Fa scandalo il Gesù sulla sedia elettrica voluto dal vescovo

13 Aprile 2009

L’opera del 2006 dell’artista inglese Fryer appartiene alla collezione dell’imprenditore del lusso Pinault.

L’immagine è impressionante - perché la scultura che raffigura il Cristo morto è decisamente realistica - e ha scosso i fedeli entrati nella cattedrale di Gap, nel sud della Francia, durante le festività pasquali: in fondo alla chiesa il corpo di Cristo non era più inchiodato alla croce, ma abbandonato su una sedia elettrica, con le cinture slacciate come dopo dopo lo shock della scossa, le braccia aperte, la corona di spine a cingere la testa.

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La scultura di Fryer

Polemiche ci sono state, qualche fedele ha espresso la sua contrarietà, disorientato da questa lettura insolita della Passione di Cristo. Ma a proporre lo `scandalo´ e a far entrare in chiesa la scultura - opera del noto artista britannico Paul Fryer - non è stato qualche gruppo cattolico parrocchiale, giovanile, particolarmente inquieto, ma lo stesso vescovo della diocesi di Gap, mons. Jean-Michel di Falco.

Che non è solo un vescovo di provincia, ma responsabile anche del Consiglio della comunicazione della Conferenza episcopale francese. Un esperto, dunque. «È un opera che certo non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso. Lo scandalo non è dove qualcuno crede che sia», ribatte ora mons. di Falco, più che mai convinto della bontà della sua iniziativa. «Mi sono chiesto perché io non provavo la stessa emozione davanti a un crocefisso. E ho concluso - ammette il religioso - che questo era dovuto all’abitudine. Un’abitudine che impedirebbe di vedere lo scandalo di quest’uomo inchiodato su due tavole di legno come una bestia».

Battezzata «Pieta» - nome in italiano - la scultura di Fryer - che fa parte della collezione d’arte dell’uomo d’affari francese Francois Pinault, ex patron del gruppo del lusso Ppr, proprietario di Palazzo Grassi a Venezia - ha suscitato vive reazioni, «in maggioranza positive», ha osservato il vescovo, il quale ha comunque aperto il sito web della diocesi - diocesedegap.com - ai commenti dei fedeli e dei visitatori, che sono sono stati 3.000.

Eccone alcuni: «La croce non era l’equivalente, all’epoca romana, della sedia elettrica?», si chiede uno dei fedeli. Un altro osserva: «Oggi entriamo in una chiesa senza neanche guardare Cristo sulla croce. Alloro dico grazie a mons. di Falco di svegliarmi». E ancora: ‘’ Questa iniziativa ha il merito di svegliarci, noi cristiani, nella nostra fedè’.

Ci sono anche voci discordanti: «L’ esposizione di quest’ opera non ha il suo posto in una cattedrale il Venerdì Santo». Oppure: «Se è arte, avrebbero potuto metterla da qualche altra parte». Ma anche qui mons. di Falco è pronto a ribattere: «Sono contento di aver visto in cattedrale un grande numero di persone, che abitualmente non entrano in chiesa».

Il 29 marzo riapre il Museo Guttuso

23 Marzo 2009

Riapre al pubblico il Museo “Renato Guttuso Villa Cattolica” che dal mese di giugno 2007 era stato chiuso  per una nuova risistemazione degli spazi espositivi.

Subito dopo la conclusione della mostra-evento "La potenza dell’immagine" che completava la trilogia delle mostre del grande maestro bagherese iniziata nel 1987 con la mostra "Dagli esordi al Gott Mitt Uns" e proseguita nel 2003 con l’esposizione "Dal fronte nuovo all’auto biografia", era già stata avvertita la necessità di una risistemazione complessiva del complesso monumentale di Villa Cattolica , considerato che i recenti lavori avevano reso disponibile anche la seconda sopraelevazione del Palazzo.

Pertanto dopo quasi trent’ anni di vita del Museo si è reso opportuno ridisegnare un nuovo percorso espositivo che valorizzasse non solo le opere di Guttuso, ma anche quella collezione di altri artisti che il museo ha acquisito negli anni, comprendendo artisti bagheresi (Tomaselli, Quattrociocchi, Lo Iacono) la cui produzione fu precedente a quella di Guttuso, e che desse un doveroso riconoscimento e una idonea collocazione a scultori e pittori, quali Pina Cali, Silvestre Cuffaro, Peppino Pellitteri dando una immagine più completa della produzione del  territorio.

