Il sole nella discarica

20 Aprile 2008
Il demo di Momò Calascibetta descrive il tema dei "rifiuti come lato oscuro dell’abbondanza". Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi" bambini sulle strade del mondo" che , avendo perduto il riferimento familiare come modello da imitare, riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro "l’homo economicus", rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.Il video,  girato nella discarica di Bellolampo a Palermo,  è stato utilizzato per lo spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Libero di Palermo per la stagione teatrale 2007/08 con la regia di Enza Lauricella che interpreta atavici canti di pietra "scagliati contro il plasticume che ci avvolge".

Catania Arte Fiera 2008

15 Aprile 2008

CENTRO FIERISTICO LE CIMINIERE

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La Galleria Massimo La Piana di Palermo partecipa alla quarta expo d’arte moderna e contemporanea  CATANIA ARTE FIERA duemila8
presso il Pad. 1 stand n°38 dove saranno presentati i seguenti artisti:


 Andrea Di Marco - Croce Taravella - Momò Calascibetta - Ugo Attardi -
Tommaso Chiappa - Bruno Caruso - Renato Guttuso - Piero Guccione
- Mino Maccari - Corrado Cagli - Daniele Palma

La Piana Arte Contemporanea
Direttore Massimo La Piana
tel/fax-091.6127213
cell.- 333.7332351
massimolapiana@yahoo.it

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Nel cuore del Mediterraneo la più grande expo d’arte moderna contemporanea dell’Italia centro meridionale. Catania Arte Fiera, uno degli appuntamenti per il settore artistico di maggior prestigio nella nostra penisola, giunge alla quarta edizione dopo il successo delle precedenti in cui ha registrato un’affluenza di oltre 29000 presenze. Sempre proiettata nella duplice direttrice nazionale e internazionale, Catania Arte Fiera accoglie artisti, gallerie, stampa specializzata, critici d’arte, collezionisti provenienti da tutta Europa, da oltre oceano e perfino dal Giappone.

Dal 17 al 21 aprile apre le porte Catania Arte Fiera, l’expo di arte moderna e contemporanea più grande dell’Italia centro meridionale, organizzato dallo Studio AL, di Antonio Ognisanto.

Catania Arte Fiera è uno degli eventi artistici più importanti sul panorama italiano che coinvolgerà il cuore del capoluogo etneo per cinque giorni grazie alla presenza in Fiera di gallerie di calibro nazionale e internazionale, riviste ed editori di settore, collezionisti d’arte, stampa specializzata, critici d’arte. Un meltin-pot di presenze che si snoderà per i saloni del Centro Congressuale Fieristico Culturale Le Ciminiere, l’area espositiva collocata nel cuore di Catania, che accoglierà gli stand degli artisti e sarà sede di eventi collaterali che si svolgeranno per ognuna delle cinque giornate della Fiera.

Martedì 8 aprile alle ore 10:30, in piazza Università, si terrà la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione di Catania Arte Fiera, l’expo di arte moderna e contemporanea che si terrà alle Ciminiere di Catania dal 17 al 21 aprile e che per la serata inaugurale del 17, prevede la presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

programmazione catania arte fiera pad F1 centro congressuale fieristico culturale le ciminiere

giovedì 17 aprile 2008
ore 19.00 VERNICE CAF
Presenzia il Prof. Vittorio Sgarbi

venerdi 18 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30
chiusura ore 21.30.

sabato 19 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30

incontro dibattito ore 12:00
“arte-città: popolare il tessuto urbano con segnali artistici”
invitati: sindaci e assessori (turismo, cultura e lavori pubblici) del comune di catania e di tutti i comuni della provincia di catania.
chiusura ore 21.30.

domenica 20 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30
chiusura Manifestazione ore 21.30 .

lunedì 21 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30
chiusura Manifestazione ore 15.00.

