaniate dalle bombe “intelligenti”, ai bambini assenti, sperduti e soli.
E’ così che nasce nel 2005  la nuova tematica “I bambini sulle strade del mondo”.
Tutto lo spettacolo è concepito come una partitura musicale dove canto,immagini, danza e parole trovano opportuno luogo ed espressione.
I testi letterari utilizzati sono di P.P.Pasolini e di Vincenzo Consolo, gli arrangiamenti musicali di Nino Agrusa.

L’interprete

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Wim Wenders ed Enza Lauricella- spazio Momò - alla Vucciria durante le riprese del film
“The Palermo shooting”
2007

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Enza Lauricella - Rosa Balistrieri - Ciccio Busacca

Enza Lauricella, magistrale interprete del più schietto respiro siciliano, fa parte con Rosa Balistrieri e Ciccio Busacca , del gruppo storico del canto popolare dell’ isola.
Aldilà della sua voce definita tragica e struggente e della qualità dei canti, è lei il vero personaggio che fa spettacolo nel senso più alto del termine, con il suo magnetismo, con la sua gestualità intensa e drammatica, con la sua voce che nel rompersi e ricomporsi riesce sempre a scorticare il cuore di chi ascolta fino a produrre anche nello spettatore più smaliziato un tipo di partecipazione viscerale. Enza Lauricella potrebbe indifferentemente essere una donna, anzi "fimmina"spagnola o greca o tunisina, o ancora come in effetti  è, di Canicattì.
La sua è una straordinaria figura di autentica figlia del Mediterraneo…….( Gigi Razete)
 

Nino Agrusa (chitarra, contrabbasso)
Salvatore Orlando (percussioni e tamorra),
Michele Piccione (percussione,ance e zampogna)
Michele Orlando (mandolino, organetto e flauto arabo)
Momò Calascibetta (video e immagini)
Enzo Caruso (danza e coreografia)
Clelia Cucco (voce recitante )
Lia Chiappara (costumi)
Fiorenza Dado (luci e suoni)
regia
Enza Lauricella

 

TEATRO LIBERO - PALERMO
Compagnia Enza Lauricella, Palermo

  Salita Partanna,4 (Piazza Marina) ● 90133 Palermo
Tel +39 091 617 4040 Fax +39 091 617 3712
comunicazione@teatroliberopalermo.it
www.teatroliberopalermo.it

Bush scrive a Babbo Natale

25 Dicembre 2007
 
BUSH SCRIVE A BABBO NATALE

di George W. Bush

Caro Papà Natale, è George W. Bush che ti scrive, l’uomo più potente della terra ma molto affezionato alle vecchie tradizioni. Visto che le feste di fine anno si avvicinano, immagino tu stia già preparando il sacco con i doni da portare ai bambini. Io ho già fatto l’albero con gli addobbi natalizi alternando il nero della Blackwater alle sfere della Patriotshop, con l’omino di neve che sventola una bandiera americana. Ho anche preparato i regali per gli amici del Pentagono e di Israele. Tra missili terra-aria e bombardieri vari ho speso il classico occhio della testa, speriamo che servano almeno ad acchiappare un vero terrorista e non quei disgraziati di Guantanamo che finora mi hanno dato solo grattacapi. Ai marines ho regalato invece la bibbia con la copertina di alluminio, molto più resistente dei paperbacks che nelle zone di guerra sono poco indicati. Per renderla più bella, ci ho fatto incidere sopra la data dell’11 settembre, in modo che non dimentichino che l’America è sotto attacco e bisogna difenderla. E infine, ai ragazzi della CIA ho regalato un po’ di dischi da far ascoltare ai prigionieri per almeno ventiquattro ore continuate a tutto volume. Per la verità, loro avrebbero preferito farsi una week end in Europa come nel 2002 ma Cheney mi ha chiesto se non ero per caso diventato matto. Dobbiamo ancora finire di pagare il conto del Grand Melia di Palma di Majorca dove, con la scusa di rincorrere il Mullah Omar, sei uomini della CIA hanno pasteggiato a champagne per due settimane.

