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A sud del pensiero: ri-tratti mediterranei. Omaggio a Carla Accardi

Domenica 31 Agosto 2014

A sud del pensiero: ri-tratti mediterranei. Omaggio a Carla Accardi 



L’Associazione R. C. “Museo del Presente”, in collaborazione con la Pro Loco di Nicosia, l’Associazione “Italia Nostra”, la Casa d’arte “la Fenice” ed il Comune di Sperlinga, promuove una mostra di arte contemporanea dal titolo: A sud del pensiero: ri-tratti mediterranei. Omaggio a Carla Accardi, che riattualizzi il Mediterraneo (inteso come spazio mitico e della costruzione del senso, piuttosto che come spazio esclusivamente geografico) attraverso evocazioni, suggestioni, nostalgie, memorie, miti antichi e moderni.
 
Non abbiamo ancora superato la “questione meridionale” che incombe sulla nostra nazione da un punto di vista economico, sociale, culturale. Il Meridione d’Italia rappresenta ancora, infatti, il teatro di quella guerra tra poveri per una polla d’acqua, descritto da Ignazio Silone in Fontamara, con l’aggravante, altresì, di una crisi economica planetaria.
Ma è una nuova “questione meridionale” che vogliamo porre all’attenzione del pubblico. Una questione meridionale del pensiero stavolta.
 La crisi economica che attraversiamo, infatti, non è che un prodotto della razionalità occidentale, della sua presunzione e del suo riduzionismo. E’ figlia del calcolo che uccide la passione e la poesia, riducendo tutto al mero quantitativo. Questa razionalità chiusa produce, paradossalmente, l’irrazionalità. L’irrazionalità di un’esistenza privata della qualità della vita, della convivialità, della lentezza. Ma di una lentezza che diventa anche velocità, la velocità che scaturisce dalla profondità del pensiero, in grado di avventurarsi in sentieri non ancora battuti. Perché la vita è una “partita doppia” direbbe Franco Cassano. L’irrazionalità che deriva, ancora, da quella che George Ritzer definisce la “mac-donaldizzazione” del pensiero, alfa e omega di una società bulimica e anoressica, bacchettona e trasgressiva ad un tempo.
Al pensiero del Nord, figlio del calcolo e di una razionalità monolitica, dovremmo allora opporre un pensiero del Sud, un moderno pensiero mediterraneo, sulle orme di pensatori come Edgar Morin e Franco Cassano. Occorre, dunque, oggi più che mai, andare a Sud, non tanto della geografia, quanto del pensiero.
Verso Sud la ragione ama essere messa in pericolo e l’esprit de finesse minaccia l’esprit de geometrie. L’Europa ha bisogno di un pensiero mediterraneo per arricchire la sua unione economica di un’unione spirituale. Un’Europa spirituale non avrebbe paura di ricordare le proprie radici giudaico-cristiane e, allo stesso tempo, sarebbe orgogliosa della sua parentela con la filosofia e la razionalità nate in Grecia. L’Europa spirituale è figlia di Atene e di Gerusalemme, della razionalità e della fede. Ha bisogno di sacralizzare il Mediterraneo - il mare nostrum, “mare madre” -, per non esorcizzare le sue contraddizioni e trasformarle, piuttosto, in complessità, arricchimento, crescita culturale, dialogo, sfida. Ma all’Europa dello “spread” dovremmo opporre un’Europa dello “spritz”. All’Europa del capitalismo finanziario, quella della convivialità, dell’incontro, della lentezza. L’Europa è i suoi Caffè, scrive George Steiner. Laddove il Caffè è inteso come luogo di incontro, cenacolo di idee e di intellettuali. Ma l’Europa è anche le sue strade che ricordano i suoi protagonisti, i suoi martiri ed i suoi eroi. L’Europa è “l’utilità della storia per la vita”, laddove l’America è “il danno”, la storia cancellata, la rimozione, lo spazio vuoto where the streets have no name.
Occorre andare a Sud “per essere provincia senza disperare, al riparo dalla storia vanitosa”. Per recuperare le numerose identità “dialettali” che caratterizzano il nostro territorio, al riparo da un’assurda globalizzazione omologante e standardizzante. Ma al riparo, anche, da un corrivo e bolso campanilismo. Raccogliendo tutte le sfide di un’era planetaria che attraversa ancora la sua “età del ferro”.
Nino Arrigo 



Gli artisti partecipanti sono:
Carla Accardi, Pippo Altomare, Sonia Andreani, Cesare Baracca, MoMò Calascibetta, Pietro Cosagra, Mariano Filippetta, Dario Insabella, Giovanni Iudice, Tatiana Lawresz, Mafonso, Giovanni Manzo, Stefano Mercatali, Fabio Modica, Alessandro Papari, Roberta Serenari, Giovanni Stella, Enzo Tomasello, Agostino Tulumello, Alfonso & Nicola Vaccari, Ignazio Vanadia e Fabrizio Vatta
La mostra, a cura di Nino Arrigo (presidente dell’associazione r. c. “Museo del Presente”), sarà anche un omaggio a Carla Accardi, la grande poetessa dell’astrattismo, nell’anno della sua scomparsa. Verrà inaugurata il 12 settembre alle ore 21.00 presso il castello medievale di Sperlinga dove sarà visitabile tutti i giorni (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19) sino al 20 settembre. Il catalogo delle opere, a cura di Nino Arrigo ed edito da Lussografica, Caltanissetta, sarà disponibile (anche in formato e-book) a partire dal 12 settembre. 

Artisti di Sicilia da Pirandello a Iudice

Sabato 12 Luglio 2014

a  Favignana 
11 luglio -12 ottobre 2014

Oltre 200 i capolavori del Novecento siciliano, esposti nellʼEx Stabilimento Florio di Favignana, dallʼ11 luglio al 12 ottobre 2014 a raccontare lʼimportante ricerca artistica che ha influenzato la cultura dellʼintero Novecento, fino ai nostri giorni.
“Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana. – dice Vittorio Sgarbi – Non è lo stesso per quasi nessunʼaltra regione, non per lʼEmilia Romagna, nonostante Morandi e De Pisis; non per la Toscana, nonostante Soffici e Rosai; non per Roma, nonostante le due scuole romane. La Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare lʼidentità prevalente della cultura italiana.”
Sotto lʼAlto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra è realizzata dalla Fondazione Roma – Mediterraneo ed è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dellʼIdentità siciliana, dall’Assemblea Regionale Siciliana, Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Trapani, dal Comune di Favignana – Isole Egadi, e dallʼExpo Milano 2015, organizzata da Shicon Europe, Exa – Mondi Nuovi e Arthemisia Group e ospitata presso lʼEx Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica.
Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice, a cura di Vittorio Sgarbi, con la direzione artistica di Giovanni Lettini, riunisce la più importante produzione artistica siciliana mai vista prima d’ora in un unico luogo.

