Barbara Rose: «I nipotini di Duchamp spariranno. Basquiat? Vale davvero poco»

9 Marzo 2014



Il suo viaggio, di storica e critica, nella «factory» americana di Warhol e gli altri

«Hirst e gli altri, rovina dell’arte»

Barbara Rose
Barbara Rose

«La crisi economica? È fantastica. Rimarranno solo i veri artisti. Perché i veri artisti hanno la maledizione dell’arte e non hanno altra scelta». Barbara Rose parla con il sorriso sulle labbra, ma dice cose durissime. Soprattutto sugli artisti che non ama: «Koons, Hirst, Cattelan? Tutti sopravvalutati. Vogliono fare impressione, ma lo choc non dura nel tempo. I nipotini di Duchamp hanno rovinato l’arte. Basquiat? Vale davvero poco e il mercato è pieno di falsi. Per fortuna la storia e il tempo correggeranno tutto».

Un'opera di Basquiat
Un’opera di Basquiat

Barbara Rose, grande storica e critica d’arte, docente, scrittrice e curatore di mostre, ha un dono tutto speciale: quello di parlare con franchezza e di regalare in una conversazione un viaggio nella mitologia dell’arte. I suoi amici più cari erano Warhol, Rauschenberg, Frank Stella, Jasper Johns per fare solo qualche nome. «Avevamo vent’anni, non c’erano soldi e l’unico posto dove trovare qualcosa da mangiare era da Andy alla Factory o allo studio da Rauschenberg. Si viveva così, con allegria e pieni di speranze» racconta. La Rose è una giovanissima settantenne. Impossibile darle un’età precisa, inganna tutti con il fascino della parola e con gli occhi azzurri che sorridono sempre. Ed è una figura davvero unica: non soltanto è la più importante testimone e studiosa dei movimenti artistici americani, lei stessa è protagonista di quella stagione irripetibile (tra gli anni Sessanta e Settanta) che ha visto crescere e consolidarsi i grandi movimenti dell’arte «made in Usa».

Due esempi? Warhol l’ha filmata nel suo film The 13 Most Beautiful... e c’è una foto che la ritrae nuda mentre Jasper Johns le fa un calco di gesso. Lei scherza: «Pezzi delle mie gambe e braccia sono sparsi nei suoi quadri. Faccio parte delle più belle collezioni del mondo». La Rose è stata «dentro» la storia dell’arte con una passione e una libertà che non ha uguali e i suoi scritti hanno offerto una lettura fondamentale per comprendere e costruire una storia dell’arte che è storia del presente. Tra tutti vale ricordare il testo che ha scritto a soli 25 anni, L’arte americana del Novecento, che ha aperto la critica a un mondo fino ad allora pressoché sconosciuto: «Ho scoperto da poco una cosa incredibile: i soldi che quel libro ha fatto guadagnare all’editore sono andati alla Cia. Era tempo di guerra fredda e il volume, che aveva un finanziamento governativo, doveva servire a manifestare la grande potenza creativa degli Usa in confronto all’aridità della Russia».

Da poco ha pubblicato per ScheiwillerParadiso Americano, una raccolta di saggi «sull’arte e anti-arte» dal 1963 a oggi. Un volume che oltre ad essere l’appassionato racconto in presa diretta dei protagonisti dell’arte americana, è anche la storia di una irrefrenabile decadenza, di un vero e proprio declino. Con una sorpresa: da sostenitrice entusiasta degli artisti, fa autocritica e riconosce i limiti, gli eccessi di quel mondo che ha frequentato da vicino. Senza tanti giri di parole Barbara Rose accusa un sistema dell’arte senza più regole etiche che pensa soltanto al profitto: «Siamo in mano al marketing, nient’altro. Viviamo il tempo dei valori falsi confezionati per gente incolta e ignorante. Il problema è la distruzione totale del mercato dell’arte che non ha niente da fare con la qualità di un’opera. Oggi esiste solo la manipolazione del mercato controllata dalle case d’asta, ma ancor di più dalla pubblicità, dai libri e dai critici pagati, dalle feste mondane e dai musei. Sì, i musei sono il vero problema: certificano la qualità quando non c’e nient’altro che moda, scandalo e spettacolarizzazione. È il fast food dell’arte con il gusto di una pizza fredda».

«Ma l’arte americana non è del tutto morta: ho trovato enormi energie nuove dai giovani neri, latini e asiatici. L’arte vive di nuovo grazie al melting pot». Ma New York, aggiunge, non è più il centro del mondo: «Andare a New York oggi è come trovarsi con i resti di una festa». E si lascia andare a una battuta: «Ora a Manhattan ci sono meno artisti che a Todi». Per Barbara Rose anche in Europa non va tanto bene: «La crisi viene del fatto che i ricchi non hanno cultura e i colti non hanno soldi. Viviamo un mondo che non permette lo sviluppo del gusto. Oggi l’intelligenza, l’etica, l’estetica contano poco». Ne ha anche per i critici italiani: «Achille Bonito Oliva? Il suo problema è che si considera un artista. Per lui la più grande opera è solo se stesso. Francesco Bonami è molto legato alle logiche del marketing e capisce solo le regole del gioco. Germano Celant è il gioco». E salva soltanto Gillo Dorfles: «È stato il mio eroe. I suoi scritti sono ancora fondamentali per capire la decadenza del presente ».