Avrei voluto regalare qualcosa anche ai bambini ma non avevo più soldi e poi so che ci penserai tu. A proposito, sperando di non offenderti vorrei darti qualche consiglio di ordine pratico. Per i maschietti avrei pensato al cecchino “Operazione Iraqi Freedom”, che ha anche la baionetta come i soldati veri. Per le bambine, c’è invece “Jennifer”, una soldatessa armata fino ai denti con tanti accessori. Ti prego, non ascoltare quelle lagne dei pacifisti che sconsigliano i giochi di guerra. I ragazzini vanno pazzi per le armi e un Natale senza fucili, pistole, granate o video-giochi in cui si vedono gli arabi saltare in aria potrebbe traumatizzarli. Pensa che anche i miei ragazzi, quelli che hanno liberato Fallujah, sognano di trovare sotto l’albero almeno il Monopoli “Forze Armate”. Si gioca in tre o quattro fingendo di acquistare armi potenti e di comandare l’esercito americano, il più efficiente che sia mai esistito al mondo. Un giocatore vende un carro armato e in cambio si prende un battaglione di marines, è molto eccitante. Lo consiglio anche per i bambini, chissà che tra una partita e l’altra non scoprano che fare la guardia ad una polveriera è infinitamente più divertente che drogarsi.

E poi l’industria delle armi giocattolo tira qualche milioncino di dollari l’anno, perciò ti prego di non deludermi. Anzi, fa in modo che anche i pargoletti più piccoli si adeguino alle tendenze del mercato. Per loro, la Blackwater ha realizzato i deliziosi orsetti in peluche con la T-shirt nera con il logo dell’agenzia. Ci sono anche le dolcissime tutine per pupi appena nati, rosa e celesti, sempre con il logo Blackwater. Per male che vada, da grandi diventeranno almeno mercenari.

Per i fratellini più grandi, ma anche per i papà, mi permetto di suggerire i video giochi della serie Kuma Wars. Sono talmente realistici che pare di essere veramente in guerra, c’è anche la battaglia di Fallujah, con tanto di case fatte a pezzi e rovine fumanti. Afghan Higlands è però il mio preferito. I giocatori si battono all’ultimo sangue con i talebani e con al qaeda nello stesso momento. Tanto si tratta di un gioco e non è che la gente sta lì a chiedersi perché i marines abbiano fino ad ora bombardato solo i civili. Anche l’esercito americano produce video-giochi destinati ai ragazzi che da grandi sperano di diventare eroi di guerra. I personaggi sono molto simili a dei veri militari, anche perché sono loro che li hanno realizzati a loro immagine e somiglianza. La missione del gioco è superare il durissimo addestramento e sfuggire al nemico. Si gioca da soli o in compagnia, ogni ragazzo può scegliere se arruolarsi nei marines o in un altro corpo. Pensa che per realizzare ogni gioco abbiamo speso 45 milioni di dollari, ma il divertimento è assicurato.

Ai papà che hanno tutto e comunque a tutti quelli che preferiscono acquistare per conto loro cravatte e calzini potrebbe far piacere ricevere un abbonamento annuale per il Golf Club di Kabul. La vita quotidiana in Afghanistan è molto creativa, i ristoranti sono chiusi ma i tanti cimiteri sparsi qua e la restano aperti per molte ore del giorno. Il campo da golf è un po’ brullo ma almeno le mine sono state tolte. Manca la Club House, al suo posto c’è una vecchia baracca militare. I caddies, ragazzi addetti al trasporto delle mazze, devono arrangiarsi con la custodia di un vecchio kalashnikov ma pazienza, prima o poi anche loro avranno le sacche in pelle di elefante che nei paesi capitalisti vanno a ruba anche se costano tremila l’euro l’una.