Infatti  tra le  opere di recente acquisizione del Museo Guttuso per la sua collezione permanente si è aggiunta  quella  di Momò Calascibetta "Minuetto a Villa Palagonia" di cm.160 x 180 del 2002 ambientata in una delle più famose ville settecentesche di Bagheria.

Il   secondo piano invece si è destinato ad una esposizione permanente di foto progettata e curata da un grande artista della macchina fotografica Giovanni Battista Maria Falcone  che oltre ai già presenti fotografi  bagheresi da Ferdinando Scianna a Giovanni Battista Maria Falcone, da  Pintacuda  a Tornatore ha integrato la collezione con artisti di grande respiro nazionale ed internazionale particolarmente sensibili  alla cultura del Mediterraneo.

Il recupero pressocchè totale dell’immobile permetterà di diventare un contenitore artistico e un centro per attività multimediali  unico, in Sicilia e nel Meridione d’Italia.

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Visione laterale delle scuderie di Villa Cattolica
e lo scempio della fabbrica retrostante

Per questo l’evento di domenica 29 marzo 2009 alle 17.00
si può considerare a tutti gli effetti una re-inaugurazione

opere permanenti di:

Pittura-Disegno- Scultura


Accardi, Alliata, Angeli, Attardi, Baldassella,  Bandinelli, Benedetto, Bonomolo, Buzzati, Cagli, Calascibetta, Calì, Cambellotti, Carroll, Carta, Castro, Castellano, Catalano, Ceccotti, Chitti, Colli, Comes, Cossyro,Taravella, Cuffaro, Cusenza, De Filippi, De Stefano, Dixit, Evergood, Farruggio, Fasulo, Festa, Fieschi, Francese, Garajo, Gelli, Gennaro, Giambecchina, Guardi, Guarienti, Guerrino, Guttuso, Fasulo, Jones, Kubin,  Lebrun,  Lauricella, A. Leto, G. Leto, Levi, Lo Iacono, Margani, Moncada, Munari, Musti, Nasini, Campanella, Omiccioli, Ortega, Pasqualino Noto, Pellitteri, Perez, Peverelli, Pignon, Pizzinato, Portocarrero, Porzano, Prestipino,  Provino, Quattrociocchi, Raphael, Mafai, Ricci, P.Rizzo, L.Rizzo, Romagnoli , Rutelli, Sanfilippo, Savelli, Scaduto, Scarpitta, Schifano, Schimmenti, Scorzelli, Solendo, Spadari, Stefannoni, Tavernari,Titonel, Tomaselli, Treccani, Trombadori, Turchiaro, Vacchi, Vaglieri, Volo, Zancanaro, Ziveri.

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"minuetto a Villa Palagonia"-2002
L’opera di Momò Calascibetta
recentemente acquisita dal Museo Guttuso

Fotografia

Belvedere, G.Di Salvo, P.Di Salvo, Falcone, Giaramidaro, Languillo, Lentini, Leone, Longo, Minnella, Pepi, Pintacuda, Pitrone, Prestifilippo, Roth, Savagnone, Scalia, Schifano, Scianna, Settanni, Tornatore.

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Negli spazi esterni verrà presentato il libro curato da Biagio Napoli e Mimmo Aiello "I ragazzi di Via Sant’Angelo" sulla storia del Circolo di Cultura “l’Incontro”.
Per questo ci sarà anche Peppuccio Tornatore che dell’ Incontro fu fondatore e anima.

Tra i politici oltre al Sindaco Biagio Sciortino e all’assessore alla Cultura Sergio Martorana, ci saranno l’assessore regionale ai Beni Culturali, on. Antonello Antinoro, e l’on. Gabriella Giammanco, deputato nazionale, componente della Commissione Cultura.

Tra gli esperti oltre alla Direttice del Museo Dora Favatella Lo Cascio, alla quale andrebbe un grande grazie per la competenza e la passione che mette nel suo lavoro, e a Fabio Carapezza Guttuso, anche Adele Mormino, già Sovrintendente e oggi Direttore Generale dell’Assessorato ai Beni culturali.