“Un progetto titanico, – dice Gianni Filippini, ideatore e produttore della mostra – che ha già catturato l’attenzione dei più rinomati musei nazionali e internazionali i quali desiderano ospitare la prestigiosa collezione siciliana all’interno dei loro spazi (a conclusione della rassegna di Favignana) per dare vita così ad una esposizione itinerante. Sono alte le aspettative riguardo ad una mostra che è arrivata oggi ad avere la dimensione di un museo: il museo dell’arte siciliana”.
Le opere di questi grandi protagonisti attestano le attuali ricerche artistiche e mettono insieme una visione della loro terra come luogo di meditazione e conflitto: Fausto Pirandello con le sue spiagge, i corpi ammassati e le carni confuse di sabbia; Renato Guttuso con “La Vucciria” dai colori sgargianti che sprigionano il vocio e la cantilena araba dei vanniaturi nel celebre mercato palermitano che dà il nome al quartiere; Piero Guccione con i suoi paesaggi poetici; il gruppo di Scicli; la Scuola di Palermo e Giovanni Iudice con uno dei suoi documenti più vivi, parlanti e attuali quale “Lʼumanità”.
Il percorso espositivo si articola in quattro grandi stanze all’interno della Tonnara e, seguendo un ordine cronologico, racconta il viaggio iniziato dai maestri più antichi come Aleardo Terzi e Totò Gregorietti mediante un filo continuo che corre dagli anni ʻ30 fino al nuovo millennio. Svelare questa bellezza è la ragione vera per cui la Sicilia è quello che è, con la sua storia e con il suo paesaggio.
Una immagine apparentemente calma quella di ‘Artisti di Sicilia’. – dice Sara Pallavicini, direttore creativo della mostra – Una isola apparentemente ferma, immobile, come il mare di Guccione.

Sicuramente, una isola capace di raggiungere il cuore di chi la guarda tramite la sua poesia e le sue contraddizioni. Così come il Mediterraneo custodisce nei suoi abissi i tesori della sua storia, la Sicilia nasconde nella sua anima un luogo a noi sconosciuto, ma che gli artisti oggi in mostra a Favignana ci rivelano attraverso un viaggio nella vera isola: quella interiore.”
Il catalogo è editato da Skira.
Gli artisti in mostra
 Alberto Bevilacqua, Aleardo Terzi, Alfonso Amorelli, Andrea Di Marco, Andrea Parini, Antonio Amore, Antonio Ugo, Carmelo Cappello, Carla Accardi, Casimiro Piccolo, Elisa Maria Boglino, Emilio Greco, Emanuele Floridia, Enzo Sellerio, Eustachio Catalano, Fausto Pirandello, Francesco Trombadori, Gianbecchina, Giovanni Barbera, Giovanni Nicolini, Giulio D’anna , Giuseppe Mazzullo, Giuseppe Migneco, Ida Nasini Campanella, Ignazio Moncada, Leo Castro, Leonardo Sciascia, Lia Pasqualino Noto, Lorenzo Viviano, Manlio Giarrizzo, Mimmo Germanà, Nino Franchina, Pietro Consagra, Pina Calì, Pippo Rizzo , Quintino Di Napoli, Renato Guttuso, Salvatore Incorpora, Salvatore Fiume, Silvestre Cuffaro, Sistina Fatta, Tommaso Bertolino, TotòGregorietti, Ugo Attardi, Albino Trigilio, Aldo Pecoraino, Alessandro Bazan, Alessandro Finocchiaro, Alessandro Librio, Alessandro Paternò, Angelo Diquattro, Angelo Pitrone, Antonio Brancato, Antonio Freiles, Antonio Sciacca, Arrigo Musti, Attilio Giordano, Bruno Caruso,
Calusca, Carmelo Bongiorno, Carmelo Candiano, Carmelo Giallo, Carmelo Lizzio, Carmelo Nicosia, Cesare Inzerillo, Croce Taravella, Daniele Alonge, Daria Musso, Dino Cunsolo, Domenico Militello, Donatella Capraro, Elisa Nicolaci, Elisabetta Sgarbi, Emanuele Giuffrida, Emilio Isgrò , Enzo Rovella, Ettore Pinelli, Ezio Cicciarella, Fabio Salafia, Ferdinando Scianna , Fiammetta Bonura, Francesco Balsamo, Francesco Coppa, Francesco De Grandi, Francesco Rinzivillo, Franco Battiato, Franco Politano , Franco Polizzi, Franco Sarnari, Fulvio Di Piazza, Gaetano Tranchino, Gaspare Palazzolo, Giacomo Alessi, Giacomo Rizzo, Gianni Mania, Gino Cosentino, Giovanni La Cognata, Giovanna Lentini, Giovanni Chiaramonte, Giovanni Iudice, Giovanni Lissandrello, Girolamo Ciulla, Giuseppe Burgio, Giuseppe Colombo, Giuseppe Diara, Giuseppe Ducrot, Giuseppe Leone, Giuseppe Modica, Giuseppe Puglisi, Giuseppe Veneziano, Guido Baragli, Ilde Barone, Ignazio Schifano, Letizia Battaglia, Lillo Messina, Lorenzo Reina, Lucia Giuffrida, Lucia Scuderi, Luciano Vadalà, Luigi Ghersi, Luigi Nifosì, Manlio Sacco, Marcello Lo Giudice, Marco Bunetto , Marco Urso, Margherita Sgarlata, Marilena Manzella, Mavie Cartia, Michele Ciacciofera, Michele Dʼavenia, Miriam Pace, Momò Calascibetta, Nadia Ruju, Nicola Pucci, Ninni Sacco, Pietro Carriglio , Pietro Cosentino, Piero Guccione, Piero Roccasalvo Rub, Piero Zuccaro, Raimondo Ferlito, Renato Tosini, Riccardo Francaviglia, Rosario Antoci, Rosario Bruno, Rossella Leone, Salvatore Celi, Salvatore Paolino, Salvatore Provino, Salvo, Salvo Barone, Sandro Bracchitta, Santo Alligo, Santo Pappalardo, Sebastiano Favitta, Sebastiano Messina, Sergio Fiorentino, Stefano Malatesta, Sonia Alvarez, Tano Brancato, Togo, Topazia Alliata, Turi Simeti, Umberto Gervasi, Vincenzo Nucci, Vito Cipolla, Vito Stassi.