Contatti
 
389 4380853
338 6135193
studioal@cataniaartefiera.com
catalogo@cataniaartefiera.com

c/da saliceto, 50
98063 gioiosa marea (me)
fax 0941 362196
www.cataniaartefiera.com

I magistrati

13 Aprile 2008

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I magistrati

di

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MILLE  LEGGI, NESSUN CONTROLLO

Siamo il paese che per ogni cosa, per ogni fatto, per ogni azione ha un ordinamento ad hoc! E forse per sì tanta munifica giurisprudenza, siamo anche tra i più "fuorilegge" del vecchio continente. L’infrazione è la regola radicatasi anche nella mente del cittadino più onesto ed integerrimo secondo la quale rispettare le leggi non conviene! Chi lo fa è un ingenuo, chi non le rispetta, un furbo!

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Momò Calascibetta - Magistrato con guanti bianchi - cm.70×50 - acrilico 1975
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Momò Calascibetta - I magistrati - cm.70 x 50 - acrilico 1979
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Momò Calascibetta - I magistrati - cm.70 x 50 - acrilico 1979
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La Sicilia è difficile

19 Marzo 2008

"La Sicilia è difficile. Lacera persone e sentimenti e invade chi, per nascita o per scelta, si lega a lei. La Sicilia è difficile. La sua arretratezza sociale ed economica è una lunga distanza geografica e mentale che la spinge lontano dall’Europa. La Sicilia è crudele. Le atrocità della mafia sono un marchio d’orrore che tutti i siciliani si portano appresso come il numero impresso sulla carne degli ebrei dei lager. Non si può cancellare. La Sicilia è bellissima e dura col suo sole titanico e tirannico, la sua luce violenta, il suo mare che dipinge e colora l’aria e la rinfresca. Bellissima e morbida nelle sue lente sere odorose, ridondanti di brezze lievi e vestiti leggeri e di chiacchere indolenti, di luci lungo le coste, di cibi sensuali. La Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero.

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Copia a grandezza naturale di una scultura in terracotta di un guerriero cinese risalente al
Primo Impero, elaborata pittoricamente da Momò.
Uno sterminato esercito di terracotta per difendere in eterno la gloria di Qin Shi Huangdi risalente al 221 a. c.

 
C’è chi crede che questa terra possa crescere e diventare moderna, civile ed economicamente evoluta senza perdere però le sue suggestioni, il suo fascino, la sua cultura. C’è chi lavora perché ciò accada.
…dedicato a loro. Ai siciliani che crescono".

La vera fiction di Caravaggio

19 Febbraio 2008


CARAVAGGIO GAY?

"LA VERA FICTION E` FARLO DIVENTARE ETERO"

Se quel Michelangelo Merisi avesse davvero dipinto con i pennelli che la fiction gli ha messo in mano dopo averlo debitamente patinato con i denti bianchi alla Durbans e la camminata da bullo milanese, forse, non avremmo quei raffinati e incredibili capolavori che fortunatamente sono giunti fino a noi.
Sui media il problema principale sembra essere la sua presunta eterosessualità, ed è perfettamente coerente con l’atteggiamento da grande fratello che la società ha nei confronti dei personaggi pubblici.
Il grande Caravaggio,con l’amico siciliano che nel 600 dice: "Uè, fottiti cazzone!", e le sue amiche  con il rimmel e la faccia di "Uomini e Donne" con le unghia pulite laccate, e i preti frocioni che parlano come imprenditori milanesi, è il classico sceneggiato con i borotalchi per la libido di un regista specializzato in soap-opere di artisti maledetti" che pensa che la vita privata dell’artista sia forse più interessante delle sue opere, o forse sia opera anche quella.

Del resto gli artisti contemporanei devono apparire, devono esserci, devono dire. Questo forse perché gran parte delle loro opere da sole non dicono niente, non comunicano, non seducono, non affascinano, non ci coinvolgono drammaticamente fra le luci e le ombre, non ci conducono davanti al mistero della vita e del destino, davanti alla ricerca della bellezza, ma soltanto davanti al trend positivo delle loro quotazioni d’asta.

C’è un altro mondo al di là dell’arte fatta di molti zeri, l’arte che vuole parlare a tutti, ed è questa che dobbiamo seguire e scoprire giorno dopo giorno…    

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I gusti sessuali di Caravaggio sono oggetto di antica disputa tra storici dell’arte, ma un giallo sul possibile «outing» televisivo precede la messa in onda della fiction sulla sua vita.
Diretto da Angelo Longoni e realizzato dalla Titania di Ida Di Benedetto insieme a Rai Fiction, il film trasmesso  in prima serata su Raiuno, già nel maggio 2006, sul sito di Gay Tv, si era meritato una filippica al vetriolo.