Orari di apertura
Tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì escluso.

Orario invernale
Dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00
Orario estivo
Dalle ore 9.30 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.30

I contatti
Museo Guttuso Villa Cattolica
via Rammacca, 9 (SS 113) 90011 Bagheria PA
Tel. 091.943902 – fax: 091.933315
e-mail: villacattolica@tiscali.it
sito internet: www.museoguttuso.com
Sito internet: www.falconeriuniti.it

 

Stop agli arresti domiciliari-Alessandro Riva a San Vittore

13 Marzo 2009

Pedofili in cella, dopo la legge scattano le manette.

di Luca Fazzo

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Alessandro Riva, critico d’arte milanese, è uno dei primi imputati a subire l’inasprimento delle norme per chi risponde di violenza sessuale sui minori: dagli arresti domiciliari ha dovuto traslocare a San Vittore. E altri lo seguiranno.

É una norma con effetto immediato, contenuta nel decreto-sicurezza approvato recentemente dal Parlamento: per gli accusati di reati di pedofilia (più tecnicamente, violenza sessuale a danno di minori) l’unica forma di custodia cautelare ammessa è il carcere. Stop agli arresti domiciliari, all’obbligo di firma, ad altre misure ritenute troppo blande di fronte ad un reato «estremo» come lo stupro dei bambini.
A differenza di altre norme, che avranno bisogno di rodaggio per entrare davvero in vigore, questa è già scattata. La norma (essendo una norma procedurale) ha anche effetto retroattivo, quindi vale non solo per i pedofili che verranno individuati in futuro ma anche per quelli già denunciati e incriminati e ancora in attesa di giudizio definitivo. Per loro, carcere obbligatorio.
La conseguenza è che le Procure di tutta Italia si stanno attrezzando per spedire in carcere decine di imputati per i quali finora erano state ritenute sufficienti misure cautelari più blande. C’è chi in carcere ci è già stato portato: per esempio il critico Alessandro Riva, già collaboratore di Vittorio Sgarbi, condannato l’anno scorso a nove anni di carcere. Riva attendeva agli arresti domiciliari la sentenza d’appello. Invece, applicando il «decreto sicurezza», il pubblico ministero Marco Ghezzi ha chiesto e ottenuto che venisse disposta a carico di Riva la custodia in carcere. E il giudice ha spedito il critico a San Vittore.
E Riva non sarà il solo a subire questa sorte. I magistrati della Procura milanese che si occupano di reati sessuali si sono riuniti nei giorni scorsi per decidere come comportarsi nei confronti degli altri presunti pedofili che attualmente si trovano sottoposti a misure cautelari. La scelta è stata quella di chiedere ai giudici di mandare in carcere tutti gli imputati che attualmente si trovano ai «domiciliari». Per gli altri, quelli sottoposti a misure più soft - come l’obbligo di firma o il divieto di soggiorno - la Procura teme che il carcere potrebbe costituire un inasprimento sproporzionato alla loro pericolosità reale, così come emerge dalle indagini. Ma la legge è chiara: l’unica misura cautelare possibile è il carcere. Quindi i magistrati si trovano di fronte ad un bivio: o lasciare gli indagati a piede del tutto libero, o mandarli in prigione.
I difensori di Riva ritengono che, se applicata in modo meccanico, la norma contenuta nel decreto sicurezza potrebbe essere incostituzionale, e meditano un ricorso alla Consulta: ben sapendo che l’unico precedente di questo tipo (la legge che imponeva il carcere per gli imputati di mafia) superò indenne il vaglio della Corte Costituzionale. Intanto le condizioni di detenzione di Riva sono state stigmatizzate in un articolo sul «Foglio» di oggi in cui si denuncia il fatto che il critico si trova «in una cella di dodici metri quadri condivisa con un albanese, un arabo, un rumeno e un italiano».