L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano

Martedì 6 Maggio 2014

Una mostra sull’acqua raccontata attraverso sei Robinson Crosuè , sei  argonauti dell’arte che solcano con il loro operare artistico le acque a volte burrascose a volte serene, della creatività ,trasportandoci in un mondo sottomarino per  conoscere  abissi silenziosi ed entusiasmanti.
          8-21 maggio 2014 – Ex-Fornace, alzaia Naviglio Pavese,16 – Milano
opere di  
Giulia Alberti
Momò Calascibetta
Fabrizio Garghetti
Claus Joans
Stefano Zucchi
 Cosimo Barna
La mostra “L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano” ,grande festa alla ex-Fornace, desidera essere un momento collettivo di riconoscimento della nostra identità di cittadini delle ”terre d’acqua”: festeggiare con l’arte, la musica ,la danza, l’acqua  della città di Milano e della sua pianura, gli abitanti di Milano e in particolare della zona 5 e 6 dei Navigli,  gli organizzatori , tutti i visitatori che desiderano essere coinvolti in questa azione di riconoscimento in vista di Expo 2015.
Acqua che non è più visibile come quando correva nei Navigli interni ad anello dentro la cerchia, ma che rimane l’anima di Milano,  rimane come “via d’acqua” che ha permesso la sua costruzione, che ha trasportato i prodotti della terra per nutrire la città.
La mostra crea un percorso attraverso diverse forme artistiche :
Momò Calascibetta- La nicchia del cavallo-cm.50×40
-Sette opere di Momò Calascibetta che Philippe Daverio descrive 
….come una carezza la linea nera segue un disegno e lo modella, la linea nera dell’artista segue il colore e il tessuto della carne, disegnando tra luce e ombra, un chiaroscuro, un palpito nella notte della Fontana che è metafora della notte degli uomini. E la luce non filtra più dagli occhi ma dalla carne, l’acqua si erge e la sua forza invade come  per i Greci e i Latini l’acqua invade e simboleggia i misteri della vita, dove nascita e morte, passato e futuro si intrecciano. Nella Piazza della Vergogna di Momò  Calascibetta sgorgano le sorgenti dove i nuovi   spiriti dell’acqua hanno il potere di profezia e  l’opera di Momò crea i suoi nuovi oracoli attraverso i quattro  fiumi che percorrono la Fontana….Nell’opera si evidenzia lo stereotipo grottesco che tutti noi abbiamo costruito nella nostra e nell’altrui immaginazione negando la possibilità di colpi di scena di meraviglia, di bello e di buono, sempre possibili  all’uomo ma mai realizzati in questo luogo. Gli attori di questo dissennato carnevale sono politici e criminali, dame dell’alta società, nobili decaduti e prelati, intellettuali e artisti che tessono rapporti inconsistenti dentro una babilonia disperata che si agita tra i vortici dei giochi dell’acqua; un’ umanità vacua e disfatta, verminosa e potente, un carnevale di annoiati, vitelloni e nobili a noleggio….
-Trenta immagini fotografiche di grande dimensione, a colori, stampate su tela pittorica di Fabrizio Garghetti, che raccontano del paesaggio della risaia seguendo le tracce lasciate da Leonardo da Vinci alla Sforzesca di Vigevano,raccontano delle conche del Naviglio Pavese , dei ponti in granito  sul Naviglio Grande a Cuggiono  e tanto altro ancora. Il critico d’arte Pierre Restany, ha scritto di queste immagini: “La dimensione delle immagini esalta la distesa delle risaie su l’orizzonte basso del cielo e il profilo allusivo dei reinterrati alberati, sottolineando le lineari prospettive dei canali con le cascatelle dei mulini e delle chiuse….Il risultato delle peregrinazioni della camera ispirata di Fabrizio Garghetti è favoloso: la serie di fotografie a colori tutte dello stesso grande formato stampato su tela pittorica, costituisce un panorama sbalorditivo della Pianura Padana.”

        -Tredici opere di Giulia Alberti tra sculture in vetro massiccio colato di Murano e “sculture-impronta” in pasta di cellulosa. Le sculture in vetro sono la cristallizzazione di movimenti d’acqua incapsulati nelle strutture di arcaici manufatti idraulici. “La materia vetro è attraversata da forme circolari e a spirale…… Con uno sguardo ravvicinato vediamo arterie e vene, verdi come linfa vitale. E’ come se un intero paesaggio fluviale con le sue memorie acquatiche ed arboree scorresse dentro quel limpido corpo luminoso…”…scrive Stefania Carrozzini. E le sculture-impronta, descritte da Gillo Dorfles : “ Giulia Alberti ha dato vita ad una serie di affascinanti ”bassorilievi” cartacei che ospitano le “impronte” che vi sono state impresse e che si estroflettono sulla grezza superficie rugosa, creando una rete di segni, di rilievi, di avvallamenti, che offrono  all’insieme del contesto una loro lirica identità. Le grandi carte sono, dunque, gli equivalenti, tanto d’una pittura che d’una scultura, che vivono di “assenze” e che pertanto sono colme di magiche “presenze”.
-Dieci sculture luminose di fantastici animali acquatici di Claus Joans,”genio primordiale e totemico come un uomo di domani” come lo descrive Philippe Daverio, creatore di sculture in acciaio e in policarbonato, percorse da segni, incisioni , graffiature che raccontano di luoghi fluviali e marini,  raccontano  delle correnti e dei movimenti d’acqua che essi hanno percorso. Claus Joans, marinaio dei mari del mondo , navigatore da sempre, che alterna il suo percorso nell’operare artistico a viaggi nelle acque dell’oceano.
-Cinque sculture di pietra lavorate dall’acqua di Stefano Zucchi, raccontano del contatto primordiale tra acqua e roccia ,dove lo scorrere e scavare dell’acqua, trasforma il duro materiale in forme arrotondate che narrano di questo percorso di trasformazione. Non a caso le opere di Zucchi arrivano dalle montagne del marmo di Candoglia e dalla sorgente del Lago Maggiore e fiume Ticino
-tre opere di Cosimo Barna.
Cosimo Barna racconta delle correnti marine e dei branchi di pesci i cui movimenti a spirale trasformano  l’acqua in un caleidoscopio di colori , racconta della vita dell’acqua e delle sue correnti attraverso fantasmagoriche pennellate di colore da cui guizza fuori la luce.
   Associazione Arte e Memoria del Territorio
via N.d’Apulia,12- 20125 Milano  
 tel. 02 2828419 – cell. 3391451917 
            territorio@artememoria.it          
Ufficio stampa Cristina Pariset   

Vittoria Sperimenta

Sabato 29 Marzo 2014

Vittoria Sperimenta

VITTORIA. Sabato 29 marzo alle ore 19.00 il vernissage della mostra 

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La sperimentazione si è chiusa con tre ospiti speciali: Momò Calascibetta (in foto), Loredana Grasso, Francesco Lauretta