°°°°
Un pezzo di Giovanni Molaschi riprende l’intervista rilasciata a Vanity Fair dal protagonista, Alessio Boni: «Dopo aver parlato del suo intenso rapporto con la religione, è approdato all’argomento evidentemente da lui considerato scottante e cioè la nota omosessualità di Caravaggio (…). Boni avrebbe avuto la certezza circa l’eterosessualità del più amato pittore della storia direttamente dal Caravaggio, con cui questo periodo l’attore dice di essere in comunicazione». In effetti, in varie occasioni il giovane attore ha raccontato alcune fatali coincidenze biografiche tra lui e Caravaggio; si va dalle origini bergamasche a un comune fratello prete, fino a una conversione avvenuta contemplando La vocazione di San Matteo nella chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Questo basta per sancire che «la fiction di regime prodotta dalla televisione di Stato italiana, a quanto pare, ci proporrà un inedito Caravaggio intento a inseguire donzelle». Come cerimonia riparatrice, quindi, la stessa Gay Tv trasmise a più riprese il Caravaggio del regista inglese Derek Jarman, che rendeva giustizia alla gaiezza dell’artista.

Un’accusa etrosessualizzante preventiva, che però viene smentita da Andrea Purgatori, sceneggiatore del Caravaggio Rai: «Non abbiamo nascosto nulla, anzi ho saputo che potrebbero mettere la farfalla rossa per alcune scene piuttosto forti». Dunque non è vero che la Rai abbia «normalizzato» Caravaggio? «Quando si vede lui che veste il suo modello-amante da Bacco si capisce perfettamente che l’atmosfera è quella di un rapporto tra gay. Per di più si vede chiarissimo che il Cardinale del Monte teneva a palazzo una corte di omosessuali». È un Caravaggio bisex? «L’artista ebbe varie amanti ma poi, sicuramente, anche delle storie gay. C’è un’altra scena in cui una di queste prostitute si spoglia davanti a un alto prelato e gli si concede per cercare di salvarlo». Quindi, massima fedeltà alla storia? «Ci siamo solo presi la libertà di azzardare l’ipotesi che abbia subito da ragazzino un abuso sessuale da Simone Peterzano di cui era apprendista».


Ovvio no??? per giustificare l´omosessualità ci si inventa un abuso sessuale.

Non fa una piega !!!

Forse anche Ciccolina si è data alla porno arte perchè violentata dal padre!

Ma per favore !!!!!!!!!!!!!!


E che qualche dio ci salvi dal regime eterosessualizzante della televisione di stato.

Ma a chi vogliono darla a bere!!!
Solo perchè bisogna fare un revisionosmo storico, ed una censura vaticana?!

Non tocchino la storia dell´arte!!!

Gli artisti sono fuori da ogni possibile morale o pregiudizio!

Le opere del  grande CARAVAGGIO parlano per lui… a tutti!!!

Appello donne da micromega

15 Febbraio 2008

 MICROMEGA PROMUOVE QUESTO APPELLO: FIRMATE e FATE
CIRCOLARE!

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti.
     ora basta!

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L’offensiva clericale contro le donne - spesso vera e propria crociata
bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile
appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di
centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da
assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri
anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di
menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere "cose",
terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne - completamente autorganizzate -
hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di
una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e
bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate
dietro l’arroganza ipocrita di "difendere la vita". Perciò non basta più,
cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si
tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una
presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini
tutti i tentativi - da qualunque pulpito provengano - di mettere a rischio
l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro
diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre
gravidanze.

Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano
espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare
l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di
esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta
Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba
aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce
l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di
contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento
dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi
culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme
e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di
sradicare la piaga della precarietà del lavoro).

    

Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più
disposte a compromessi.