La storica dell’arte è un fiume in piena: ricorda i giorni a Washington, dov’è nata e quando saltava la scuola per andare tutti i giorni alla National Gallery. Sognava di diventare pittrice («Ma ho smesso di dipingere quando ho visto i quadri di Frank Stella»); ricorda i suoi 15 anni a New York per conoscere gli artisti: «Bastava andare ai vernissage a Tenth Street o a Betty Parsons e c’erano tutti, sempre ubriachi e a caccia di ragazzine. Cosi ho incontrato de Kooning, Kline, Guston. E poi per pagarmi gli studi ho lavorato da Leo Castelli e così ho cominciato anche a scrivere. Avevo 22 anni». Una vita avventurosa nel nome dell’arte. Ma non solo. Tante anche le passioni d’amore: «Ho incontrato un ragazzo senza denti —racconta —. Era tutto sporco, con la barba lunga, un proto punk. Ma quando ho visto i suoi quadri neri ho capito che era un genio». Quel ragazzo era Frank Stella e diventerà suo marito.

Il secondo, per la precisione, visto che con questa donna tra amori e matrimoni il rischio è di perdersi. Per la cronaca, il terzo marito è stato Jerry Leiber (celebre autore di tutti i testi di Elvis Presley) che ha voluto sposare a Roma perché c’era Argan sindaco che ha celebrato il matrimonio. Tranquilli, scherza: «Il quarto e ultimo marito è anche il mio primo amore». E aggiunge: «Basta artisti, sono impossibili, ti uccidono, questo è un economista, anzi l’ultimo economista marxista rimasto negli Usa e si chiama Richard Du Boff. Eravamo proprio dei ragazzi quando ci siamo sposati ». Dopo 48 anni lo ha ritrovato casualmente durante un viaggio in treno. A Barbara Rose si illuminano gli occhi: «Si è avvicinato e mi ha detto: sei l’amore della mia vita. Ci risposeremo a Venezia. Non è una storia alla Calvino?».

Gianluigi Colin
02 aprile 2009

Extra Vergine: tre giorni tra arte e cultura

28 Ottobre 2013

Extra Vergine

A Menfi  il gusto artistico dell’olio

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Il progetto di promozione culturale dei prodotti tipici siciliani si conclude a Menfi con la rassegna “Extra Vergine”: tre giorni tra arte, cultura, prodotti tipici e tradizioni

I popoli mediterranei cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l’olio e la vite» scriveva lo storico greco Tucidide, che assegnava all’olio le qualità ancora oggi riconosciute come l’ingrediente principe di un’alimentazione sana. Ecco perché il comune di Menfi promuove la manifestazione “Extra Vergine”, Arte territoriale di origine protetta, in programma davenerdi 1 a domenica 3 novembre con l’obiettivo di destagionalizzare, incentivare il turismo alla scoperta delle tradizioni del territorio.
Il progetto, per la direzione artistica di Giuditta Pecoraino e al quale hanno collaborato anche i produttori Botta, Mandrarossa, Planeta, Messina, Mirabile, Li Petri, Lombardo e gli altri 1.000 olivicoltori riuniti nella cooperativa La Goccia d’Oro, insieme a Giuditta Pecoraino curatrice e direttrice artistica, si svolge nel pieno periodo della raccolta, a Menfi nel cuore della DOP Val di Mazaradove l’olio insieme al vino sono i prodotti centrali dell’economia del paese e di tutta la Sicilia.

Gli uliveti e i frantoi saranno aperti e faranno anche da cornice a momenti artistici durante tutta la tre giorni, con la presenza di artisti come l’attore Salvo Piparo, gli spettacoli di danza contemporanea di Giovanna Velardi accompagnata dal musicista Mario Bajardi, gli allestimenti scenografici di Natale Rossi, l’istallazione sugli alberi e scultura di Vincenzo Marchese, lo spettacolo di circo contemporaneo di Francesco Mirabile, la perfomance iterattiva ludico/artistica di Filippo Pecoraino, l’Arte da trasporto di Giusva Pecoraino nonché per tutta la giornata di sabato verrà proiettato il video “Le voci dell’olio. Persone e paesaggi dell’olio a Menfi” realizzato da Mon Amour Film.

Saranno presenti anche i pittori Alessandro Bazan e Momò Calascibetta, i musicisti Gianni Gebbia e Davide Barbarino e la fotografa Rori Palazzo. I giovani artisti Angelo Crazyone street-writing in collaborazione con Sabrina Annaloro, Luigi Lazzaro con l’opera “la lavagna”, i pittori Simone Geraci, Pietro Vaccarello, Simone Stuto, Alfonso Rizzo, Giorgio Aprile e l’artista Provvidenza Carlino esporranno le loro opere per essere valutati domenica da una giuria di critici ed esperti che darà a uno di loro un riconoscimento dal Comune di Menfi.