SICILIA - VITTORIA (RG) - La sperimentazione non è ancora finita. Sabato 29 marzo, infatti, dalle ore 19 alle ore 21, nello splendido spazio al primo piano del Chiostro di Santa Maria delle Grazie, sarà inaugurata la mostra di Vittoria Sperimenta, che vedrà in esposizione tutte le opere prodotte in questi due mesi dai tredici artisti ospiti (Ilde Barone, Giulio Catelli, Salvo Catania Zingali, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Giovanni La Cognata, Giovanni Blanco, Carlo e Fabio Ingrassia, Piero Zuccaro, Momò Calascibetta, Loredana Grasso, Francesco Lauretta).
I due mesi si sono conclusi con una settimana speciale, che ha visto ospiti Momò Calascibetta, Loredana Grasso, Francesco Lauretta.
“Chiudiamo queste quattro settimane – ha commentato il direttore artistico Giovanni Robustelli – e lo vogliamo fare con le parole delle persone che sono venute. Proprio durante gli ultimi giorni, una signora, una di quelle che rappresentano il pubblico tradizionale delle mostre e che sono state incuriosite dal nostro esperimento, ci ha detto che questa manifestazione lascerà un segno nella storia della cultura di questa città, un segno che serve da concime per le nuove generazioni. Ed è vero, perché per raccontare di questa esperienza potremmo anche usare le parole dei bambini, la sorpresa dell’entusiasmo, la loro curiosità e meraviglia, tutte cose che dovrebbero farci riflettere sul valore che può assumere il linguaggio artistico nella formazione dei bambini. Il risultato finale è stato esattamente quello che ci aspettavamo: possiamo dire di aver raggiunto i nostri obiettivi”.
“E’ stata un’esperienza strabiliante anche dal punto di vista umano – aggiunge Ivano Fachin, presidente dell’associazione Akash -, un’occasione unica di incontrare universi, culture, filosofie e tecniche, una carica di energia e di curiosità senza paragoni. Se il nostro pubblico ha avuto modo di cogliere anche una piccola parte di quello che noi abbiamo vissuto ogni giorno, possiamo essere orgogliosi del risultato”.
E gli artisti stessi, confermano il valore di questa formula – innovativa e per certi versi provocatoria – proposta da Vittoria Sperimenta.
“La rassegna – commenta uno degli artisti ospiti dell’ultima sessione, Momò Calascibetta - ha voluto offrire al pubblico la visione della nascita in diretta di un’ opera d’arte nei suoi aspetti più intimi e sconosciuti. Già il mondo contemporaneo artistico nega la concreta possibilità diincontri-scontri tra gli stessi operatori del settore. Rimpiango il tempo storico in cui poteva verificarsi un incontro dilaniante e tragico come quello tra Van Gogh e Gaugin, artisti che partoriscono le loro opere per la loro intrinseca necessità d’esistere. I miei lavori nascono in assoluta solitudine. Rare volte accetto esperienze di questo tipo ma  questa volta  galeotto è stato l’ incontro a Milano con  Giovanni Robustelli. L’ambiente fisico ed umano in cui si è svolta la rassegna ha rispettato  i canoni della bellezza e dell’armonia creando un habitat confortevole in cui ogni artista ha potuto ben lavorare anche se non  è stato per me facile sentire nei nostri spazi lo scorrere curioso e parlante del pubblico visitatore che qui…lo si voleva comunque agente”.
“Ho lasciato un silenzio muto e ho ritrovato una forte cassa di risonanza – ha aggiunto Loredana Grasso –, quasi una nuova, bella e grande famiglia. Mi porterò via l’esperienza di avere incontrato delle persone straordinarie e non solo. L’artista è abituato a una forma di solitudine incredibile e qui ho riscoperto invece il silenzio della presenza, il privilegio di avere a fianco persone che riescono a stimolarti anche senza fare nulla. Con i bambini, poi, è stata un’esperienza straordinaria: un momento in cui mi sono sentita davvero me stessa, dati anche alcuni dei miei linguaggi precedenti, e in loro mi sono riflessa come in uno specchio”.
“La cosa bella, al di là del lavoro – ha detto infine Francesco Lauretta, che qui è arrivato con una poltrona, i suoi libri e i suoi dischi -, è che si incontrano persone di una generosità straordinaria, dagli artisti al pubblico. Sono momenti incredibili per raccontarsi e ascoltare e conoscere il racconto degli altri. Mi sono portato le mie cose perché il pittore non è tutto quello che sono: la pittura è l’atto finale di un processo di ricerca che ho voluto portare per intero. Ed è stato un momento per verificare ancora una volta che questo è davvero un lavoro benedetto”.
L’appuntamento è dunque per il 29 marzo, per poter ammirare le opere prodotte durante questa prima edizione.

Vittoria Sperimenta

Sabato 22 Marzo 2014
Sabato 22 MARZO 2014
dalle ore 19.00  alle ore 21.00
Momò Calascibetta, Loredana Grasso, Francesco Lauretta

Momò Calascibetta, Loredana Grasso e Francesco Lauretta sono i protagonisti della quarta e ultima sessione di questa prima edizione di  Vittoria Sperimenta, che ha preso il via martedì 18 marzo nella sala grande al primo piano del Chiostro di Santa Maria delle Grazie, trasformato ormai stabilmente in vero e proprio atelier d’arte, crocevia di talenti ed esperienze artistiche.
La manifestazione d’arte contemporanea ideata da Giovanni Robustelli, che ne è anche il direttore artistico, e realizzata da Akash Produzioni con il patrocinio del Comune di Vittoria, ha già visto succedersi le prime tre sessioni, con la partecipazione di un totale complessivo di dieci qualificati artisti, sempre più partecipate da parte di appassionati, critici e soprattutto giovani.
Anche in questo caso gli artisti accettano di mettere in mostra il loro processo creativo: lo spettatore assiste all’intima ricerca che porta l’artista ad interpretare ciò che lo circonda e dunque a realizzare la sua opera; ciò che normalmente avviene in un atelier, qui accade in estemporanea, inaugurando una nuova forma di dialogo tra l’arte e il pubblico.
Anche i tre ospiti di questa settimana, dunque, saranno chiamati a realizzare un lavoro in estemporanea, con la tecnica e le dimensioni che preferiranno.
 “La quarta settimana di Vittoria Sperimenta – dichiara il direttore artistico di Vittoria Sperimenta Giovanni Robustelli - chiude un percorso intenso e articolato, sia per i linguaggi che per i concetti espressi in questo grande atelier temporaneo, con tre autori le cui dinamiche creative sembrano, nell’iter progettuale, molto distanti. Fracesco Lauretta ci mostra il suo ‘centro di riflessione’ in cui accade e, in questo caso, si manifesta soprattutto il pensiero e la progettazione della parola. Il suo ‘atto’ creativo si dipana tra il medium della scrittura, della parola e, non ultima, della pittura. Loredana Grasso documenta il paesaggio e la luce con la pittura, ci racconta uno spazio che proviene dal ricordo, dall’esperienza, per poi sfociare in un orizzonte astratto, mentale, unico e nuovo. Un paesaggio della cultura. Momò Calascibetta si impegna nel decifrare, scavando, uno spazio denso e ingombrato. Quello che affiora sulla superficie è un testo fitto di segni che non si limitano a manifestare le forme e le loro relazioni con lo spazio, e le ulteriori chiavi di lettura riferite all’iconografia ma, proprio per l’estrema presenza del segno, a richiamare l’attenzione proprio su di sè, sulla grafia, sulla preghiera del gesto”.
L’atelier di Santa Maria delle Grazie potrà essere visitato dal pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Le opere prodotte saranno presentate sabato 22 marzo, a partire dalle 19, nel corso di una serata-evento, accompagnata dalle degustazioni della Strada del Vino Cerasuolo.
Gli artisti e il pubblico si confronteranno in una talk sul tema “L’editoria artistica nell’arte contemporanea”.
Si ringraziano il Comune di Vittoria e agli sponsor di Vittoria Sperimenta: Agriplast srl, Banca Mediolanum, Nerosicilia e Mosaicomicro, Fiera Emaia, Villa Orchidea, l’associazione Strada del vino, il ristorante Acqua e vino.
GLI ARTISTI
Momò Calascibetta
Nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti e Pollini ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura che Leonardo Sciascia la definirà “come il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità….”. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono tematiche come “Comiso Park”,”Piazza della Vergogna”,”De l’Amour”,”Labirinto Verticale”,”Terromnia”…che troveranno spazi espositivi alla Fondazione Corrente, Fondazione Mudima,Galleria Jannone, Galleria Philippe Daverio, ed in fiere internazionali d’arte: Arte Fiera di Bologna ,MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid.
Nel 2004 è stato ospite con le sue opere alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio e nel 2005 un suo grande lavoro “Il gelato di Tariq”viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout.
Memorabile rimane l’esperienza dell’artista alla Biennale di Venezia del 2005 in cui, con altri curatori, organizza il Progetto “Esserci al Padiglione Italia”, evento che ha voluto lanciare un messaggio alla Biennale puntualizzando che l’arte italiana è ammorbata da una volontà dominante verso il crescente dilagare di uno sporco e corrotto mercato dell’arte americanizzato e monopolizzato da lobby finanziarie-culturali cieche ed arroganti, dove l’arte si trova sempre più mummificata in eventi e fiere varie da imbalsamatori culturali sempre più lontani dalla vita dalla società.
Loredana Grasso
Nata a Erice (TP) nel 1982, ha frequentato l’Accademia di belle arti di Palermo conseguendo la laurea specialistica in Pittura. Vive e lavora a Palermo. Ha esposto in mostre personali, collettive a Palermo, Italia e in Germania. Nel 2010 viene selezionata da “Premio Celeste” per la collettiva “Expectations New York” e nel 2011 è tra i finalisti del “Premio Combat Prize”.
Il suo lavoro riflette prevalentemente su situazioni ambigue e misteriose, sia quando il medium utilizzato è la pittura, sia quando le opere si espandono nello spazio come con la scultura. I diversi linguaggi, nelle molteplici forme, rivelano lo sguardo dell’artista, meditativo e ipnotico, stimolando infiniti pensieri.
Una poetica radicata nei sogni – o negli incubi - e nelle paradossalità delle esperienze che l’artista inscena; opere sempre aperte al confronto con la vita, con le sue fragilità e le nostre incertezze, elementi che diventano valore e punto di partenza verso la scoperta di altri luoghi, oltre i limiti spaziali, temporali e di pensiero.
Francesco Lauretta
Dopo studi tecnici, si trasferisce a Venezia e frequenta l’Accademia di Belle Arti nell’aula di Emilio Vedova. Si diploma nel 1989.
Nel 2003, dopo un breve viaggio nella sua terra d’origine, si definisce pirandellianamente pittore, e da quel momento si approfondisce il tormentato rapporto con questo medium che lo conduce oggi a definirsi un “ingegnere” ponendo l’accento non tanto sulla semplice rappresentazione quanto sulla costruzione. Tra il 2003 e il 2011 espone in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero e realizza alcuni video grotteschi, vere e proprie riflessioni sui luoghi comuni degli artisti, e sui rapporti marginali tra arte e territorio.
Nel 2007 vince il Premio Agenore Fabbri e si trasferisce a Firenze.
Nel 2010 inizia a scrivere alcune allegorie dal titolo “I racconti funesti” che spiegano l’opera della costruzione - un processo che da quel momento lo assorbe totalmente - col disegno (gli spolveri), con la pittura, con la scrittura, il video, la performance.
E-mail
Sito Web 
addetto stampa Concetta Bonini