PRIME FIRMATARIE:
Simona Argentieri
Natalia Aspesi
Adriana Cavarero
Isabella Ferrari
Sabina Guzzanti
Margherita Hack
Fiorella Mannoia
Dacia Maraini
Alda Merini
Valeria Parrella
Lidia Ravera
Elisabetta Visalberghi

La petizione LIBERADONNA è stata creata da e scritta da Micro Mega.

Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo.it/liberadonna

I CANNOLI DI CUFFARO

26 Gennaio 2008
Inquisiti per mille latrocini e soprusi, i nuovi padroni sanno che nello sfascio delle istituzioni possono sempre affidarsi ai grandi avvocati per evitare i castighi e conservare l’appoggio dei clienti che partecipano al loro banchetto.

 

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SENZA PAROLE

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Cuffaro non c’e più ……ma i cannoli restano!!!

WIM WENDERS-Appunti di un viaggio

20 Gennaio 2008

 


WIM WENDERS, Appunti di un viaggio

Palermo 21/31 gennaio 2008

QUARANTA FILM, UNDICI GIORNI DI APPUNTAMENTI, IL GRANDE CINEMA PROTAGONISTA A PALERMO.

                                             
“Io ascolto sempre le storie che i posti vogliono raccontare e Palermo mi ha scelto per svelare la sua” 
(Wim Wenders – Il Sole 24 Ore – 25 novembre 2007)

 

 

