Ascanio in Alba

12 Marzo 2013
 NELL’AMBITO DEL PROGETTO POESIA E FORMAZIONE IN LIVING CARMINA EXPO 2015 

Ascanio in Alba  

opera del periodo milanese di

W.A. Mozart 
scritta da Giuseppe Parini 

Mostra

di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti

Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi,

Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino

Archivio Dedalus  

dal 28 marzo 2013 al !3 aprile 2013
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136

libretto-catalogo -prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio

Immagine
Momò Calascibetta-pastello 2012-Ascanio in Alba-omaggio a Mozart
 Le vicende narrate, siano esse immerse nella notte del Mito, che nel fiume della storia migratoria dell’uomo, modellano continuamente il fondo dei nostri conflitti, le speranze e le utopie del sentimento di umanità. Molto spesso pur- troppo, la nostra condotta d’identità sociale e culturale è dispersiva, confusionaria e a volte rinunciataria, minando così, pericolosamente, quella tensione alla coralità, che la musica, invece, sollecita e ricostruisce in un Pathos dell’appartenenza ai valori di dignità e solidarietà che restano immersi e germinativi nel nostro destino comune.

Il profilo dei personaggi dell’Opera, nelle scelte e nelle azioni svolte, disegna, sempre più compiutamente, l’arco di circa tre secoli del teatro musicale. Il definirsi dei “Tipi umani” si sviluppa costantemente in un continuo dialogo e contrappunto con il paesaggio antropologico del loro modello di scambio e convivenza.

L’ intento è quello di sollecitare l’attenzione per il nostro patrimonio culturale sulla librettistica.

Da qualche parte si voleva cominciare per quest’accensione di fari sul tema dei libretti d’Opera; a seguito di una serie di coincidenze o affinità elettive l’Archivio Dedalusha incrociato sulla strada del suo percorso l’Orchestra Mozartiana alla guida del direttore Aldo Bernardi, presidente dell’ AMI Associazione Mozart Italiana Milano, con un progetto a sostegno della formazione musicale in Italia. La mostra di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi, Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino a cura di  Vincenzo Pezzella verrà realizzata nello spazio dell’Archivio Dedalus dal 28 marzo al 13 aprile.

La stampa del libretto Ascanio in Alba rientra nell’alveo delle ricerche e delle proposte delle Edizioni Archivio Dedalus che intendono riaprire nel costume culturale italiano una ringiovanita attenzione allo specifico linguistico di queste opere letterarie. Il volume avrà la prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio.

La tiratura per l’occasione sarà di 99 copie numerate.

Il tema della favola di Ascanio e Silvia scritta da Giuseppe Parini e musicata da W.A. Mozart ci permette felicemente di sostenere il desiderio e la necessità di rifondare: “Alba”, un luogo, un territorio affettivo di identità perduta in un progressivo oblio della coscienza del nostro paese spenta da tempo. Oggi non possiamo più tollerare quest’imbarbarimento civile che proviamo a contrastare con progetti di corale creatività sempre più estesi tra le discipline, le risorse autentiche, generose, ad opera di giovani e intellettuali decisi a promuovere un “nuovo rinascimento” della nostra identità nazionale.

DEDALUS

 Ass. Cult. e Archivio di Documentazione della POESIA Contemporanea in VIDEO
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136
Da Giovedì 28 marzo a Sabato 13 aprile
orari 10 -13 e 15 -19  tel. +39 0236550497
 info@dedaluspoemvideo.it

www.dedaluspoemvideo.it

ALIENS-Le forme alienanti del contemporaneo

25 Gennaio 2013

ALIENS

January 25, 2013

MAG Marsiglione Arts Gallery
presenta
ALIENS 
LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO
 Immagine
A cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione
graphic designer Vania Elettra Tam
public relations Irene Lucia Vanelli 

Alessio Bolognesi, Angela Viola, Anna Caruso, Anna Frida Madia, Annalù Boeretto, Cristiano De Matteis, Daniela Montanari, Emila Sirakova, Fabio Usvardi, Giancarlo Marcali, Gianluca Chiodi, ILV – Irene Lucia Vanelli, Momò Calascibetta, Nicola Felice Torcoli, Roberta Ubaldi, Silvio Porzionato, Tina Sgrò, Vania Elettra Tam, Willow.
 