Durante la manifestazione (VISUALIZZA IL PROGRAMMA COMPLETO), sono previste degustazioni di olii del territorio, conserve e prodotti della tradizione locale e di pasticceria, organizzati nella tensostruttura allestiva a Menfi, in piazza Vittorio Emanuele III (costo d’ingresso 2 euro). Sono previsti inoltre due laboratori di cucina mediterranea, venerdì 1 novembre a Casa Planeta, dalle ore 17 fino alle 18 e dalle 18.30 fino alle 19.30, con l’incontro con gli chef Michelangelo Brignoli e Peppe Bono, e sabato 2 novembre, sempre a Casa Planeta, dalle 17 alle 18 e dalle 18.30 fino alle 19.30, con gli chef Liborio Bivona e Angelo Pumilia. Entrambi i laboratori, che hanno un costo di 10 euro, possono essere prenotati inviando una e-mail a prenotazioni@extraverginemenfi.it

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web di “Extra Vergine”, visitare la pagina Facebook della manifestazione o telefonare al numero 380.1852208.

Sale… la voglia d’arte

5 Agosto 2013

“SALE … la voglia d’arte”

II BIENNALE INTERNAZIONALE DI SCULTURA DI SALGEMMA

L’evento internazionale,  dal 9 al 18 agosto nella Villa Sgadari alle porte di Petralia Soprana, coinvolgerà artisti che scolpiranno blocchi di salgemma  realizzando sculture che andranno ad arricchire  il nuovo museo all’interno della miniera  Italkali dove hanno già trovato posto le opere della precedente biennale.

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Ritorna “SALE…la voglia d’arte”. Dal 9 al 18 agosto il salgemma diventa nuovamente protagonista a Petralia Soprana con la II Biennale Internazionale di Scultura. Continua il percorso dell’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” di Milano e dell’Associazione “SottoSale” di Petralia Soprana legato al salgemma che da condimento alimentare diventerà materiale da scolpire. Si rinnoverà l’incontro con la scultura che vedrà all’opera artisti internazionali : Cosimo Barna, Mariano Brusca, Momò Calascibetta, , Claus Joans, Gianfranco Macaluso, Jorunn Monrad, Laura Panno, Damiano Sabatino, Stefano Zucchi che svilupperanno il tema assegnato “Dalle viscere della terra alla luce del sole: il sale un dono per l’uomo/la donna del 2° millennio.” Ogni artista con la sua sapiente tecnica e creatività realizzerà l’opera  scolpendo un blocco di sale, nell’intento di valorizzare questo prezioso e antico materiale formatosi 200 milioni di anni fa a seguito del prosciugamento dell’acqua dei mari primordiali e ora  conservatosi nelle viscere delle montagne delle Madonie. Nell’ambito della  Biennale, da un’idea del fotografo Fabrizio Garghetti, si rinnoverà il rito del  “RITORNO AL MARE”; il sale, che attaverso remoti eventi geologici  è salito alla montagna, a mille metri di altitudine, nella contrada Raffo a Petralia Soprana ed estratto dalla società Italkali, ridiscenderà al mare simbolicamente con alcuni blocchi  attraverso il più antico mezzo di trasporto : l’asino. Il ritorno al mare, attraversando borghi e paesi, riscoprirà il valore dei percorsi nella natura e segnerà una “nuova strada per il turismo”. La base logistica dell’evento è Villa Sgadari, alle porte del paese di Petralia Soprana, recentemente ristrutturata dall’Ente Parco delle Madonie che ne è anche il proprietario. Villa Sgadari è una delle più interessanti residenze sub-urbane delle Madonie di architettura Barocca con pregevoli affreschi di carattere mitologico.

Prototipo del progetto "Genesi"

Prototipo del progetto”genesi di Momò Calascibetta

Nello spazio antistante la Villa  Momò Calascibetta realizzerà una installazione dal titolo “GENESI”. Il progetto di Momò consiste in un grande volume piramidale a forma di tetraedro realizzato con 11.000 cannucce da bibita, versatile famiglia di materiali “plasticosi”. Trasparente e leggerissimo,  autentico miracolo visivo,  racconta e mette simbolicamente  in luce il mondo dell’acqua, custode del sale. Proprio come l’acqua, il sale possiede una struttura cristallina ben precisa  ma, a differenza dell’acqua, che è un tetraedro, la struttura reticolare del sale è cubica.


L’acqua come il sale è indispensabile alla vita, partecipa all’energia degli esseri, è elemento tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita . L’ acqua è cio’ che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è la sostanza che pervade l’intero universo e che  assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso la sete,  necessaria alla vita degli Esseri Viventi.

Villa Sgadari

Gli spazi della Villa ospiteranno anche molteplici iniziative che coinvolgeranno la sfera musicale, artistica e culturale. Durante tutto il periodo della manifestazione si terrà anche una collettiva d’arte dei più importanti artisti madoniti, un laboratorio di fotografia notturna ed altre iniziative culturali. Una volta ultimate, le sculture saranno installate all’interno della miniera di salgemma Italkali, nel museo realizzato in uno spazio all’interno della miniera dove potranno essere visitate.  Dalla collaborazione tra l’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” e l’Associazione “Sottosale”, che hanno comunanza di obiettivi e finalità riguardo al concetto di valorizzazione e promozione del territorio, nasce e continua questa manifestazione che metterà alla prova gli artisti con l’utilizzo di un materiale inusuale e difficile da modellare.