Con questa dichiarazione Wim Wenders ha spiegato la scelta di Palermo come set del suo nuovo film, The Palermo Shooting (attualmente in fase di montaggio), realizzato con fondi del Por Regione Sicilia dalla Provincia regionale di Palermo e dall’Aapit, con altri produttori istituzionali e privati (tra cui la Wenders Images).
E Palermo ricambia la poesia, la genialità, la magia del suo cinema con la vocazione intima della città a svelarsi e a raccontarsi alla macchina da presa.
Così, proseguendo questo dialogo, la città dedica al regista tedesco un’ampia retrospettiva cinematografica, che presenta alcune tra le sue opere più significative. Non una retrospettiva integrale, come già proposto un paio di mesi fa dal Torino Film Festival, ma un’operazione che va oltre, per indagare, con la complicità del regista, i suoi gusti e le sue passioni cinematografiche, chiedendo al maestro di svelarci preferenze, convergenze, affinità elettive, rintracciabili nel suo percorso e nella sua formazione di cineasta.
L’iniziativa, in programma dal 21 al 31 gennaio, è promossa dalla Provincia Regionale di Palermo e dall’Aapit (Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico). L’organizzazione è curata dal Goethe-Institut Palermo, diretto da Heidi Sciacchitano.  La direzione artistica  è di Mario Bellone, direttore del Cinestudio di Palermo, e di Alessandro Rais (per la sezione Carte Blanche) direttore della Sicilia Film Commission.
La rassegna e il programma completo sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Comitini: sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Provincia, Francesco Musotto; l’assessore al Turismo e Spettacolo e presidente dell’Aapit, Salvatore Sammartano; gli organizzatori e gli esperti che danno il loro contributo alla manifestazione. Wenders, presente all’incontro con i giornalisti, ha raccontato la sua esperienza a Palermo, il contatto con la città, il lavoro con la troupe, annunciando l’anteprima del film per fine maggio, inizio giugno.
Nel programma, a partire dai “corti” del 1968, passando per Alice nelle città del 1973, Falso Movimento del 1974 e tanti altri, si giunge alle opere più recenti come La terra dell’abbondanza del 2004, o Non bussare alla mia porta del 2005 o all’ultimo “corto” Invisibles, presentato al Festival di Berlino nel 2007.
Palermo – dice Musotto - rende omaggio ad un maestro del cinema che ha visto nella nostra città un luogo di ispirazione ancora da scoprire, lontano dai cliché dei media e dai pregiudizi.  La retrospettiva che la Provincia dedica a Wenders è dunque il segno di una gratitudine profonda nei suoi confronti: siamo certi che nel suo film ci sarà tutta la forza e la bellezza della nostra identità, raccontate con lo stile inconfondibile di un poeta del nostro tempo. Per conoscerci meglio e far conoscere in tutto il mondo la ricchezza di un luogo unico, che è anche un luogo dello spirito”.
La rassegna comprende, oltre la sezione antologica dei film di Wenders, una sezione speciale con otto opere, battezzata Carte blanche: Wenders ha avuto, appunto, “carta bianca” nel compilare una lista di film che si intrecciano ai suoi, diretti da altri maestri del cinema ai quali si sente legato dalla condivisione di poetiche e linguaggi, e che delineano la fisionomia del suo modo appassionato di fare cinema: fra gli altri, L´avventura, di Michelangelo Antonioni, Germania Anno Zero di Roberto Rossellini, Cinque pezzi facili di Bob Rafelson.
Dopo undici anni dall’ultima rassegna – commenta Sammartano – Palermo rivive il grande cinema di Wenders, in attesa del suo nuovo film. E’ il segno di un legame intenso, vero, che l’autore ha intrecciato con il territorio. Per questo la manifestazione deve essere uno spazio di cultura e di emozioni aperto a tutti. Con un’attenzione particolare ai giovani, anche a coloro che devono ancora scoprire la grandezza di questo indiscusso maestro del Novecento”.
Complessivamente saranno dunque proiettati circa quaranta tra film, documentari e cortometraggi, presentati in sei diversi cinema della città: 21 gennaio:GOLDEN; 22/23 gennaio: JOLLY; 24/25 gennaio:LUBITSCH; 26/27 gennaio:ROYAL; 28/29 gennaio: AURORA; 30/31 gennaio: Goethe Institut.
Il risultato è un programma di undici giorni, un viaggio lungo il percorso creativo di Wenders per intessere la trama di una relazione ancora più forte con la città.
Le proiezioni saranno accompagnate da  incontri con critici, studiosi, docenti universitari, storici del cinema, musicisti, esponenti delle principali istituzioni culturali della città, che daranno il loro contributo e raccoglieranno i suggerimenti del pubblico.
Tra questi: Massimo Arciresi, Michele Cometa, Umberto De Paola, Ignazio Garsia, Gianni Gebbia, Lelio Giannetto, Gregorio Napoli, Dario Oliveri, Santo Piazzese, Gigi Razete, Bruno Roberti, Rino Schembri, Enza Lauricella, Renato Tomasino.
Si parte lunedì 21 gennaio alle ore 11.00 nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia a Palermo: in programma la Lectio magistralis di Wenders aperta alla città, organizzata in collaborazione con la Sicilia Film Commission e il DAMS, Nuovo Ordinamento. La lezione sarà coordinata da Alessandro Rais; interverranno Umberto De Paola, Gregorio Napoli, Bruno Roberti, Rino Schembri, Renato Tomasino.
E’ importante - afferma Mario Bellone, direttore artistico della retrospettiva - che gli artisti e gli autori incontrino i giovani, fornendo così importanti occasioni di confronto, di scambio e di formazione. Wenders racchiude in sé tutte le qualità di un vero maestro e per questo gli abbiamo proposto di dedicare ai giovani e alla città una lezione di cinema”.
Una rassegna fatta di scelte ragionate” - afferma Heidi Sciacchitano, direttrice del Goethe Institut Palermo, che già nel 1996, insieme al Cinestudio di Palermo, dedicò al regista una retrospettiva – “diffusa su tutto il territorio urbano, che coinvolge tanti schermi in un ideale viaggio di undici giorni che ci riporta oltretutto ad una delle tematiche preferite dal regista”.
Sempre lunedì 21, a partire dalle 18.30 al Cinema Golden la rassegna si apre con un omaggio a Michelangelo Antonioni con il  film Al di là delle nuvole, diretto nel ‘95 dal maestro italiano affiancato sul set proprio da regista tedesco.
Alle 21.00, alla presenza di Wenders e delle autorità, dopo i saluti inaugurali , seguirà il più recente Non bussare alla mia porta, del 2005, con Sam Shepard, Jessica Lange e Tim Roth.
Sarà una serata nel segno del grande cinema ma senza preclusioni di pubblico. L’obiettivo, infatti, è di coinvolgere tutta la città in un omaggio al cineasta, che ha scelto Palermo per il suo nuovo film.
Nei giorni successivi, il programma (vedi allegato) procederà al ritmo di tre proiezioni al giorno: una pomeridiana e due serali (i particolari nei comunicati giornalieri).
La retrospettiva – sottolinea Alessandro Rais - sarà l’occasione per ripercorrere l’itinerario cinematografico ormai quarantennale di un autore che ha segnato la nostra formazione cinematografica e che molti giovani oggi purtroppo conoscono solo superficialmente”.