Dal 7 febbraio al 2 marzo 2013
Opening: Giovedì 7 febbraio 2013 dalle 18.30
Orari : martedì – sabato 10 | 19:30
aperture extra:
10 febbraio | 18:30 | Carnival party
14 febbraio | 19:30 | San Valentino contemporary day
21 febbraio | 18:30 | Incontro su “Il caso Amicizia” , una incredibile esperienza di contatto fra umani e alieni negli anni della Guerra Fredda.
Interverranno Gaspare De Lama, protagonista della vicenda e Giusi Lucini, Presidente dell’Ass. cult. La Porta Nascosta – arte&lettura
Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31
22100 Como
Tel:+39 328 7521463

La Marsiglione Arts Gallery è lieta di presentare Aliens -le forme alienanti del contemporaneo- una collettiva di 20 giovani artisti a cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione.

Oltre alle due serate d’inaugurazione, il 7 e il 10 febbraio dalle 18:30, cioè giovedì grasso e carnevale, ci sarà una sorpresa il 14 per San Valentino e un interessante incontro organizzato in collaborazione con l’associazione La porta nascosta con Gaspare De Lama per giovedì 21 dalle 18:30; il Sig. De Lama è stato testimone e protagonista di un vero contatto tra umani e alieni.
Il primo progetto artistico del 2013 della MAG, nasce dall’incontro delle energie e dei pensieri di chi l’ha curata, che con l’appoggio di tutti i soggetti coinvolti, ha prodotto un collettiva di artisti, noti e meno noti del panorama contemporaneo italiano.
Le energie, le idee e lo spirito collaborativo di tutti, hanno dato vita ad una visione ampia della proposta artistica italiana, 19 artisti che hanno in comune il fatto di essere diversi tra loro.
Il percorso installativo guida il pubblico partendo da un opera di Alessio Bolognesi, che con il suo Sfiggy viene in pace, ma ciò nonostante viene abbattuto perché diverso, si prosegue con un opera che è il fermo immagine dell’equilibrio precario di una figura femminile, opera inedita della serie SOSpesa di Vania Elettra Tam; il confine della new pop viene oltrepassato con un opera iperrealista di Daniela Montanari, che mette l’accento su un aspetto della sua personalità attraverso la precisione del primo piano.
Sempre nella sala principe della galleria, ci s’imbatte in un totem di opere piccole dell’artista italiano, nato in svizzera, Giancarlo Marcali che con scatole di specchi, lastre radiografiche e immagini addentra nell’interno dei corpi che muoiono e risorgono; in netto dialogo il Bastone magico di Nicola Felice Torcoli che crea, distrugge e ricompone opere attraverso la frammentazione delle tele.
Opera espressione della fragilità è quella di Irene Lucia Vanelli che da psichiatra analizza gli stati d’animo e li rappresenta in sagome tridimensionali, aprendo  con la sua la verticalità i lavori a seguire.
Un quadro dipinto su tavola del siciliano Momò Calascibetta
Immagine

L’amante è come il pesce; pessimo se non è fresco
cm.120x60-acrilico 2004

ritrae satiricamente l’abbraccio di due amanti a confronto con i due pesci sul tavolo; a seguire un opera della torinese, residente in Francia, Anna Frida Madia che presenta il ritratto di Calipso con un occhio piumato a rappresentare un occhio magico in grado di scrutare gli eventi futuri; per finire un disegno su vari strati di carta oleata della performer bulgara Emila Sirakova che affronta il corpo umano proiettando su di esso il proprio ego.