333 7337513

Art in the Mediterranean

Martedì 12 Marzo 2013

Art in the Mediterranean

Del 22 de Marzo al 21 de Abril de 2013

Enriqueta Hueso 恩里克塔•乌埃索


Galería O+O (Oriente + Occidente)  西班牙“O+O 画廊”(“东西方画廊”)
C/ Francisco Martínez 34- 36 Bajos 46020 Valencia-Spain
Tfnos : 0034- 639990392- 961336449
Inauguración viernes 22 de Marzo a las 20:00 horas

“Come in cielo così in terra”-particolare da un’opera di Momò Calascibetta

UNA MUESTRA CON CUATRO FLANCOS DE ESENCIALIDAD EN LA GALERÍA O+O

La Galería O+O nos presenta una exposición colectiva en su línea habitual: marcada por un cohesivo prurito, por una intención amalgamadora de lo diverso, que queda armonizado y heterogéneo a un tiempo. Si algo hace entroncar a los cuatro discursos plásticos implicados, eso es el deseo comunicativo desde diferentes esencialidades:

Son los trabajos de Momò Calascibetta de un intenso expresionismo, muy en la línea de Otto Dix. Todo queda envuelto por entre una atmósfera de caricaturesca musicalidad en la que se integra lo controvertidamente bello y lo feo sin remisión. Se me antojan los personajes de este artista cercanos a los de El Greco, sí, estarían tironeados de un lado por un cierto manierismo y de otro por el arte pop más jacarandoso: distorsiona Momò las formas, dislocando los sinuosos volúmenes, otorgándonos, finalmente, la esencia connotadora que encierran.

Pinta Albert Sesma la inmediatez de los tiempos a través de un abigarrado cromatismo a su vez envuelto en un halo de fina sugestión que pudiera ser la plasmación del movimiento por el que transcurre la vida con fondo de estatismo. Una bruma de melancolía asola el rostro de los paisajes urbanos o de las personas retratadas. Es Sesma un realista real-maravilloso. Es el suyo un “antoniolopismo-asorollado” que acarrea un guiño de esperanza por vías inusuales.

Entroncando con el tachismo en lo que a búsqueda de las esencias por la senda del mero lance cromático (elemento clave de la pintura) se refiere, mas sin que podamos hablar de un simple juego gratuito, se nos muestran las obras de Juan Carlos Julián. Y es que hay en ellas una expresividad inducida; un drama traslucido a través de las vigorosas emociones a su vez entreveradas por entre la mancha y el color, que harían atracar  las obras de este artista en el puerto del informalismo más arrebatado (un estallido de indignación exaspera plásticamente su toma de postura contra la violencia de género en esta ocasión).

La escultura de Xavier Raventós nos refiere esquematizaciones de la más cotidiana pasión; ensambla rudimentos de impensada fructificación lírico-plástica; las porciones son salvadas de la irremediabilidad y ascendidas a un sublime y cooperado estatus por obra del re-creador, que nos ofrece, al fin, sugerentes esquemas de esencias.

Todos, en definitiva, son artistas hondamente comunicativos, dialogantes y aplicados en la muestra de las particularísimas claves de acceso a los reductos de sus respectivos universos creativos.

Sólo nos queda felicitar a Enriqueta Hueso por este nuevo y sugerente proyecto.

-Diego Vadillo López-

http://www.galeriaomaso.com/   omasoart@gmail.com

Ascanio in Alba

Martedì 12 Marzo 2013
 NELL’AMBITO DEL PROGETTO POESIA E FORMAZIONE IN LIVING CARMINA EXPO 2015 

Ascanio in Alba  

opera del periodo milanese di

W.A. Mozart 
scritta da Giuseppe Parini 

Mostra

di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti

Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi,

Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino

Archivio Dedalus  

dal 28 marzo 2013 al !3 aprile 2013
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136

libretto-catalogo -prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio

Immagine
Momò Calascibetta-pastello 2012-Ascanio in Alba-omaggio a Mozart
 Le vicende narrate, siano esse immerse nella notte del Mito, che nel fiume della storia migratoria dell’uomo, modellano continuamente il fondo dei nostri conflitti, le speranze e le utopie del sentimento di umanità. Molto spesso pur- troppo, la nostra condotta d’identità sociale e culturale è dispersiva, confusionaria e a volte rinunciataria, minando così, pericolosamente, quella tensione alla coralità, che la musica, invece, sollecita e ricostruisce in un Pathos dell’appartenenza ai valori di dignità e solidarietà che restano immersi e germinativi nel nostro destino comune.