Art in the Mediterranean

12 Marzo 2013

Art in the Mediterranean

Enriqueta Hueso 恩里克塔•乌埃索


Galería O+O (Oriente + Occidente)  西班牙“O+O 画廊”(“东西方画廊”)
C/ Francisco Martínez 34- 36 Bajos 46020 Valencia-Spain
Tfnos : 0034- 639990392- 961336449
Inauguración viernes 22 de Marzo a las 20:00 horas

“Come in cielo così in terra”-particolare da un’opera di Momò Calascibetta

UNA MUESTRA CON CUATRO FLANCOS DE ESENCIALIDAD EN LA GALERÍA O+O

La Galería O+O nos presenta una exposición colectiva en su línea habitual: marcada por un cohesivo prurito, por una intención amalgamadora de lo diverso, que queda armonizado y heterogéneo a un tiempo. Si algo hace entroncar a los cuatro discursos plásticos implicados, eso es el deseo comunicativo desde diferentes esencialidades:

Son los trabajos de Momò Calascibetta de un intenso expresionismo, muy en la línea de Otto Dix. Todo queda envuelto por entre una atmósfera de caricaturesca musicalidad en la que se integra lo controvertidamente bello y lo feo sin remisión. Se me antojan los personajes de este artista cercanos a los de El Greco, sí, estarían tironeados de un lado por un cierto manierismo y de otro por el arte pop más jacarandoso: distorsiona Momò las formas, dislocando los sinuosos volúmenes, otorgándonos, finalmente, la esencia connotadora que encierran.

Pinta Albert Sesma la inmediatez de los tiempos a través de un abigarrado cromatismo a su vez envuelto en un halo de fina sugestión que pudiera ser la plasmación del movimiento por el que transcurre la vida con fondo de estatismo. Una bruma de melancolía asola el rostro de los paisajes urbanos o de las personas retratadas. Es Sesma un realista real-maravilloso. Es el suyo un “antoniolopismo-asorollado” que acarrea un guiño de esperanza por vías inusuales.

Entroncando con el tachismo en lo que a búsqueda de las esencias por la senda del mero lance cromático (elemento clave de la pintura) se refiere, mas sin que podamos hablar de un simple juego gratuito, se nos muestran las obras de Juan Carlos Julián. Y es que hay en ellas una expresividad inducida; un drama traslucido a través de las vigorosas emociones a su vez entreveradas por entre la mancha y el color, que harían atracar  las obras de este artista en el puerto del informalismo más arrebatado (un estallido de indignación exaspera plásticamente su toma de postura contra la violencia de género en esta ocasión).

La escultura de Xavier Raventós nos refiere esquematizaciones de la más cotidiana pasión; ensambla rudimentos de impensada fructificación lírico-plástica; las porciones son salvadas de la irremediabilidad y ascendidas a un sublime y cooperado estatus por obra del re-creador, que nos ofrece, al fin, sugerentes esquemas de esencias.

Todos, en definitiva, son artistas hondamente comunicativos, dialogantes y aplicados en la muestra de las particularísimas claves de acceso a los reductos de sus respectivos universos creativos.

Sólo nos queda felicitar a Enriqueta Hueso por este nuevo y sugerente proyecto.

-Diego Vadillo López-

http://www.galeriaomaso.com/   omasoart@gmail.com

Ascanio in Alba

12 Marzo 2013
 NELL’AMBITO DEL PROGETTO POESIA E FORMAZIONE IN LIVING CARMINA EXPO 2015 

Ascanio in Alba  

opera del periodo milanese di

W.A. Mozart 
scritta da Giuseppe Parini 

Mostra

di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti

Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi,

Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino

Archivio Dedalus  

dal 28 marzo 2013 al !3 aprile 2013
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136

libretto-catalogo -prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio

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Momò Calascibetta-pastello 2012-Ascanio in Alba-omaggio a Mozart
 Le vicende narrate, siano esse immerse nella notte del Mito, che nel fiume della storia migratoria dell’uomo, modellano continuamente il fondo dei nostri conflitti, le speranze e le utopie del sentimento di umanità. Molto spesso pur- troppo, la nostra condotta d’identità sociale e culturale è dispersiva, confusionaria e a volte rinunciataria, minando così, pericolosamente, quella tensione alla coralità, che la musica, invece, sollecita e ricostruisce in un Pathos dell’appartenenza ai valori di dignità e solidarietà che restano immersi e germinativi nel nostro destino comune.

Il profilo dei personaggi dell’Opera, nelle scelte e nelle azioni svolte, disegna, sempre più compiutamente, l’arco di circa tre secoli del teatro musicale. Il definirsi dei “Tipi umani” si sviluppa costantemente in un continuo dialogo e contrappunto con il paesaggio antropologico del loro modello di scambio e convivenza.

L’ intento è quello di sollecitare l’attenzione per il nostro patrimonio culturale sulla librettistica.

Da qualche parte si voleva cominciare per quest’accensione di fari sul tema dei libretti d’Opera; a seguito di una serie di coincidenze o affinità elettive l’Archivio Dedalusha incrociato sulla strada del suo percorso l’Orchestra Mozartiana alla guida del direttore Aldo Bernardi, presidente dell’ AMI Associazione Mozart Italiana Milano, con un progetto a sostegno della formazione musicale in Italia. La mostra di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi, Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino a cura di  Vincenzo Pezzella verrà realizzata nello spazio dell’Archivio Dedalus dal 28 marzo al 13 aprile.

La stampa del libretto Ascanio in Alba rientra nell’alveo delle ricerche e delle proposte delle Edizioni Archivio Dedalus che intendono riaprire nel costume culturale italiano una ringiovanita attenzione allo specifico linguistico di queste opere letterarie. Il volume avrà la prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio.