Proseguendo nelle sale si passa dall’unica fotografia esposta in mostra, dell’artista bresciano Gianluca Chiodi che presenta un opera ironica, grottesca e riflessiva sugli eccessi della chirurgia estetica e sul Fashion Victim.
Nell’ambiente successivo si ha subito l’incontro visivo con un opera installativa di Annalù Boeretto che unisce la scultura di un tronco di corteccia con le maschere psichiatriche dipinte a lato, dove ogni fruitore vede immagini diverse e strettamente riconducibili al proprio essere.
Al suo fianco le monocromie del piemontese Silvio Porzionato dipingono una donna bambina, con la sua innocenza e la sua spiccata innata sensualità.
Dall’altro lato, proprio a chiudere lo spazio dei bianchi e neri troviamo una rielaborazione pittorica su immagine fotografica originale del romano Cristiano De Matteis, simbolo dell’indifferenza che è l’essenza della disumanità.
A completare questo secondo ambiente abbiamo due opere gestuali, la prima, un interno della calabrese Tina Sgrò, forte, riflessiva e di gran carattere, affiancata da un ritratto di Fabio Usvardi che con le mani dipinge e descrive la fragilità della condizione umana.
Gli spazi della galleria continuano per arrivare al salone dedicato all’incontro; sopra il divano bianco vi è appeso un fantastico e divertente dipinto di Willow, artista milanese ed esponente di quella corrente che sta in mezzo tra la POP ed il design. Al suo fianco un dittico della palermitana Angela Viola, un contrasto cromatico, un dualismo nella forma che convoglia infine in un unica atmosfera sospesa, rarefatta, essenziale e vagamente inquietante.
Si continua il percorso con due mani che disgregano la materia, olio su lamiera ossidata della pittrice umbra Roberta Ubaldi, una compenetrazione cromatica e  materica tra pittura e supporto.
Si conclude con un opera assolutamente contemporanea per tecnica, messaggio e cromatismo della milanese Anna Caruso, che riesce a fondere il mondo reale e tangibile con quello intellettivo ed emozionale tipico del vivere quotidiano.
  Salvatore Marsiglione
ALIENS
by Sergio Curtacci
La pratica artistica contemporanea si situa in un contesto sociale caratterizzato da due fenomeni complementari e ugualmente significativi, da una parte il predominio delle immagini sul linguaggio e dall’altra il diffondersi dell’esperienza della solitudine e dell’indifferenza, dimensioni esistenziali che non riconducono più necessariamente all’altro di sé.
Entrambi i fenomeni hanno origine nella facilità di accesso alla comunicazione visiva di massa e nel voler esaltare e rivendicare la libertà individuale, diffusa e supportata dagli apparati pubblicitari. Se nell’età moderna il rapporto tra l’individuo e la massa viveva nell’alternanza di due movimenti antitetici, la perdita del
soggetto nella folla o al contrario, il potere assoluto rivendicato dalla coscienza individuale, nelle forme di solitudine della modernità, l’antitesi vitale della contemporaneità si è oggi ridotta a forme banali di pseudo socialità e ad una sterile contrattualità con il mondo.
Le identità sono sempre più provvisorie e legate alle funzioni transitorie degli utenti dei vari sistemi: stradale, commerciale, bancario, ecc…
Siamo soli ma al tempo stesso accomunati agli altri da relazioni di tipo contrattuale o da norme prescrittive.
L’esercizio di queste pratiche solipolistiche ha trasformato la coesistenza sociale in un arcipelago di individualità contigue ma distinte, sostanzialmente indifferenti le une alle altre.
Come alieni ci muoviamo sulla terra, osservando tutto con distacco, leggiamo libri e giornali in metropolitana senza accorgerci (o meglio dire non volendo accorgercene) del violento scippo che si sta consumando accanto a noi. Ma la vera tragedia risiede nel fatto che non riusciamo a capire neppure ciò che stiamo leggendo. Invitiamo amici a pranzo o a cena, dispensiamo loro sorrisi ed attenzioni, poi li incrociamo il giorno dopo per strada e ci volgiamo dall’altra parte per non doverli salutare, o peggio fermarci a scambiare poche parole che, spesso e volentieri, riteniamo possano tradursi in inutili convenevoli.
Dopo l’11 settembre 2001 se vogliamo, tutto ciò si è acuito, all’indifferenza ed al fastidio si è aggiunta la paura, il terrore del diverso, guardiamo gli altri come potenziali nemici, ci muoviamo con circospezione… Meglio rimanere a casa e nascondersi dietro al monitor di un computer e navigare in internet per ore, magari con identità fittizie, proponendoci agli altri come eroi moderni senza macchia e senza paura, per tornare il giorno dopo i soliti alieni, visitatori timorosi del pianeta terra.