Il profilo dei personaggi dell’Opera, nelle scelte e nelle azioni svolte, disegna, sempre più compiutamente, l’arco di circa tre secoli del teatro musicale. Il definirsi dei “Tipi umani” si sviluppa costantemente in un continuo dialogo e contrappunto con il paesaggio antropologico del loro modello di scambio e convivenza.

L’ intento è quello di sollecitare l’attenzione per il nostro patrimonio culturale sulla librettistica.

Da qualche parte si voleva cominciare per quest’accensione di fari sul tema dei libretti d’Opera; a seguito di una serie di coincidenze o affinità elettive l’Archivio Dedalusha incrociato sulla strada del suo percorso l’Orchestra Mozartiana alla guida del direttore Aldo Bernardi, presidente dell’ AMI Associazione Mozart Italiana Milano, con un progetto a sostegno della formazione musicale in Italia. La mostra di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi, Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino a cura di  Vincenzo Pezzella verrà realizzata nello spazio dell’Archivio Dedalus dal 28 marzo al 13 aprile.

La stampa del libretto Ascanio in Alba rientra nell’alveo delle ricerche e delle proposte delle Edizioni Archivio Dedalus che intendono riaprire nel costume culturale italiano una ringiovanita attenzione allo specifico linguistico di queste opere letterarie. Il volume avrà la prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio.

La tiratura per l’occasione sarà di 99 copie numerate.

Il tema della favola di Ascanio e Silvia scritta da Giuseppe Parini e musicata da W.A. Mozart ci permette felicemente di sostenere il desiderio e la necessità di rifondare: “Alba”, un luogo, un territorio affettivo di identità perduta in un progressivo oblio della coscienza del nostro paese spenta da tempo. Oggi non possiamo più tollerare quest’imbarbarimento civile che proviamo a contrastare con progetti di corale creatività sempre più estesi tra le discipline, le risorse autentiche, generose, ad opera di giovani e intellettuali decisi a promuovere un “nuovo rinascimento” della nostra identità nazionale.

DEDALUS

 Ass. Cult. e Archivio di Documentazione della POESIA Contemporanea in VIDEO
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136
Da Giovedì 28 marzo a Sabato 13 aprile
orari 10 -13 e 15 -19  tel. +39 0236550497
 info@dedaluspoemvideo.it

www.dedaluspoemvideo.it

ALIENS-Le forme alienanti del contemporaneo

Venerdì 25 Gennaio 2013

ALIENS

January 25, 2013

MAG Marsiglione Arts Gallery
presenta
ALIENS 
LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO
 Immagine
A cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione
graphic designer Vania Elettra Tam
public relations Irene Lucia Vanelli 

Alessio Bolognesi, Angela Viola, Anna Caruso, Anna Frida Madia, Annalù Boeretto, Cristiano De Matteis, Daniela Montanari, Emila Sirakova, Fabio Usvardi, Giancarlo Marcali, Gianluca Chiodi, ILV – Irene Lucia Vanelli, Momò Calascibetta, Nicola Felice Torcoli, Roberta Ubaldi, Silvio Porzionato, Tina Sgrò, Vania Elettra Tam, Willow.
 
Dal 7 febbraio al 2 marzo 2013
Opening: Giovedì 7 febbraio 2013 dalle 18.30
Orari : martedì – sabato 10 | 19:30
aperture extra:
10 febbraio | 18:30 | Carnival party
14 febbraio | 19:30 | San Valentino contemporary day
21 febbraio | 18:30 | Incontro su “Il caso Amicizia” , una incredibile esperienza di contatto fra umani e alieni negli anni della Guerra Fredda.
Interverranno Gaspare De Lama, protagonista della vicenda e Giusi Lucini, Presidente dell’Ass. cult. La Porta Nascosta – arte&lettura
Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31
22100 Como
Tel:+39 328 7521463

La Marsiglione Arts Gallery è lieta di presentare Aliens -le forme alienanti del contemporaneo- una collettiva di 20 giovani artisti a cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione.

Oltre alle due serate d’inaugurazione, il 7 e il 10 febbraio dalle 18:30, cioè giovedì grasso e carnevale, ci sarà una sorpresa il 14 per San Valentino e un interessante incontro organizzato in collaborazione con l’associazione La porta nascosta con Gaspare De Lama per giovedì 21 dalle 18:30; il Sig. De Lama è stato testimone e protagonista di un vero contatto tra umani e alieni.
Il primo progetto artistico del 2013 della MAG, nasce dall’incontro delle energie e dei pensieri di chi l’ha curata, che con l’appoggio di tutti i soggetti coinvolti, ha prodotto un collettiva di artisti, noti e meno noti del panorama contemporaneo italiano.
Le energie, le idee e lo spirito collaborativo di tutti, hanno dato vita ad una visione ampia della proposta artistica italiana, 19 artisti che hanno in comune il fatto di essere diversi tra loro.
Il percorso installativo guida il pubblico partendo da un opera di Alessio Bolognesi, che con il suo Sfiggy viene in pace, ma ciò nonostante viene abbattuto perché diverso, si prosegue con un opera che è il fermo immagine dell’equilibrio precario di una figura femminile, opera inedita della serie SOSpesa di Vania Elettra Tam; il confine della new pop viene oltrepassato con un opera iperrealista di Daniela Montanari, che mette l’accento su un aspetto della sua personalità attraverso la precisione del primo piano.
Sempre nella sala principe della galleria, ci s’imbatte in un totem di opere piccole dell’artista italiano, nato in svizzera, Giancarlo Marcali che con scatole di specchi, lastre radiografiche e immagini addentra nell’interno dei corpi che muoiono e risorgono; in netto dialogo il Bastone magico di Nicola Felice Torcoli che crea, distrugge e ricompone opere attraverso la frammentazione delle tele.
Opera espressione della fragilità è quella di Irene Lucia Vanelli che da psichiatra analizza gli stati d’animo e li rappresenta in sagome tridimensionali, aprendo  con la sua la verticalità i lavori a seguire.
Un quadro dipinto su tavola del siciliano Momò Calascibetta
Immagine

L’amante è come il pesce; pessimo se non è fresco
cm.120x60-acrilico 2004

ritrae satiricamente l’abbraccio di due amanti a confronto con i due pesci sul tavolo; a seguire un opera della torinese, residente in Francia, Anna Frida Madia che presenta il ritratto di Calipso con un occhio piumato a rappresentare un occhio magico in grado di scrutare gli eventi futuri; per finire un disegno su vari strati di carta oleata della performer bulgara Emila Sirakova che affronta il corpo umano proiettando su di esso il proprio ego.