Per le mamme, dimentica quei terribili schiaccianoci che somigliano a Hillary Clinton o le t-shirt con la faccia di Obama. Povere donne, con i bambini da accudire e un marito brontolone non hanno mai un attimo di tempo. Sono sicuro che un robot-aspirapolvere sarà il regalo ideale. La versione “Verro”, ha anche le ruote e pulisce da solo la piscina, il giardino e la cuccia del cane. Pensa che lo hanno realizzato i tecnici del DARPA, l’agenzia americana per l’avanzamento tecnologico. Ci costa quattro miliardi di dollari l’anno ma produce cose incredibili: elmetti volanti, rigeneratori per far ricrescere i tentacoli dei polpi, macchine teleguidate, aerei a molla, tutte cose utilissime. Se la mamma viaggia spesso, il regalo giusto è sicuramente I-connect, altra meraviglia prodotta dal DARPA. Non perde di vista i bambini quando la mamma è lontana e permette di comunicare con il cane di casa anche se si è a mille chilometri di distanza. Noi usiamo il tipo industriale nei rastrellamenti e ai check-points, peccato che ogni tanto si blocchi e i soldati se ne accorgano solo dopo aver compiuto una strage ma che vuoi, sono inconvenienti che possono capitare.

Beh, io scappo, ho ancora una cartolina da mandare al mio amico AZZZ, ho scelto quella con la scritta “Bombardiamo l’Iran per la Pace”. E’ veramente bella, con l’esplosione nucleare in rosso su fondo bianco. Ma non sarà un po’ poco? Che dici, gli mando almeno un pandoro?

HAREMOMO’

11 Dicembre 2007
                                                                                                  

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HAREMOMO’

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SE ECCEDO DIVENTO ECCE MOMO

Se credete che l’harem, come forma di potere maschile, sia solo una prerogativa dell’Oriente, vi sbagliate. Cambia solo la forma dell’harem, ma la sostanza è la stessa. Nell’Islam harem è spazio, in Occidente è tempo. Mi riferisco alla bellezza della gioventù. Nella nostra società infatti, vi è un’attenzione quasi ossessiva all’aspetto e alla bellezza e questa credo che sia una costrizione spaventosa.

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Momò Calascibetta - haremomò n°1 - cm. 100 x 50 - disegno 2004

Il trucco

10 Dicembre 2007

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Momò Calascibetta - Il trucco - cm.40 x 50 - disegno 2004

Haremomò N°2

9 Dicembre 2007

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Momò Calascibetta - haremomò n°1 - cm.66 x 33 - disegno 2004

Haremomò n°3

8 Dicembre 2007
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SPEGNIAMO L’ INCENERITORE DI BELLOLAMPO

7 Dicembre 2007

SPEGNIAMO L’INCENERITORE PRIMA CHE BRUCI IL NOSTRO FUTURO!


Tante buone ragioni per dire no alla costruzione dei 4 inceneritori previsti dal piano regionale rifiuti di Cuffaro


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la discarica di Bellolampo- Palermo-foto momò


1)  Un inceneritore non distrugge i rifiuti, ne altera la composizione chimica e la tossicità.

2)  Un inceneritore emette in atmosfera sostanze tossiche e cancerogene, quali diossine, polveri sottili, nanaparticelle, metalli pesanti, che provocano tumori, malformazioni gravi  e patologie.

3)  Le sostanze contaminanti emesse da un inceneritore, oltre  ad inquinare il suolo e le falde acquifere, sono resistenti ai processi di degradazione naturale, persistono e si accumulano nelle matrici alimentari e si trasferiscono da un organismo all’altro attraverso la catena alimentare.

4)  La costruzione di un inceneritore non elimina il problema delle discariche, quelle speciali più costose e pericolose, per il deposito delle ceneri e delle sostanze tossiche.