La tiratura per l’occasione sarà di 99 copie numerate.

Il tema della favola di Ascanio e Silvia scritta da Giuseppe Parini e musicata da W.A. Mozart ci permette felicemente di sostenere il desiderio e la necessità di rifondare: “Alba”, un luogo, un territorio affettivo di identità perduta in un progressivo oblio della coscienza del nostro paese spenta da tempo. Oggi non possiamo più tollerare quest’imbarbarimento civile che proviamo a contrastare con progetti di corale creatività sempre più estesi tra le discipline, le risorse autentiche, generose, ad opera di giovani e intellettuali decisi a promuovere un “nuovo rinascimento” della nostra identità nazionale.

DEDALUS

 Ass. Cult. e Archivio di Documentazione della POESIA Contemporanea in VIDEO
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136
Da Giovedì 28 marzo a Sabato 13 aprile
orari 10 -13 e 15 -19  tel. +39 0236550497
 info@dedaluspoemvideo.it

www.dedaluspoemvideo.it

ALIENS-Le forme alienanti del contemporaneo

25 Gennaio 2013

ALIENS

January 25, 2013

MAG Marsiglione Arts Gallery
presenta
ALIENS 
LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO
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A cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione
graphic designer Vania Elettra Tam
public relations Irene Lucia Vanelli 

Alessio Bolognesi, Angela Viola, Anna Caruso, Anna Frida Madia, Annalù Boeretto, Cristiano De Matteis, Daniela Montanari, Emila Sirakova, Fabio Usvardi, Giancarlo Marcali, Gianluca Chiodi, ILV – Irene Lucia Vanelli, Momò Calascibetta, Nicola Felice Torcoli, Roberta Ubaldi, Silvio Porzionato, Tina Sgrò, Vania Elettra Tam, Willow.
 
Dal 7 febbraio al 2 marzo 2013
Opening: Giovedì 7 febbraio 2013 dalle 18.30
Orari : martedì – sabato 10 | 19:30
aperture extra:
10 febbraio | 18:30 | Carnival party
14 febbraio | 19:30 | San Valentino contemporary day
21 febbraio | 18:30 | Incontro su “Il caso Amicizia” , una incredibile esperienza di contatto fra umani e alieni negli anni della Guerra Fredda.
Interverranno Gaspare De Lama, protagonista della vicenda e Giusi Lucini, Presidente dell’Ass. cult. La Porta Nascosta – arte&lettura
Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31
22100 Como
Tel:+39 328 7521463

La Marsiglione Arts Gallery è lieta di presentare Aliens -le forme alienanti del contemporaneo- una collettiva di 20 giovani artisti a cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione.

Oltre alle due serate d’inaugurazione, il 7 e il 10 febbraio dalle 18:30, cioè giovedì grasso e carnevale, ci sarà una sorpresa il 14 per San Valentino e un interessante incontro organizzato in collaborazione con l’associazione La porta nascosta con Gaspare De Lama per giovedì 21 dalle 18:30; il Sig. De Lama è stato testimone e protagonista di un vero contatto tra umani e alieni.
Il primo progetto artistico del 2013 della MAG, nasce dall’incontro delle energie e dei pensieri di chi l’ha curata, che con l’appoggio di tutti i soggetti coinvolti, ha prodotto un collettiva di artisti, noti e meno noti del panorama contemporaneo italiano.
Le energie, le idee e lo spirito collaborativo di tutti, hanno dato vita ad una visione ampia della proposta artistica italiana, 19 artisti che hanno in comune il fatto di essere diversi tra loro.
Il percorso installativo guida il pubblico partendo da un opera di Alessio Bolognesi, che con il suo Sfiggy viene in pace, ma ciò nonostante viene abbattuto perché diverso, si prosegue con un opera che è il fermo immagine dell’equilibrio precario di una figura femminile, opera inedita della serie SOSpesa di Vania Elettra Tam; il confine della new pop viene oltrepassato con un opera iperrealista di Daniela Montanari, che mette l’accento su un aspetto della sua personalità attraverso la precisione del primo piano.
Sempre nella sala principe della galleria, ci s’imbatte in un totem di opere piccole dell’artista italiano, nato in svizzera, Giancarlo Marcali che con scatole di specchi, lastre radiografiche e immagini addentra nell’interno dei corpi che muoiono e risorgono; in netto dialogo il Bastone magico di Nicola Felice Torcoli che crea, distrugge e ricompone opere attraverso la frammentazione delle tele.
Opera espressione della fragilità è quella di Irene Lucia Vanelli che da psichiatra analizza gli stati d’animo e li rappresenta in sagome tridimensionali, aprendo  con la sua la verticalità i lavori a seguire.
Un quadro dipinto su tavola del siciliano Momò Calascibetta
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L’amante è come il pesce; pessimo se non è fresco
cm.120x60-acrilico 2004

ritrae satiricamente l’abbraccio di due amanti a confronto con i due pesci sul tavolo; a seguire un opera della torinese, residente in Francia, Anna Frida Madia che presenta il ritratto di Calipso con un occhio piumato a rappresentare un occhio magico in grado di scrutare gli eventi futuri; per finire un disegno su vari strati di carta oleata della performer bulgara Emila Sirakova che affronta il corpo umano proiettando su di esso il proprio ego.