Il mio carnevale 2009 a Venezia

22 Febbraio 2009

Il carnevale del 2009 si annuncia con il tentativo da parte di due catanesi di un furto ad una banca di Torino con le maschere di Berlusconi e Dell’ Utri Il 14 febbraio a Venezia una folla assiepata e brulicante di volti strani deformati fantasmagorici irriverenti brutali pallidi e sbiancati magici teatrali simbolici e luccicanti, popolano la piazza di San Marco e le piccole calle della città…..(…..) La filosofia del progresso non ha più il significato di un tempo, non possiede più quel contenuto energico e realistico che avevano saputo darle pensatori come Hobbes, Locke, Helvetius , un contenuto non privo di illusioni e tuttavia critico all’interno del moto storico rivoluzionario della borghesia; ne si è realizzata la proposta di Marx, e cioè la trasformazione del filosofo in uomo politico. Dopo il 2000 assistiamo " attoniti "alla realizzazione di un paradosso, il mafioso che si maschera abilmente in uomo politico. Malefica epifania: degenerazione del cristianesimo o mutamento genetico dell’umanità? In fuga dalla realtà, nel carnevale, l’uomo sembra voler dimenticare la sua crisi o forse nella maschera sta cercando la forza dei suoi istinti primitivi che lo condurrà ad una necessaria catarsi? La bella piazza ora è invasa da un gruppo di dinosauri indossati da artisti trampolieri che sovrastano la folla in maschera, sbattono la coda contro il campanile e rivolgono le fauci bramose verso i leoni della Basilica. Atterriti attendiamo……..

"Chi verrà accarezzare le minacciose spire del tuo corpo di serpente? Chi verrà a morsicar fino al sangue, in un rantolo di morte le tue mammelle dalle punte di fuoco che scattan contro Dio, nelle tempeste? Ma l’affannoso respiro della folla sembra rispondermi, "Cercai oblio nelle vulcaniche profondità della lussuria, spezzando l’orgoglio del pensiero in bieche manie e curvando la schiena, come uno schiavo, sotto il flagello della morte!"…(Marinetti)


le foto di Momò sono protette da copyrigth

 
 

La tragedia di Gaza

9 Gennaio 2009


Ca fait mal au coeur gaza palastin 01/01/2009 choc
Caricato da sahsah83

LA TRAMA DELL’IMMAGINE

10 Dicembre 2008

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“LA TRAMA DELL’IMMAGINE”
viaggio nel mondo della grafica originale

Sabato 13 dicembre alle ore 18.00 si inaugura presso
la Galleria La Piana Arte Contemporanea

(via I. La Lumia n°79 Palermo)

“La trama dell’immagine”

fino al 10 Gennaio 2009
(ingresso libero, dal lun. al sab. tranne mercoledì mattina, h:10.30-13.00/16.30-20.00)

- Info:091/6127213 333/7332351 -
massimolapiana@yahoo.it

la mostra

La galleria La Piana prosegue dunque la sua ricerca sul versante della grafica originale, distante dalle moderne tecniche fotomeccaniche che l’hanno in parte svilita, ma che piuttosto è in grado di evidenziare le trame dell’ordito e di regalarci in presa diretta segni che non consentono ripensamenti. L’esposizione propone di raccontare attraverso le opere (litografie, acqueforti, serigrafie) di oltre sessanta maestri della figurazione italiana del secondo novecento, l’evoluzione della cifra grafica e stilistica. Fogli di carta impressi di inchiostro, testimoni di estro, maestria ed efficacia  di ogni artista e che riassumono l’anima di chi ha inciso, disegnato e stampato. Un viaggio nella e della grafica che ha accompagnato  la storia italiana degli ultimi cinquant’anni,  della quale è riflesso, cronaca, essenza e divenire.

 La Galleria La Piana presenta il segno delle conquiste sociali, tecnologiche, di costume di:

Valerio Adami, Pietro Annigoni, Ugo Attardi, E.Bay, R.Biasion, Floriano Bodini, A.Bonalumi, Remo Brindisi, Antonio Bueno, Momò Calascibetta, Domenico Cantatore, A.Carmassi, Robert Carrol, Bruno Caruso, Michele Cascella, Tommaso Cascella, F.Casorati, Bruno Cassinari, G.Cazzaniga, Fabrizio Clerici, Primo Conti, G.B. De Andreis, Lucio Del Pezzo, P.D’Orazio,  Gianni Dova, Pericle Fazzini, G.Ferroni, Tano Festa, Salvatore Fiume, Federica Galli, F.Gentilini, Emilio Greco,  P.Guccione, G.Guerreschi, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Edo Janich, Mino Maccari, R.Mastroianni, F.Messina, G.Migneco, L.Minguzzi, E.Morlotti, Bruno Munari, Ugo Nespolo, P.Paulucci, A.Perilli, Arnaldo Pomodoro, A.Possenti, Concetto Pozzati, Domenico Purificato, F.Rognoni, G.Santomaso, Aligi Sassu, Emilio Scanavino, Mario Schifano, F.Tabusso, Emilio Tadini, Orfeo Tamburi, Mario Tozzi, Ernesto Treccani, Valerio Trubbiani, Luigi Veronesi, Renzo Vespignani, Tono Zancanaro, C. Zavattini, A.Zigaina.

Uff. Stampa Sveva Alagna - Info. 338. 77 23 404
Vernissage Sabato 13 dicembre h18.00


via I. La Lumia 79 90139 Palermo
info 0916127213/3337332351
 massimolapiana@yahoo.it

ALESSANDRO RIVA condannato a nove anni

23 Novembre 2008

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Milano, 21 nov. - Il tribunale di Milano ha condannato a nove anni di reclusione Alessandro Riva, il critico d’arte, scrittore e giornalista, messo agli arresti domiciliari il 6 giugno dell’anno scorso, con l’accusa di avere abusato di cinque minorenni. L’uomo, accusato di violenza sessuale aggravata, e’ stato anche consulente dell’assessore alla cultura milanese Vittorio Sgarbi e curatore di numerose mostre di rilievo.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, Riva avrebbe toccato nelle parti intime dei bambini tra il 2002 e il 2007.
Il pm Laura Amato aveva chiesto una condanna a dodici anni di carcere. Il tribunale, considerando le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, gli ha inflitto nove anni, lo ha interdetto dai pubblici uffici e lo ha privato della potesta’ sui figli. Inoltre, sono stati riconosciuti 10 mila euro di provvisionale alle due parti offese che si sono costituite parti civili, a ciascuna delle quali sono stati anche liquidate 8.000 mila euro di spese processuali.

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«È la vittoria dell’irrazionalità più totale. Ci sono state delle contraddizioni mostruose e questo è il risultato di un clima allucinante». Non si dà pace, Alessandro Riva. I giudici della nona sezione penale hanno appena letto la sentenza. Il critico d’arte - 44 anni, già collaboratore di Palazzo Marino - è stato condannato a 9 anni di reclusione. Per uno dei reati più infamanti: violenza sessuale aggravata. Per il tribunale, a partire dal febbraio 2002 e fino al 2007, abusò di cinque bambine di meno di 10 anni che frequentavano la sua abitazione.
A denunciare Riva era stato il padre di una delle vittime. E, in seguito a quella denuncia, il critico era stato messo agli arresti domiciliari. Era il giugno dello scorso anno. Per mesi, si era difeso sostenendo che l’indagine era «frutto di equivoci e pettegolezzi determinati dallo stile di vita», definito dai suoi legali - gli avvocati Michele Gentiloni e Guglielmo Gulotta - «eclettico». Non così per l’accusa. Il pm Laura Amato, infatti, aveva chiesto che gli anni di reclusione fossero 12 anni.
Fuori dall’aula, Riva insiste. «È stato un processo nato sui pettegolezzi. Io non ho mai cambiato una virgola sulla mia posizione, ma c’era un pettegolezzo su di me da anni, l’ho scoperto dopo, che ha prodotto questa sentenza». Un lungo sfogo. «Dal processo non è venuto fuori nulla di oggettivo - insiste -. È stata una suggestione interna. Evidentemente così si fanno le sentenze in Italia: sulla base di un isterismo antipedofilo. Mi auguro che la corte d’appello sia un po’ meno miope e irrazionale». Ancora. «Il mio è un modello di vita differente, che forse ha creato confusione e ha fatto sì che delle bambine raccontassero cose non vere. Quel che ho capito è che io peccavo di infantilismo in un periodo in cui anche fare una carezza passa per pedofilia e questo è dovuto al clima creato in Italia da una legge allucinante per cui si danno 9 anni a uno che è accusato di toccacciamenti». E ora? «Sto scrivendo un romanzo sugli isterismi sociali che ovviamente parte da questa vicenda». E «con una sentenza del genere, certamente scrivere è l’unica cosa che potrò fare per un po’».