Momò Calascibetta, pintor mediterráneo “casualmente siciliano”

17 Dicembre 2012


Con una pequeña selección de sus obras me permito presentar a los latinoamericanos y a los hispanohablantes del mundo un pintor italiano actual, uno de los mejores pintores italianos de hoy. Momò Calascibetta es un pintor con pensamiento propio, que actúa contracorriente con respecto a las modas globalizadas y que busca seriamente nuevos caminos en el lenguaje de la Pintura.

El grande crítico de arte Mario de Micheli lo definió “dibujante satírico de raza” .
Y esto es totalmente cierto. Es un pintor que dibuja en primer lugar, y el color lo utiliza estrictamente en función del sentido potente y monumental de sus composiciones. Caricaturista penetrante de nuestra hermosa, corrupta y decadente Italia, con una sátira contundente y grotesca de sus políticos, magistrados, cardenales, rufianes y cortesanos, banqueros y ladrones de la primera, segunda y tercera república.

Momò Calascibetta – I magistrati – cm.70 x 50 – acrilico 1979

Momò Calascibetta escribe: “La Sicilia es siempre la de Antonello da Messina.
El Museo de la Fundación Mandralisca de Cefalù por cierto no es el MoMA de Nueva York y los artistas, como entonces, son marineros vagando de un puerto a otro. Son como las aves migratorias y junto con sus obras se pierden y se encuentran durante el viaje que dura toda la vida…

El enigma de la sonrisa del “marinero desconocido” de Antonello me llevó, durante mi camino creativo, en un laberinto de sonrisas: eran las sonrisas sádicas de los verdugos, de los lujuriosos y codiciosos, las sonrisas de los gozadores y traicioneros.
Las sonrisas de la amargura y de la alegría, que se plasmaban en la multitud de mis personajes y venían a poblar mi obra……

Momò Calascibetta, Acque gialle a Cefala Diana, acrilico cm 124 x 162 {1981}

En los últimos años, mis sonrisas se han vuelto muy amargas, porque pertenecen a los niños indefensos en los desastres de las guerras, en los vertederos de las metrópolis, en los callejones de la Vucciria en Palermo y en el trabajo no pongo censuras a la sonrisas negadas de las niñas-madres fruto de las violencias del mundo.

“De risus natura” es la necesidad de contar el drama de este momento que todos estamos viviendo impotentes frente a la esterilidad de un mundo gobernado por los tiburones que destruyen, violan, explotan y nos obligan a vivir “de las alcantarillas hasta el cielo estrellado” ……

Momò Calascibetta, La scala a chiocciola – 50×35 – acrilico 1981

Aquí, en mi isla, en Sicilia, la sonrisa del desconocido de hoy en día se descompone y se convierte en “annacamento” (˚), pereza, limbo, capricho, ferocidad, gordura grasienta que acarrea aguas residuales.

Por lo tanto, si el sol en la isla durante los siglos se ha hecho aún más fuerte, produciendo sombras asesinas, queda, a los fuertes marineros, detenerse en la luz cegadora y esperar vigilando”.

Momò Calascibetta, Comiso Park, acrilico, cm 200 x 300 {1984}

“Annacamento” (˚): La palabra “annacare” es típicamente siciliana y no se puede traducir fielmente en otro idioma. La etimología hay que buscarla en la base del griego “nake”, cuna hecha de lana de oveja. La “naca” era colocada sobre la cama nupcial, colgada al techo como una hamaca en donde se acomodaba al recién nacido. Solicitada por los padres, con un ligero toque, se iba sacudiendo la “naca”. He aquí la magia de “annacare”,”annacamento”: un movimiento ondulado que no implicaba ir a ningún lado.

Momò Calascibetta, Comiso park, Il Bomber parte per Comiso Park, disegno cm 50 x 35 {1984}

Momò Calascibetta | Il Carnevale Dissennato (The senseless carnival)
http://www.youtube.com/watch?v=0Dudq2z9×9I&feature=player_embedded

Momò Calascibetta, Giochi e spassi degli eroi di Comiso Park, disegno cm 150 x 200 {1984}

Momò Calascibetta Facebook
http://www.facebook.com/momo.calascibetta?ref=ts&fref=ts