Proseguendo nelle sale si passa dall’unica fotografia esposta in mostra, dell’artista bresciano Gianluca Chiodi che presenta un opera ironica, grottesca e riflessiva sugli eccessi della chirurgia estetica e sul Fashion Victim.
Nell’ambiente successivo si ha subito l’incontro visivo con un opera installativa di Annalù Boeretto che unisce la scultura di un tronco di corteccia con le maschere psichiatriche dipinte a lato, dove ogni fruitore vede immagini diverse e strettamente riconducibili al proprio essere.
Al suo fianco le monocromie del piemontese Silvio Porzionato dipingono una donna bambina, con la sua innocenza e la sua spiccata innata sensualità.
Dall’altro lato, proprio a chiudere lo spazio dei bianchi e neri troviamo una rielaborazione pittorica su immagine fotografica originale del romano Cristiano De Matteis, simbolo dell’indifferenza che è l’essenza della disumanità.
A completare questo secondo ambiente abbiamo due opere gestuali, la prima, un interno della calabrese Tina Sgrò, forte, riflessiva e di gran carattere, affiancata da un ritratto di Fabio Usvardi che con le mani dipinge e descrive la fragilità della condizione umana.
Gli spazi della galleria continuano per arrivare al salone dedicato all’incontro; sopra il divano bianco vi è appeso un fantastico e divertente dipinto di Willow, artista milanese ed esponente di quella corrente che sta in mezzo tra la POP ed il design. Al suo fianco un dittico della palermitana Angela Viola, un contrasto cromatico, un dualismo nella forma che convoglia infine in un unica atmosfera sospesa, rarefatta, essenziale e vagamente inquietante.
Si continua il percorso con due mani che disgregano la materia, olio su lamiera ossidata della pittrice umbra Roberta Ubaldi, una compenetrazione cromatica e  materica tra pittura e supporto.
Si conclude con un opera assolutamente contemporanea per tecnica, messaggio e cromatismo della milanese Anna Caruso, che riesce a fondere il mondo reale e tangibile con quello intellettivo ed emozionale tipico del vivere quotidiano.
  Salvatore Marsiglione
ALIENS
by Sergio Curtacci
La pratica artistica contemporanea si situa in un contesto sociale caratterizzato da due fenomeni complementari e ugualmente significativi, da una parte il predominio delle immagini sul linguaggio e dall’altra il diffondersi dell’esperienza della solitudine e dell’indifferenza, dimensioni esistenziali che non riconducono più necessariamente all’altro di sé.
Entrambi i fenomeni hanno origine nella facilità di accesso alla comunicazione visiva di massa e nel voler esaltare e rivendicare la libertà individuale, diffusa e supportata dagli apparati pubblicitari. Se nell’età moderna il rapporto tra l’individuo e la massa viveva nell’alternanza di due movimenti antitetici, la perdita del
soggetto nella folla o al contrario, il potere assoluto rivendicato dalla coscienza individuale, nelle forme di solitudine della modernità, l’antitesi vitale della contemporaneità si è oggi ridotta a forme banali di pseudo socialità e ad una sterile contrattualità con il mondo.
Le identità sono sempre più provvisorie e legate alle funzioni transitorie degli utenti dei vari sistemi: stradale, commerciale, bancario, ecc…
Siamo soli ma al tempo stesso accomunati agli altri da relazioni di tipo contrattuale o da norme prescrittive.
L’esercizio di queste pratiche solipolistiche ha trasformato la coesistenza sociale in un arcipelago di individualità contigue ma distinte, sostanzialmente indifferenti le une alle altre.
Come alieni ci muoviamo sulla terra, osservando tutto con distacco, leggiamo libri e giornali in metropolitana senza accorgerci (o meglio dire non volendo accorgercene) del violento scippo che si sta consumando accanto a noi. Ma la vera tragedia risiede nel fatto che non riusciamo a capire neppure ciò che stiamo leggendo. Invitiamo amici a pranzo o a cena, dispensiamo loro sorrisi ed attenzioni, poi li incrociamo il giorno dopo per strada e ci volgiamo dall’altra parte per non doverli salutare, o peggio fermarci a scambiare poche parole che, spesso e volentieri, riteniamo possano tradursi in inutili convenevoli.
Dopo l’11 settembre 2001 se vogliamo, tutto ciò si è acuito, all’indifferenza ed al fastidio si è aggiunta la paura, il terrore del diverso, guardiamo gli altri come potenziali nemici, ci muoviamo con circospezione… Meglio rimanere a casa e nascondersi dietro al monitor di un computer e navigare in internet per ore, magari con identità fittizie, proponendoci agli altri come eroi moderni senza macchia e senza paura, per tornare il giorno dopo i soliti alieni, visitatori timorosi del pianeta terra.

Momò Calascibetta, pintor mediterráneo “casualmente siciliano”

17 Dicembre 2012


Con una pequeña selección de sus obras me permito presentar a los latinoamericanos y a los hispanohablantes del mundo un pintor italiano actual, uno de los mejores pintores italianos de hoy. Momò Calascibetta es un pintor con pensamiento propio, que actúa contracorriente con respecto a las modas globalizadas y que busca seriamente nuevos caminos en el lenguaje de la Pintura.