5)  La realizzazione di un inceneritore disincentiva la raccolta differenziata, che attualmente in Sicilia si attesta su percentuali irrisorie a causa dell’errata considerazione     di  questo sistema come aggiuntivo e non sostitutivo. Tale percentuale è destinata ad abbassarsi, se non annullarsi, senza che sia mai stata attuata una corretta e complessiva politica di gestione rifiuti.

6)  Gli inceneritori consumano più energia di quella prodotta. infatti la selezione, l’essiccatura, la pressatura e il trasporto dei rifiuti richiedono complessivamente più energia di quella ottenuta dalla loro combustione.

7)  Gli inceneritori sono una soluzione antieconomica in quanto la più costosa per affrontare il problema dei rifiuti.  Ai costi di realizzazione si aggiungono quelli per la messa in opera delle discariche speciali e quelle di gestione derivanti dalla complessità degli impianti e dalla costante manutenzione.

8)  la convenienza economica dell’incenerimento esiste solo per le ditte che lo gestiscono, mentre i cittadini sono costretti a pagare l’onere. Infatti i Comuni saranno costretti a conferire le quantità stabilite di rifiuti, pena un sovrapprezzo, pagando all’impresa 75 euro/t. Il gestore guadagnerà grazie:
     *alla materia prima per produrre energia gratis.
     *agli enormi introiti dai Comuni per il conferimento
     *al prezzo triplicato dell’energia  prodotta compensato dall’incentivo statale che tutti paghiamo con una tassa sulla bolletta ENEL (CIP6)

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Momò Calascibetta-Il sole nella discarica-2005

9)  Un inceneritore non ha risvolti nelle economie locali e non crea posti di lavoro. Gli inceneritori sono impianti ad alta tecnologia che prevedono da un lato l’impiego di ingenti investimenti dall’altro uno scarso impiego di risorse umane. Invece operazioni sane e pulite di raccolta differenziata, riduzione, riuso, riciclaggio e compostaggio prevedono il coinvolgimento di piccole e medie imprese, rappresentando opportunità di lavoro per migliaia di siciliani.

10)  Gli inceneritori previsti dal piano regionale rifiuti sono progettati per bruciare molta più immondizia di quella prodotta in Sicilia. Per essere convenienti gli inceneritori devono funzionare a pieno regime 24 ore su 24, si dovrà allora importare immondizia dall’Italia continentale e da tutto il bacino del Mediterraneo trasformando così l’isola nella pattumiera d’Europa.

11)  Gli inceneritori rappresentano una tecnologia ormai desueta, infatti nel resto del mondo si chiudono per adottare sistemi ecologicamente più sostenibili.

12)  L’area urbana di palermo è una delle più inquinate d’Italia. La costruzione dell’inceneritore a Bellolampo provocherebbe una crisi ambientale. E a rischiare sono i bambini e gli adolescenti perchè a parità di peso introducono maggiori quantità di aria, acqua e cibo e perchè i processi di detossificazione non sono ancora completati.

NO AGLI INCENERITORI

contro il piano illegale che viola le direttive

 nazionali europee,e il protocollo di Kyoto


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5 Novembre 2007

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"ho finito prima di avere goduto del mio talento" dall’epistolario di W. A.Mozart 24,06,1771

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omaggio a Mozart - Mozart mon amour - acrilico cm. 50 x 40 - 200610.gif

Il mio tributo a Mozart va cercato nell’atteggiamento spregiudicato e disinibito che ho cercato di assumere nel dipingere e nella mia accorata invocazione a quello spirito dell’equilibrio tra libertà e forma che ha dominato Mozart nella sua creatività; quello spirito che permette di agire in maniera totalmente libera, perché conforma la propria libertà alla NECESSITA’.

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momo-z-art orkestar - acrilico cm.150 x 120 - 200610.gif

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5 Novembre 2007
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Oscar  Odd Diodoro
-John Wayne for peace-
2007
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cowboy
- disegno cm.150 x 210 - 2001     

 
                                      
                                                                                                                                                                     
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