WIM WENDERS, Appunti di un viaggio si concluderà il 30 e il 31 gennaio nella sede rinnovata del Goethe-Institut Palermo, ai Cantieri Culturali della Zisa. In programma, in anteprima per la Sicilia, anche la proiezione del documentario di Marcel Wehn, Storia di uno che partì - I primi anni di Wim Wenders, dedicato al periodo precedente la partenza dell’autore per gli Stati Uniti.
La rassegna è corredata dal catalogo WIM WENDERS, Appunti di un viaggio, a cura di Massimo Arciresi e Mario Bellone.

 


Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito

Ufficio Stampa
Provincia Regionale di Palermo  091 6628933 – 6628936 – provinciapa@libero.it

Giovannella Brancato 340 8334979 – giobrancato@tiscali.it

 

La Frocessione-Habemus Papessam Trans

14 Gennaio 2008

La Sapienza, i prof censurano il Papa senza averlo letto Roma - I collettivi studenteschi hanno deciso di accoglierlo con una «frocessione» (processione inneggiante all’omosessualità) e da oggi fino a giovedì vogliono «preparare» l’ateneo con manifestazioni anticlericali per far avvertire quanto sia «sgradito» l’arrivo dell’illustre ospite. Ma l’aspetto più inquietante delle proteste per la visita di Benedetto XVI all’Università di Roma La Sapienza non sta nelle annunciate e come sempre rischiose contestazioni studentesche, quanto nei loro ideologici ispiratori, vale a dire un consistente numero di docenti. Questi ultimi, a più riprese, nei giorni scorsi hanno affidato alle colonne del quotidiano la Repubblica il loro altolà a Papa Ratzinger, «colpevole», da cardinale, il 15 marzo 1990, di aver rilanciato durante una conferenza le parole del filosofo Feyerabend, sostenendo che «il processo a Galileo fu ragionevole e giusto». Parole, scrivono 63 docenti di Fisica dell’ateneo romano auspicando la cancellazione dell’incontro, che «ci offendono e ci umiliano». Si potrebbe supporre (purtroppo sbagliando) che i 67 firmatari siano in grado di leggere un discorso, di ricercare il testo originale, di controllare l’esattezza e il senso delle citazioni. Invece i fisici antiratzingeriani, ancora offesi e umiliati a diciassette anni di distanza, sembrano essersi fidati dell’enciclopedia on line Wikipedia e hanno acriticamente preso la citazione credendo che proprio quello fosse il pensiero espresso dall’«oscurantista» futuro Papa. Il quale, invece, aveva espresso un’altra posizione, prendendo proprio le distanze da quei ripensamenti e non facendoli assolutamente propri. Un nuovo caso Ratisbona, insomma, anche se questa volta a scoppio lievemente ritardato. I lettori del Giornale possono giudicare da soli, leggendo lo stralcio del testo della conferenza tenuta dall’allora cardinale Ratzinger a Parma. E soffermarsi soprattutto sulle parole con le quali il porporato – che è stato professore universitario e non è certo nuovo a dialoghi e confronti con filosofi e scienziati – concludeva la rassegna di citazioni: «Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande». Le parole delle persone citate in quel brano non sono dunque fatte proprie da Ratzinger, che ritiene «assurdo» appropriarsene per sostenere che la Chiesa con Galileo avrebbe avuto ragione e ribadisce che la fede non cresce «dal rifiuto della razionalità». Proprio il rapporto fede-ragione e la ragionevolezza della fede cristiana sarebbe poi diventato uno dei pilastri del suo pontificato. Il testo ratzingeriano del 1990 non è rimasto inedito o sunteggiato a memoria dai giornalisti, ma è stato dato alle stampe, e in italiano, due anni dopo, in un libro di scritti dedicati all’Europa. Senza contare che la Chiesa ha riabilitato Galileo. La lettera dei 67 fisici è dunque destinata a rimanere quale esempio poco edificante di metodo scientifico. La protesta, però, un risultato l’ha ottenuto: il Papa giovedì non farà la Lectio magistralis (che sarà tenuta dal professor Mario Caravale), ma soltanto un «intervento».