Momò Calascibetta, Piazza della Vergogna, acrilico e matita cm 200 x 450 {1986 – 1987}

http://www.artmomo.com/

http://www.artmomo.com/blog/

Momò Calascibetta, Labirinto verticale, acrilico cm 200 x 150 {1993}

Momò Calascibetta, Labirinto mitologico, Omaggio a Picasso, disegno cm 120 x 150 {1994}

Momò Calascibetta, de l’amour, Kalura, acrilico cm 70 x 50 {2001}

Momò Calascibetta, Terromnia, Il gelato di Tariq, disegno cm 150 x 120 {2002}

Momò Calascibetta, Terromnia, La fame, disegno cm 186 x 93 {2002} – particolare -

Momò Calascibetta, Terromnia, Minuetto di una domatrice di coccodrilli nel salone di Villa Palagonia, salone degli specchi, disegno cm 200 x 180 {2002}

Momò Calascibetta, Lady Leda, disegno cm 180 x 140 {2002}

Momò Calascibetta, Harem Momò n°2, acrilico cm 50 x 100 {2004}

Momò Calascibetta, La domatrice di coccodrilli, terracotta ocra refrattaria, H cm 34 {2004}

Momò Calascibetta, La stanza di Momò, disegno cm 33 x 66 {2004}

Momò Calascibetta, I bambini sulle strade del mondo , le madri bambine, Piccola maternità n°1, acrilico cm 66 x 33 {2005}

Momò Calascibetta, Tiro mancino, acrilico cm 50 x 70 {2005}

Momò Calascibetta, I bambini sulle strade del mondo, nei vicoli di Palermo, disegno cm 60 x 80 {2006}

Momò Calascibetta, omaggio a Mozart – Mozart mon amour – acrilico cm. 50 x 40 – 2006

Momò Calascibetta, Un goccio tra la spazzatura – acrilico 50 x 40 -2006

Momò Calascibetta, Bambina nella città, disegno a matita, cm.68×93, 2008

 

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012

6 Giugno 2012

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012
JUNE 14TH TO JULY 30TH

SANTANA - FUNCHAL - ESTREITO CAMARA DE LOBOS -
PONTA DO PARGO

MADEIRA ISLANDS
PORTUGAL

Immagine

A Bienal Internacional de Arte da Madeira (Madeira Internacional Art Bienal - MIAB - Portugal) já fechada finalmente a lista de participantes da edição deste ano. Ao todo, serão 33 os artistas nacionais e internacionais que irão expor os trabalhos em vários espaços da Madeira, explicou Manuel Barata, presidente da MIAB - Portugal.

12 artistas de Portugal, 16 de Espanha, 4 de Itália e 1 da  Polónia (confira a listra integral com os nomes dos artistas no destaque) vão apresentar obras de pintura, escultura, fotografia, tapeçaria e instalação artística, em cinco locais distintos da Região.
Neste leque diversificado, há um naipe de convidados especiais: Adelaide Barbosa e Ricardo Passos, de Portugal; Pilar Palomares e Salva Lorén, de Espanha; e Momò Calascibetta e Adriano Maraldi, de Itália. Nas fotos, pode ver obras que integram a mostra, da autoria dos seis convidados especiais.
A MIAB - Portugal abrirá oficialmente no dia 14 de Junho, na Casa da Cultura de Santana, adiantou Manuel Barata. Depois, abre no Museu de Electricidade - Casa da Luz, no dia 15 de Junho. Três dias depois, ou seja, dia 19, abre no Estreito de Câmara de Lobos, e finalmente, no dia 27, no Centro Cívico da Pt. do Pargo.
Na prática, as obras dos 33 artistas serão distribuídas pelos espaços expositivos, contribuindo igualmente para uma descentralização cultural. De resto, as exposições MIAB - Portugal vão estar patentes até ao dia 30 de Julho, à excepção da que será exibida no Centro Cívico da Ponta do Pargo, que deverá estar em exibição até ao final de Agosto.
Participantes
Portugal-Adelaide Barbosa, Carlos Godinho, Carlos Mota, Fernando D’F. Pereira, Guareta Coromoto, Alberto dos Santos, Luz Henriques, Paulo Damião, Ric Nagualero, Ricardo Passos, Rosa Pereira,
Rúben Freitas
Espanha- Albert Sesma, Consuelo Font, Daniel Ramos, Encarnacíon DomingoMartínez,  Enrifortiz, Enriqueta Hueso,  Guillermo Fernández-Díez, Inés Ramseyer Dayer, Juan Antonio Gaspar, Mariano Luque, Marta Martínez, Paco Sancho, Pilar Palomares, Salva Lorén, Suso Camuñas
Yvo Lázaro