Pipino il Breve

20 Novembre 2008

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PIPINO IL BREVE
03 dicembre - 31 dicembre  2008
Teatro Verga
via Giuseppe Fava, 35
95123 Catania

Botteghino:
tel. 095/363545
e-mail: botteghino@teatrostabilecatania.it

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commedia con musiche di Tony Cucchiara
regia Giuseppe Di Martino ripresa da Giuseppe Di Pasquale
scene e costumi Francesco Geraca
movimenti coreografici Guido Guidi
collaborazione ai testi Renzo Barbera

NOTE DI REGIA

Il 3 dicembre 2008, data in cui ricorre il cinquantenario della propria fondazione, il Teatro Stabile di Catania riallestisce una delle produzioni di maggiore successo e prestigio realizzate in mezzo secolo di attività, puntando ancora una volta sulle forti radici identitarie della cultura e della tradizione isolane.

Risiede in ciò la forza di un allestimento ancora vivo nella memoria, nonostante siano trascorsi trent’anni dal suo debutto. Pipino il Breve nasce infatti nel 1978. Fu l’autore Tony Cucchiara a portare a Mario Giusti, storico direttore dello Stabile etneo, il canovaccio di un racconto, ricavato dai volumi di Giusto Lo Dico, che trattava in maniera esauriente della siciliana “Opra dei pupi”, caratteristiche marionette chiamate, attraverso la tradizione orale del racconto, a rievocare la “chanson de geste”. Ossia l’epopea dei Paladini di Francia, di Orlando e Rinaldo, i valorosi, e della bella Angelica.

Il racconto di “Pipino il Breve e Berta la Piedona” fa un passo indietro e narra delle contrastate nozze dei sovrani da cui sarebbe nato Carlo Magno: una meravigliosa avventura che Cucchiara declina a sua volta sotto forma di commedia musicale, affidata alla regia dell’indimenticato Giuseppe Di Martino. Nei ruoli ritornano a distanza di decenni tre autentici beniamini del pubblico, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, la coppia di comici che il panorama teatrale ci invidia, insieme ad Anna Malvica ed Enza Lauricella vera interprete e rappresentante  delle radici del canto arcaico dell’isola. Di spicco le nuove presenze di Ilaria Spada e Michel Altieri.

Musiche e parole, in siciliano, sono dell’artista agrigentino (con la collaborazione, per il testo, di Renzo Barbera). Le canzoni sono di una bellezza unica, sia per il ritmo poetico che per la ricerca sofisticata del linguaggio, al punto che alcuni critici hanno ritenuto Tony Cucchiara uno dei risuscitatori della poesia siciliana.

La prima rappresentazione avviene al teatro "Verga", riscuotendo subito accoglienze trionfali che si ripeteranno per tutti gli anni Ottanta. Lo spettacolo farà infatti il giro del mondo, con sette anni consecutivi di tournée in Italia, approdando quindi a Broadway, in Sudamerica e in Australia, segnando anche l’apice dell’affermazione di Cucchiara per un lavoro che ancora oggi si rappresenta. A coronare un successo senza precedenti; la rappresentazione di Pipino il Breve è stata inserita nella rassegna "Italy on stage", dedicata alla cultura ed allo spettacolo italiano.

La vicenda raccontata è quella dell’avventuroso matrimonio fra Pipino, detto "il Breve", re dei Francesi, e Berta d’Ungheria, detta "dal Grande Piede". La Sicilia visse, subito dopo la conquista della Grecia da parte di Roma, il sonno del Mito. Cioè si interruppe l’invenzione, la narrazione, la vita stessa del Mito che muore. Perché il Mito per vivere ha bisogno della parola che lo narra. Il miracolo della "Rinascita" del Mito avviene intorno all’anno Mille. È l’epoca dei Paladini di Francia, di Orlando e Rinaldo, di Angelica, di Carlo Magno. Il Mito dei Paladini di Francia nasce nel racconto della vittoria del Bene (i Paladini) che resiste al Male, all’invasione degli Arabi, chiamati Saraceni, che risalivano dalla Spagna verso la Francia.