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Roma, 14 gen. (Apcom) - "Saremo in migliaia, da tutta Italia". Mentre monta la polemica sulla visita di giovedì di Papa Benedetto XVI all’università La Sapienza di Roma per l’apertura dell’anno accademico, studenti di collettivi e associazioni di sinistra (UdU, Coordinamento collettivi, Rete per l’autoprotezione, associazione Facciamo breccia) hanno già pronto un ‘caldo’ benvenuto: volantini, ‘comunicazione creativa’, sit-in, un ‘assedio sonoro’ e soprattutto la ‘frocessione’, una manifestazione per le strade che circondano l’ateneo per protestare contro un papa "portatore di dogmi contro la libertà del pensiero scientifico e contro la libera circolazione dei saperi". A La Sapienza è partita oggi la Settimana anticlericale, una serie di eventi organizzati dai collettivi delle facoltà scientifiche (fisica, matematica, geologia) contro Ratzinger ma anche contro il ministro dell’Università Fabio Mussi e il sindaco Walter Veltroni, anch’essi invitati alla cerimonia accademica. Domani e mercoledì, dunque, pranzi sociali ‘anticlericali’, proiezioni sulla vita di Galileo, assemblee miste sudenti-professori, dibattiti su evoluzionismo e creazionismo, fino a giovedì, quando la protesta culminerà in ‘Ratzinger, Mussi e Veltroni ospiti indesiderati’. Dalle 12.00 a Piazzale Aldo Moro un ‘assedio sonoro’, proprio mentre è previsto l’intervento del Papa, dalle 14.00 la ‘Frocessione per i diritti negati’, una manifestazione nel quartiere studentesco di San Lorenzo, quindi la lectio magistralis di Paola Cortellesi, Andrea Rivera, Banda Osiris, infine musica con dj-set. organizzati dai collettivi delle facoltà scientifiche (fisica, matematica, geologia) contro Ratzinger ma anche contro il ministro dell’Università Fabio Mussi e il sindaco Walter Veltroni, anch’essi invitati alla cerimonia accademica. Domani e mercoledì, dunque, pranzi sociali ‘anticlericali’, proiezioni sulla vita di Galileo, assemblee miste sudenti-professori, dibattiti su evoluzionismo e creazionismo, fino a giovedì, quando la protesta culminerà in ‘Ratzinger, Mussi e Veltroni ospiti indesiderati’. Dalle 12.00 a Piazzale Aldo Moro un ‘assedio sonoro’, proprio mentre è previsto l’intervento del Papa, dalle 14.00 la ‘Frocessione per i diritti negati’, una manifestazione nel quartiere studentesco di San Lorenzo, quindi la lectio magistralis di Paola Cortellesi, Andrea Rivera, Banda Osiris, infine musica con dj-set.

CANTI DI PIETRA

1 Gennaio 2008

TEATRO LIBERO INCONTROAZIONE

stabile d’innovazione della Sicilia
dal 9 al 12 gennaio 2008 ore 21.15

CANTI DI PIETRA

thàlassa di suoni, di danza, parole, d’immagini.
con
  Enza Lauricella

“CANTI DI PIETRA” è un concerto di Enza Lauricella che interpreta canti della tradizione arcaica siciliana, rielaborati con sonorità aperte alle contaminazioni provenienti dai vari popoli del mediterraneo, originati da una cultura che nei secoli si è stratificata nell’isola e li ha sedimentati rendendoli unici.

Il canto popolare è sicuramente il “distillato” delle stratificazioni culturali di un popolo e si rivela nei secoli un grumo ( pietra ) di verità incontestabile.
Ed è attraverso i CANTI divenuti  PIETRA  che Enza Lauricella sembra volerci strappare il “ plasticume” che inesorabilmente ci avvolge e ci  azzoppa ad ogni bivio, ad ogni passo verso l’altro  e gli altri come entità sociale.
E‘ questo il tema dello spettacolo: l’impossibilità fisica – metafisica – sociale- storica che strema il cuore dell’uomo nell’andare verso l’altro uomo e la volontà antistorica di continuare ad esigere  questo “sogno”, unico traguardo estremo.