El grande crítico de arte Mario de Micheli lo definió “dibujante satírico de raza” .
Y esto es totalmente cierto. Es un pintor que dibuja en primer lugar, y el color lo utiliza estrictamente en función del sentido potente y monumental de sus composiciones. Caricaturista penetrante de nuestra hermosa, corrupta y decadente Italia, con una sátira contundente y grotesca de sus políticos, magistrados, cardenales, rufianes y cortesanos, banqueros y ladrones de la primera, segunda y tercera república.

Momò Calascibetta – I magistrati – cm.70 x 50 – acrilico 1979

Momò Calascibetta escribe: “La Sicilia es siempre la de Antonello da Messina.
El Museo de la Fundación Mandralisca de Cefalù por cierto no es el MoMA de Nueva York y los artistas, como entonces, son marineros vagando de un puerto a otro. Son como las aves migratorias y junto con sus obras se pierden y se encuentran durante el viaje que dura toda la vida…

El enigma de la sonrisa del “marinero desconocido” de Antonello me llevó, durante mi camino creativo, en un laberinto de sonrisas: eran las sonrisas sádicas de los verdugos, de los lujuriosos y codiciosos, las sonrisas de los gozadores y traicioneros.
Las sonrisas de la amargura y de la alegría, que se plasmaban en la multitud de mis personajes y venían a poblar mi obra……

Momò Calascibetta, Acque gialle a Cefala Diana, acrilico cm 124 x 162 {1981}

En los últimos años, mis sonrisas se han vuelto muy amargas, porque pertenecen a los niños indefensos en los desastres de las guerras, en los vertederos de las metrópolis, en los callejones de la Vucciria en Palermo y en el trabajo no pongo censuras a la sonrisas negadas de las niñas-madres fruto de las violencias del mundo.

“De risus natura” es la necesidad de contar el drama de este momento que todos estamos viviendo impotentes frente a la esterilidad de un mundo gobernado por los tiburones que destruyen, violan, explotan y nos obligan a vivir “de las alcantarillas hasta el cielo estrellado” ……

Momò Calascibetta, La scala a chiocciola – 50×35 – acrilico 1981

Aquí, en mi isla, en Sicilia, la sonrisa del desconocido de hoy en día se descompone y se convierte en “annacamento” (˚), pereza, limbo, capricho, ferocidad, gordura grasienta que acarrea aguas residuales.

Por lo tanto, si el sol en la isla durante los siglos se ha hecho aún más fuerte, produciendo sombras asesinas, queda, a los fuertes marineros, detenerse en la luz cegadora y esperar vigilando”.

Momò Calascibetta, Comiso Park, acrilico, cm 200 x 300 {1984}

“Annacamento” (˚): La palabra “annacare” es típicamente siciliana y no se puede traducir fielmente en otro idioma. La etimología hay que buscarla en la base del griego “nake”, cuna hecha de lana de oveja. La “naca” era colocada sobre la cama nupcial, colgada al techo como una hamaca en donde se acomodaba al recién nacido. Solicitada por los padres, con un ligero toque, se iba sacudiendo la “naca”. He aquí la magia de “annacare”,”annacamento”: un movimiento ondulado que no implicaba ir a ningún lado.

Momò Calascibetta, Comiso park, Il Bomber parte per Comiso Park, disegno cm 50 x 35 {1984}

Momò Calascibetta | Il Carnevale Dissennato (The senseless carnival)
http://www.youtube.com/watch?v=0Dudq2z9×9I&feature=player_embedded

Momò Calascibetta, Giochi e spassi degli eroi di Comiso Park, disegno cm 150 x 200 {1984}

Momò Calascibetta Facebook
http://www.facebook.com/momo.calascibetta?ref=ts&fref=ts

Momò Calascibetta, Piazza della Vergogna, acrilico e matita cm 200 x 450 {1986 – 1987}

http://www.artmomo.com/

http://www.artmomo.com/blog/

Momò Calascibetta, Labirinto verticale, acrilico cm 200 x 150 {1993}

Momò Calascibetta, Labirinto mitologico, Omaggio a Picasso, disegno cm 120 x 150 {1994}

Momò Calascibetta, de l’amour, Kalura, acrilico cm 70 x 50 {2001}

Momò Calascibetta, Terromnia, Il gelato di Tariq, disegno cm 150 x 120 {2002}

Momò Calascibetta, Terromnia, La fame, disegno cm 186 x 93 {2002} – particolare -

Momò Calascibetta, Terromnia, Minuetto di una domatrice di coccodrilli nel salone di Villa Palagonia, salone degli specchi, disegno cm 200 x 180 {2002}

Momò Calascibetta, Lady Leda, disegno cm 180 x 140 {2002}

Momò Calascibetta, Harem Momò n°2, acrilico cm 50 x 100 {2004}

Momò Calascibetta, La domatrice di coccodrilli, terracotta ocra refrattaria, H cm 34 {2004}

Momò Calascibetta, La stanza di Momò, disegno cm 33 x 66 {2004}

Momò Calascibetta, I bambini sulle strade del mondo , le madri bambine, Piccola maternità n°1, acrilico cm 66 x 33 {2005}

Momò Calascibetta, Tiro mancino, acrilico cm 50 x 70 {2005}

Momò Calascibetta, I bambini sulle strade del mondo, nei vicoli di Palermo, disegno cm 60 x 80 {2006}

Momò Calascibetta, omaggio a Mozart – Mozart mon amour – acrilico cm. 50 x 40 – 2006

Momò Calascibetta, Un goccio tra la spazzatura – acrilico 50 x 40 -2006

Momò Calascibetta, Bambina nella città, disegno a matita, cm.68×93, 2008

 

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012

6 Giugno 2012

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012
JUNE 14TH TO JULY 30TH

SANTANA - FUNCHAL - ESTREITO CAMARA DE LOBOS -
PONTA DO PARGO

MADEIRA ISLANDS
PORTUGAL

Immagine

A Bienal Internacional de Arte da Madeira (Madeira Internacional Art Bienal - MIAB - Portugal) já fechada finalmente a lista de participantes da edição deste ano. Ao todo, serão 33 os artistas nacionais e internacionais que irão expor os trabalhos em vários espaços da Madeira, explicou Manuel Barata, presidente da MIAB - Portugal.