con

Tuccio Musumeci
Pippo Pattavina e Anna Malvica

Ilaria Spada. Cosimo Coltraro, Laura Geraci, Enza Lauricella,
Leonardo Marino, Francesco Mirabella, Giampaolo Romania,
Sergio Seminara, Emilio Torrisi, Francesco Venezia, Mirko Petrini
Musicisti: i Dioscuri e Pippo Russo

produzione Teatro Stabile di Catania

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Enza Lauricella su:
 http://www.myspace.com/enzalauricella

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foto di scena- Enza Lauricella interprete del canto arcaico della mietitura

ALCUNE DATE:


Teatro Verga - Catania                      03 dicembre - 31 dicembre  2008
Teatro team - Bari                               07 febbraio - 8 febbraio 2009
Teatro stabile Goldoni - Venezia     11 febbraio -15 febbraio 2009
Teatro Verdi - Padova                       17 febbraio - 22 febbraio 2009
Teatro stabile Rossetti -Trieste        25 febbraio -1 marzo 2009
Teatro di Messina                               04 marzo - 8 marzo 2009
Teatro Biondo - Palermo                   11 marzo - 22 marzo 2009
Teatro Pirandello - Agrigento           02 aprile - 05 aprile 2009

PERCORSI DI PACE

2 Novembre 2008

Percorsi di pace
6 novembre 2008, ore 12


Ca’  Farsetti (sede del Comune di Venezia), Rialto, Venezia.
Un incontro con il regista, gli artisti e i protagonisti del progetto illustrera’ gli sviluppi futuri di Percorsi di pace.
All’incontro prendono parte tutti gli artisti, il regista Ferdinando Vicentini Orgnani, Massimo Cacciari Sindaco di Venezia, Alberta Basaglia responsabile del Servizio Partecipazione Giovanile e Culture di Pace del Comune di Venezia, alcuni dei ragazzi che hanno portato avanti l’esperienza di "Tu, noi, dialogo tra  culture", e Maurizio Scaparro, direttore della Biennale Teatro.


Il Progetto

Sant’Erasmo e’ un’isola della Laguna di Venezia, dove nel 2004 e’ avvenuto l’incontro tra trenta giovani israeliani, palestinesi e italiani all’interno del progetto "Tu, noi, dialogo tra culture" del Comune di Venezia: tre incontri tra Venezia, Palestina e Israele e un percorso di tre anni di conoscenza reciproca per trenta adolescenti, all’epoca liceali, ora universitari o militari. Alcuni, forse, ora sono a presidiare la stessa frontiera, uno di fronte all’altro.
Chiamato a testimoniare con la sua macchina da presa quell’esperienza cosi’ unica, Ferdinando Vicentini Orgnani, il regista di Ilaria Alpi. Il piu’ crudele dei giorni, ha continuato a filmare, spinto dalla volonta’ di capire, attraverso i protagonisti diretti di entrambe le parti, uno dei conflitti piu’ controversi del nostro tempo.

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Momò Calascibetta "Decollo ma non mollo" Tempera all’uovo-cm.40×50-2002

Durante la creazione del lungometraggio Orgnani ha coinvolto un centinaio di artisti ( Adalberto Abbate, Valerio Adami,  Alessandro Bazan,  Momò Calascibetta,  Marco Cingolani, Roberto Coda Zabetta,  Francesco De Grandi,  Andrea Di Marco,  Fulvio Di Piazza,  Beatrice Feo, Giovanni Frangi,  Piero Guccione,  Marco lodola, Aldo Mondino, Giancarlo Ossola, Alex pinna, Arnaldo Pomodoro, Luigi Serafini, Velasco…….) e ha creato una raccolta di opere d’arte contemporanea, grazie alla quale saranno finanziati il progetto e la distribuzione del documentario in 12.000 scuole superiori italiane e alcune centinaia di scuole in Israele e Palestina.

Per la rappresentazione al Teatro Malibran il regista ha coinvolto lo scrittore Marcello Fois, una delle figure piu’ rappresentative della nostra letteratura. Con la sua abituale lucidita’ Fois ha costruito un testo originale, "Breve repertorio di parole chiave", una dinamica sintesi poetica per voce recitante.