In “CANTI DI PIETRA” ribollono   frammenti di immagini legate all’origine dell’universo e dell’uomo, alle ragioni stesse del vivere, del morire e del rinascere, all’universalità del linguaggio musicale, come ponte fra le nazioni, come abbraccio fra i popoli, come viaggio per rivivere atmosfere e luoghi dimenticati.Ed  è straordinario come questo patrimonio dei “padri ” fatto di melodie e parole , possa aiutarci a piangere ed elaborare il lutto dei nostri morti ammazzati dalla categoria tempo o dal “cancro trinacrio” per riappropiarci della generosa, primitiva istintualità e naturalità umana che nessuna insensatezza, nemmeno la guerra, ha mai definitivamente cancellato.

 Note di regia
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il sole nella discarica di Momò Calascibetta 2005

Il video di Momò Calascibetta dal titolo "Il sole nella spazzatura"girato nella discarica di Bellolampo ( Palermo ), è la traccia scenografica su cui si incastrerà lo spettacolo "Canti di Pietra"di Enza Lauricella.Nel video sul tema dei “rifiuti come lato oscuro dell’abbondanza” Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi“ bambini sulle strade del mondo” che , avendo perduto il riferimento familiare come modello da imitare, riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro  “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.
Con la guerra in Irak Momò comincia a vedere bambini che fuggono dalle case, che cercano tra rifiuti del mondo, che vagano tra i vicoli delle città-metropoli pronti a qualsiasi espediente a qualsiasi avventura. Mentre prima i personaggi erano quelli delle stanze del potere,”le stanze dei bottoni”, adesso Calascibetta sembra volere affidare “questi bottoni” alle mani indurite e sapienti dei bambini. L’artista, per la prima volta, ferma la sua attenzione alle case dilaniate dalle bombe “intelligenti”, ai bambini assenti, sperduti e soli.
E’ così che nasce nel 2005  la nuova tematica “I bambini sulle strade del mondo”.
Tutto lo spettacolo è concepito come una partitura musicale dove canto,immagini, danza e parole trovano opportuno luogo ed espressione.
I testi letterari utilizzati sono di P.P.Pasolini e di Vincenzo Consolo, gli arrangiamenti musicali di Nino Agrusa.

L’interprete

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Wim Wenders ed Enza Lauricella- spazio Momò - alla Vucciria durante le riprese del film
“The Palermo shooting”
2007

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Enza Lauricella - Rosa Balistrieri - Ciccio Busacca

Enza Lauricella, magistrale interprete del più schietto respiro siciliano, fa parte con Rosa Balistrieri e Ciccio Busacca , del gruppo storico del canto popolare dell’ isola.
Aldilà della sua voce definita tragica e struggente e della qualità dei canti, è lei il vero personaggio che fa spettacolo nel senso più alto del termine, con il suo magnetismo, con la sua gestualità intensa e drammatica, con la sua voce che nel rompersi e ricomporsi riesce sempre a scorticare il cuore di chi ascolta fino a produrre anche nello spettatore più smaliziato un tipo di partecipazione viscerale. Enza Lauricella potrebbe indifferentemente essere una donna, anzi "fimmina"spagnola o greca o tunisina, o ancora come in effetti  è, di Canicattì.
La sua è una straordinaria figura di autentica figlia del Mediterraneo…….( Gigi Razete)
 

Nino Agrusa (chitarra, contrabbasso)
Salvatore Orlando (percussioni e tamorra),
Michele Piccione (percussione,ance e zampogna)
Michele Orlando (mandolino, organetto e flauto arabo)
Momò Calascibetta (video e immagini)
Enzo Caruso (danza e coreografia)
Clelia Cucco (voce recitante )
Lia Chiappara (costumi)
Fiorenza Dado (luci e suoni)
regia
Enza Lauricella

 

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