Proseguendo nelle sale si passa dall’unica fotografia esposta in mostra, dell’artista bresciano Gianluca Chiodi che presenta un opera ironica, grottesca e riflessiva sugli eccessi della chirurgia estetica e sul Fashion Victim.
Nell’ambiente successivo si ha subito l’incontro visivo con un opera installativa di Annalù Boeretto che unisce la scultura di un tronco di corteccia con le maschere psichiatriche dipinte a lato, dove ogni fruitore vede immagini diverse e strettamente riconducibili al proprio essere.
Al suo fianco le monocromie del piemontese Silvio Porzionato dipingono una donna bambina, con la sua innocenza e la sua spiccata innata sensualità.
Dall’altro lato, proprio a chiudere lo spazio dei bianchi e neri troviamo una rielaborazione pittorica su immagine fotografica originale del romano Cristiano De Matteis, simbolo dell’indifferenza che è l’essenza della disumanità.
A completare questo secondo ambiente abbiamo due opere gestuali, la prima, un interno della calabrese Tina Sgrò, forte, riflessiva e di gran carattere, affiancata da un ritratto di Fabio Usvardi che con le mani dipinge e descrive la fragilità della condizione umana.
Gli spazi della galleria continuano per arrivare al salone dedicato all’incontro; sopra il divano bianco vi è appeso un fantastico e divertente dipinto di Willow, artista milanese ed esponente di quella corrente che sta in mezzo tra la POP ed il design. Al suo fianco un dittico della palermitana Angela Viola, un contrasto cromatico, un dualismo nella forma che convoglia infine in un unica atmosfera sospesa, rarefatta, essenziale e vagamente inquietante.
Si continua il percorso con due mani che disgregano la materia, olio su lamiera ossidata della pittrice umbra Roberta Ubaldi, una compenetrazione cromatica e  materica tra pittura e supporto.
Si conclude con un opera assolutamente contemporanea per tecnica, messaggio e cromatismo della milanese Anna Caruso, che riesce a fondere il mondo reale e tangibile con quello intellettivo ed emozionale tipico del vivere quotidiano.
  Salvatore Marsiglione
ALIENS
by Sergio Curtacci
La pratica artistica contemporanea si situa in un contesto sociale caratterizzato da due fenomeni complementari e ugualmente significativi, da una parte il predominio delle immagini sul linguaggio e dall’altra il diffondersi dell’esperienza della solitudine e dell’indifferenza, dimensioni esistenziali che non riconducono più necessariamente all’altro di sé.
Entrambi i fenomeni hanno origine nella facilità di accesso alla comunicazione visiva di massa e nel voler esaltare e rivendicare la libertà individuale, diffusa e supportata dagli apparati pubblicitari. Se nell’età moderna il rapporto tra l’individuo e la massa viveva nell’alternanza di due movimenti antitetici, la perdita del
soggetto nella folla o al contrario, il potere assoluto rivendicato dalla coscienza individuale, nelle forme di solitudine della modernità, l’antitesi vitale della contemporaneità si è oggi ridotta a forme banali di pseudo socialità e ad una sterile contrattualità con il mondo.
Le identità sono sempre più provvisorie e legate alle funzioni transitorie degli utenti dei vari sistemi: stradale, commerciale, bancario, ecc…
Siamo soli ma al tempo stesso accomunati agli altri da relazioni di tipo contrattuale o da norme prescrittive.
L’esercizio di queste pratiche solipolistiche ha trasformato la coesistenza sociale in un arcipelago di individualità contigue ma distinte, sostanzialmente indifferenti le une alle altre.
Come alieni ci muoviamo sulla terra, osservando tutto con distacco, leggiamo libri e giornali in metropolitana senza accorgerci (o meglio dire non volendo accorgercene) del violento scippo che si sta consumando accanto a noi. Ma la vera tragedia risiede nel fatto che non riusciamo a capire neppure ciò che stiamo leggendo. Invitiamo amici a pranzo o a cena, dispensiamo loro sorrisi ed attenzioni, poi li incrociamo il giorno dopo per strada e ci volgiamo dall’altra parte per non doverli salutare, o peggio fermarci a scambiare poche parole che, spesso e volentieri, riteniamo possano tradursi in inutili convenevoli.
Dopo l’11 settembre 2001 se vogliamo, tutto ciò si è acuito, all’indifferenza ed al fastidio si è aggiunta la paura, il terrore del diverso, guardiamo gli altri come potenziali nemici, ci muoviamo con circospezione… Meglio rimanere a casa e nascondersi dietro al monitor di un computer e navigare in internet per ore, magari con identità fittizie, proponendoci agli altri come eroi moderni senza macchia e senza paura, per tornare il giorno dopo i soliti alieni, visitatori timorosi del pianeta terra.

Momò Calascibetta, pintor mediterráneo “casualmente siciliano”

Lunedì 17 Dicembre 2012


Con una pequeña selección de sus obras me permito presentar a los latinoamericanos y a los hispanohablantes del mundo un pintor italiano actual, uno de los mejores pintores italianos de hoy. Momò Calascibetta es un pintor con pensamiento propio, que actúa contracorriente con respecto a las modas globalizadas y que busca seriamente nuevos caminos en el lenguaje de la Pintura.

El grande crítico de arte Mario de Micheli lo definió “dibujante satírico de raza” .
Y esto es totalmente cierto. Es un pintor que dibuja en primer lugar, y el color lo utiliza estrictamente en función del sentido potente y monumental de sus composiciones. Caricaturista penetrante de nuestra hermosa, corrupta y decadente Italia, con una sátira contundente y grotesca de sus políticos, magistrados, cardenales, rufianes y cortesanos, banqueros y ladrones de la primera, segunda y tercera república.

Momò Calascibetta – I magistrati – cm.70 x 50 – acrilico 1979

Momò Calascibetta escribe: “La Sicilia es siempre la de Antonello da Messina.
El Museo de la Fundación Mandralisca de Cefalù por cierto no es el MoMA de Nueva York y los artistas, como entonces, son marineros vagando de un puerto a otro. Son como las aves migratorias y junto con sus obras se pierden y se encuentran durante el viaje que dura toda la vida…

El enigma de la sonrisa del “marinero desconocido” de Antonello me llevó, durante mi camino creativo, en un laberinto de sonrisas: eran las sonrisas sádicas de los verdugos, de los lujuriosos y codiciosos, las sonrisas de los gozadores y traicioneros.
Las sonrisas de la amargura y de la alegría, que se plasmaban en la multitud de mis personajes y venían a poblar mi obra……

Momò Calascibetta, Acque gialle a Cefala Diana, acrilico cm 124 x 162 {1981}

En los últimos años, mis sonrisas se han vuelto muy amargas, porque pertenecen a los niños indefensos en los desastres de las guerras, en los vertederos de las metrópolis, en los callejones de la Vucciria en Palermo y en el trabajo no pongo censuras a la sonrisas negadas de las niñas-madres fruto de las violencias del mundo.