12 artistas de Portugal, 16 de Espanha, 4 de Itália e 1 da  Polónia (confira a listra integral com os nomes dos artistas no destaque) vão apresentar obras de pintura, escultura, fotografia, tapeçaria e instalação artística, em cinco locais distintos da Região.
Neste leque diversificado, há um naipe de convidados especiais: Adelaide Barbosa e Ricardo Passos, de Portugal; Pilar Palomares e Salva Lorén, de Espanha; e Momò Calascibetta e Adriano Maraldi, de Itália. Nas fotos, pode ver obras que integram a mostra, da autoria dos seis convidados especiais.
A MIAB - Portugal abrirá oficialmente no dia 14 de Junho, na Casa da Cultura de Santana, adiantou Manuel Barata. Depois, abre no Museu de Electricidade - Casa da Luz, no dia 15 de Junho. Três dias depois, ou seja, dia 19, abre no Estreito de Câmara de Lobos, e finalmente, no dia 27, no Centro Cívico da Pt. do Pargo.
Na prática, as obras dos 33 artistas serão distribuídas pelos espaços expositivos, contribuindo igualmente para uma descentralização cultural. De resto, as exposições MIAB - Portugal vão estar patentes até ao dia 30 de Julho, à excepção da que será exibida no Centro Cívico da Ponta do Pargo, que deverá estar em exibição até ao final de Agosto.
Participantes
Portugal-Adelaide Barbosa, Carlos Godinho, Carlos Mota, Fernando D’F. Pereira, Guareta Coromoto, Alberto dos Santos, Luz Henriques, Paulo Damião, Ric Nagualero, Ricardo Passos, Rosa Pereira,
Rúben Freitas
Espanha- Albert Sesma, Consuelo Font, Daniel Ramos, Encarnacíon DomingoMartínez,  Enrifortiz, Enriqueta Hueso,  Guillermo Fernández-Díez, Inés Ramseyer Dayer, Juan Antonio Gaspar, Mariano Luque, Marta Martínez, Paco Sancho, Pilar Palomares, Salva Lorén, Suso Camuñas
Yvo Lázaro

Itália- Adriano Maraldi, Michele Principato Trosso,  Momò Calascibetta, Teresa Coratella

Polónia-Mariola Landowska
Centros de exposición. MIAB 2012
La 4ª edición de la Bienal Internacional de Arte de Madeira se realizará en los siguientes centros distribuidos por la isla.
                                         Museo de Electricidad (Museo da Luz). FUNCHAL
                                                         Casa da cultura de SANTANA
                                     Centro Cívico do ESTREITO DE CÁMARA DO LOBOS

                                          Centro Cívico PONTA DO PARGO

http://www.galeriaomaso.com
http://miab-portugal.blogspot.it
Manuel Barata

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 ***Kalura di Momò Calascibetta***

women in film

30 Maggio 2012

Women In Film

80 years of female portraits in cinema - Mary Pickford, Lillian Gish, Gloria Swanson, Marlene Dietrich, Norma Shearer, Ruth Chatterton, Jean Harlow, Katharine Hepburn, Carole Lombard, Bette Davis, Greta Garbo, Barbara Stanwyck, Vivien Leigh, Greer Garson, Hedy Lamarr, Rita Hayworth, Gene Tierney, Olivia de Havilland, Ingrid Bergman, Joan Crawford, Ginger Rogers, Loretta Young, Deborah Kerr, Judy Garland, Anne Baxter, Lauren Bacall, Susan Hayward, Ava Gardner, Marilyn Monroe, Grace Kelly, Lana Turner, Elizabeth Taylor, Kim Novak, Audrey Hepburn, Dorothy Dandridge, Shirley MacLaine, Natalie Wood, Rita Moreno, Janet Leigh, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Ann Margret, Julie Andrews, Raquel Welch, Tuesday Weld, Jane Fonda, Julie Christie, Faye Dunaway, Catherine Deneuve, Jacqueline Bisset, Candice Bergen, Isabella Rossellini, Diane Keaton, Goldie Hawn, Meryl Streep, Susan Sarandon, Jessica Lange, Michelle Pfeiffer, Sigourney Weaver, Kathleen Turner, Holly Hunter, Jodie Foster, Angela Bassett, Demi Moore, Sharon Stone, Meg Ryan, Julia Roberts, Salma Hayek, Sandra Bullock, Julianne Moore, Diane Lane, Nicole Kidman, Catherine Zeta-Jones, Angelina Jolie, Charlize Theron, Reese Witherspoon, Halle Berry

Guglielmo Lentini Spot

2 Maggio 2012