Per la colonna sonora Orgnani ha voluto Paolo Fresu, che ha chiamato i musicisti piu’ adatti ad interpretare questo incontro tra le diverse nature e le diverse sponde del Mediterraneo: i suoni arcaici e magici del sacro oud di Dhafer Youssef, il liuto arabo, dialogano con la fisarmonica di Antonello Salis, la chitarra di Bebo Ferra e il contrabbasso di Paolino Dalla Porta.
Le sonorita’ mediterranee saranno attraversate dalla voce narrante di Lella Costa, su testi originali di Marcello Fois.

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Venezia, 6 novembre 2008, 20.30
Teatro Malibran
La sindrome di Sant’Erasmo. Film di Ferdinando Vicentini Orgnani
a seguire
Paolo Fresu. Concerto per strumenti e voce recitante
tromba, flicorno ed effetti Paolo Fresu
pianoforte e fisarmonica Antonello Salis
chitarra elettrica ed acustica Bebo Ferra
contrabbasso Paolino Dalla Porta
oud e voce Dhafer Youssef

voce recitante Lella Costa
testi originali di Marcello Fois

regia Ferdinando Vicentini Orgnani


Come arrivare al Malibran
Teatro Malibran. Cannaregio, 5873, 30131 Venezia
http://www.teatrolafenice.it/static/come_arrivare_malibran.php

Biglietti e prevendite
http://www.labiennale.org/it/teatro/biglietteria/

Info
http://www.labiennale.org/it/teatro/programma/2008/it/79421.html
http://www.percorsidipace.com

Info stampa
Laura Scarpa
Mobile:       + 39 392 920 8537
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Elenco completo degli artisti :
Adalberto Abbate -Valerio Adami-Marco Anastasi -Andy (Bluvertigo) -Guido Baragli -Vittorio Basaglia-Massimo Barzagli-Alessandro Bazan-Sabrina Bernard-Daniele Bianch-iIrma Blank-Brigitte Brand -Andrej Brumen-Cop-Aurelio Buono-Ennio Calabria-Momò Calascibetta-Chicco Calleri-Giuseppe Carta-Tommaso Cascella-Michele Ciacciofera-Marco Cingolani-Carlo Ciussi-Roberto Coda Zabetta-Paolo Consorti-Philip Corner-Giovanni Gabriele D’Acquisto-Francesco De Grandi-Alberto Di Fabio-Andrea Di Marco-Fulvio Di Piazza-Peter Dittmar-Agneta Falk-Beatrice Feo-Lawrence Ferlinghetti-Simonetta Ferrante-Ennio Finzi-Edmundo Font-Roberto Fontana-Rosa Foschi-Giovanni Frangi-Alberto Gianquinto-Valeria Giordano-Manuela Giusto-Piero Guccione-Khalaf Hamad-Judi Harvest-Goef Hendriks Jack Hirchman-Peter Hoffer-Abraham Ibanez-Antonino Iuorio-Malika Joulalen-Camila Joselevich-Alejandro Kokocinsky-Metka Krasovec-Laboratorio Saccardi-Felice Levini-Riccardo Licata-Marco Lodola-Mario Muller-Meloninsky da Villa Cidro-Antonio Miccichè-Lorenzo Missoni-Aldo Mondino-Tiziana Monti-John Newman-Serena Nono-Giancarlo Ossola-Sonya Orfalian-Luca Maria Patella-Ben Patterson-Sergio Pausing-Marco Petrus-Alex Pinna-Alfredo Pirri-Giacomo Piussi-Marta Polli-Arnaldo Pomodoro-Giacomo Porzano-Nicola Pucci-Oliviero Rainaldi-José Luis Ramirez-Francesco Rinzivillo-Federico Rizzi-Piero Roccasalvo-Sandro Sardella-Luigi Serafini-Filippo Sciascia-Tino Signorini-Nando Snozzi-Luiso Sturla-Michelle Swayne-Croce Tavarella-Ernesto Treccani-Nino Tricarico-Velasco-Alessandro Verdi-Claudio Verna-Made Wianta-Carmelo Zotti

MoMò beat generation

26 Ottobre 2008