“De risus natura” es la necesidad de contar el drama de este momento que todos estamos viviendo impotentes frente a la esterilidad de un mundo gobernado por los tiburones que destruyen, violan, explotan y nos obligan a vivir “de las alcantarillas hasta el cielo estrellado” ……

Momò Calascibetta, La scala a chiocciola – 50×35 – acrilico 1981

Aquí, en mi isla, en Sicilia, la sonrisa del desconocido de hoy en día se descompone y se convierte en “annacamento” (˚), pereza, limbo, capricho, ferocidad, gordura grasienta que acarrea aguas residuales.

Por lo tanto, si el sol en la isla durante los siglos se ha hecho aún más fuerte, produciendo sombras asesinas, queda, a los fuertes marineros, detenerse en la luz cegadora y esperar vigilando”.

Momò Calascibetta, Comiso Park, acrilico, cm 200 x 300 {1984}

“Annacamento” (˚): La palabra “annacare” es típicamente siciliana y no se puede traducir fielmente en otro idioma. La etimología hay que buscarla en la base del griego “nake”, cuna hecha de lana de oveja. La “naca” era colocada sobre la cama nupcial, colgada al techo como una hamaca en donde se acomodaba al recién nacido. Solicitada por los padres, con un ligero toque, se iba sacudiendo la “naca”. He aquí la magia de “annacare”,”annacamento”: un movimiento ondulado que no implicaba ir a ningún lado.

Momò Calascibetta, Comiso park, Il Bomber parte per Comiso Park, disegno cm 50 x 35 {1984}

Momò Calascibetta | Il Carnevale Dissennato (The senseless carnival)
http://www.youtube.com/watch?v=0Dudq2z9×9I&feature=player_embedded

Momò Calascibetta, Giochi e spassi degli eroi di Comiso Park, disegno cm 150 x 200 {1984}

Momò Calascibetta Facebook
http://www.facebook.com/momo.calascibetta?ref=ts&fref=ts

Momò Calascibetta, Piazza della Vergogna, acrilico e matita cm 200 x 450 {1986 – 1987}

http://www.artmomo.com/

http://www.artmomo.com/blog/

Momò Calascibetta, Labirinto verticale, acrilico cm 200 x 150 {1993}

Momò Calascibetta, Labirinto mitologico, Omaggio a Picasso, disegno cm 120 x 150 {1994}

Momò Calascibetta, de l’amour, Kalura, acrilico cm 70 x 50 {2001}

Momò Calascibetta, Terromnia, Il gelato di Tariq, disegno cm 150 x 120 {2002}

Momò Calascibetta, Terromnia, La fame, disegno cm 186 x 93 {2002} – particolare -

Momò Calascibetta, Terromnia, Minuetto di una domatrice di coccodrilli nel salone di Villa Palagonia, salone degli specchi, disegno cm 200 x 180 {2002}

Momò Calascibetta, Lady Leda, disegno cm 180 x 140 {2002}

Momò Calascibetta, Harem Momò n°2, acrilico cm 50 x 100 {2004}

Momò Calascibetta, La domatrice di coccodrilli, terracotta ocra refrattaria, H cm 34 {2004}

Momò Calascibetta, La stanza di Momò, disegno cm 33 x 66 {2004}

Momò Calascibetta, I bambini sulle strade del mondo , le madri bambine, Piccola maternità n°1, acrilico cm 66 x 33 {2005}

Momò Calascibetta, Tiro mancino, acrilico cm 50 x 70 {2005}

Momò Calascibetta, I bambini sulle strade del mondo, nei vicoli di Palermo, disegno cm 60 x 80 {2006}

Momò Calascibetta, omaggio a Mozart – Mozart mon amour – acrilico cm. 50 x 40 – 2006

Momò Calascibetta, Un goccio tra la spazzatura – acrilico 50 x 40 -2006

Momò Calascibetta, Bambina nella città, disegno a matita, cm.68×93, 2008

 

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012

Mercoledì 6 Giugno 2012

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012
JUNE 14TH TO JULY 30TH

SANTANA - FUNCHAL - ESTREITO CAMARA DE LOBOS -
PONTA DO PARGO

MADEIRA ISLANDS
PORTUGAL

Immagine

A Bienal Internacional de Arte da Madeira (Madeira Internacional Art Bienal - MIAB - Portugal) já fechada finalmente a lista de participantes da edição deste ano. Ao todo, serão 33 os artistas nacionais e internacionais que irão expor os trabalhos em vários espaços da Madeira, explicou Manuel Barata, presidente da MIAB - Portugal.

12 artistas de Portugal, 16 de Espanha, 4 de Itália e 1 da  Polónia (confira a listra integral com os nomes dos artistas no destaque) vão apresentar obras de pintura, escultura, fotografia, tapeçaria e instalação artística, em cinco locais distintos da Região.
Neste leque diversificado, há um naipe de convidados especiais: Adelaide Barbosa e Ricardo Passos, de Portugal; Pilar Palomares e Salva Lorén, de Espanha; e Momò Calascibetta e Adriano Maraldi, de Itália. Nas fotos, pode ver obras que integram a mostra, da autoria dos seis convidados especiais.
A MIAB - Portugal abrirá oficialmente no dia 14 de Junho, na Casa da Cultura de Santana, adiantou Manuel Barata. Depois, abre no Museu de Electricidade - Casa da Luz, no dia 15 de Junho. Três dias depois, ou seja, dia 19, abre no Estreito de Câmara de Lobos, e finalmente, no dia 27, no Centro Cívico da Pt. do Pargo.
Na prática, as obras dos 33 artistas serão distribuídas pelos espaços expositivos, contribuindo igualmente para uma descentralização cultural. De resto, as exposições MIAB - Portugal vão estar patentes até ao dia 30 de Julho, à excepção da que será exibida no Centro Cívico da Ponta do Pargo, que deverá estar em exibição até ao final de Agosto.
Participantes
Portugal-Adelaide Barbosa, Carlos Godinho, Carlos Mota, Fernando D’F. Pereira, Guareta Coromoto, Alberto dos Santos, Luz Henriques, Paulo Damião, Ric Nagualero, Ricardo Passos, Rosa Pereira,
Rúben Freitas
Espanha- Albert Sesma, Consuelo Font, Daniel Ramos, Encarnacíon DomingoMartínez,  Enrifortiz, Enriqueta Hueso,  Guillermo Fernández-Díez, Inés Ramseyer Dayer, Juan Antonio Gaspar, Mariano Luque, Marta Martínez, Paco Sancho, Pilar Palomares, Salva Lorén, Suso Camuñas
Yvo Lázaro

Itália- Adriano Maraldi, Michele Principato Trosso,  Momò Calascibetta, Teresa Coratella

Polónia-Mariola Landowska
Centros de exposición. MIAB 2012
La 4ª edición de la Bienal Internacional de Arte de Madeira se realizará en los siguientes centros distribuidos por la isla.
                                         Museo de Electricidad (Museo da Luz). FUNCHAL
                                                         Casa da cultura de SANTANA
                                     Centro Cívico do ESTREITO DE CÁMARA DO LOBOS

                                          Centro Cívico PONTA DO PARGO

http://www.galeriaomaso.com
http://miab-portugal.blogspot.it
Manuel Barata

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 ***Kalura di Momò Calascibetta***