Itália- Adriano Maraldi, Michele Principato Trosso,  Momò Calascibetta, Teresa Coratella

Polónia-Mariola Landowska
Centros de exposición. MIAB 2012
La 4ª edición de la Bienal Internacional de Arte de Madeira se realizará en los siguientes centros distribuidos por la isla.
                                         Museo de Electricidad (Museo da Luz). FUNCHAL
                                                         Casa da cultura de SANTANA
                                     Centro Cívico do ESTREITO DE CÁMARA DO LOBOS

                                          Centro Cívico PONTA DO PARGO

http://www.galeriaomaso.com
http://miab-portugal.blogspot.it
Manuel Barata

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 ***Kalura di Momò Calascibetta***

women in film

30 Maggio 2012

Women In Film

80 years of female portraits in cinema - Mary Pickford, Lillian Gish, Gloria Swanson, Marlene Dietrich, Norma Shearer, Ruth Chatterton, Jean Harlow, Katharine Hepburn, Carole Lombard, Bette Davis, Greta Garbo, Barbara Stanwyck, Vivien Leigh, Greer Garson, Hedy Lamarr, Rita Hayworth, Gene Tierney, Olivia de Havilland, Ingrid Bergman, Joan Crawford, Ginger Rogers, Loretta Young, Deborah Kerr, Judy Garland, Anne Baxter, Lauren Bacall, Susan Hayward, Ava Gardner, Marilyn Monroe, Grace Kelly, Lana Turner, Elizabeth Taylor, Kim Novak, Audrey Hepburn, Dorothy Dandridge, Shirley MacLaine, Natalie Wood, Rita Moreno, Janet Leigh, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Ann Margret, Julie Andrews, Raquel Welch, Tuesday Weld, Jane Fonda, Julie Christie, Faye Dunaway, Catherine Deneuve, Jacqueline Bisset, Candice Bergen, Isabella Rossellini, Diane Keaton, Goldie Hawn, Meryl Streep, Susan Sarandon, Jessica Lange, Michelle Pfeiffer, Sigourney Weaver, Kathleen Turner, Holly Hunter, Jodie Foster, Angela Bassett, Demi Moore, Sharon Stone, Meg Ryan, Julia Roberts, Salma Hayek, Sandra Bullock, Julianne Moore, Diane Lane, Nicole Kidman, Catherine Zeta-Jones, Angelina Jolie, Charlize Theron, Reese Witherspoon, Halle Berry

Guglielmo Lentini Spot

2 Maggio 2012

Il Carnevale Dissennato (The senseless carnival)

15 Aprile 2012

Mostra conclusiva rassegna “Sottopasso. Arte in volo”

19 Giugno 2011

Mostra conclusiva rassegna “Sottopasso. Arte in volo”
Inaugurazione Venerdì 1° luglio ore 19.00

Mostra conclusiva rassegna “Sottopasso. Arte in volo”
Inaugurazione Venerdì 1° luglio ore 19.00

Sala Fondazione Antonio Rosmini
Via Canuto, 12 – Domodossola VB
Da sabato 2 luglio a domenica 17 luglio
Orari:
da martedì a venerdì ore 15.00 - 19.00
sabato e domenica ore 10.00 - 12.00 / 15.00 - 19.00
lunedì chiuso

dedicato a Geo Chavez

Sottopasso
Arte in volo

Il viaggio del progetto “Sottopasso. Arte in volo”, ideato da Massimo Fiumanò e la collaborazione di Olga Gambari, è arrivato a destinazione.
Una mostra conclusiva raccoglie tutti i lavori dei 24 artisti che dal maggio 2009 al settembre 2010 sono sfilati nella carrozza degli inizi del ‘900 pargheggiata sul binario 1 all’interno della Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola.Il lungo percorso espositivo è stato un modo di festeggiare l’impresa eroica del volo di Geo Chavez, un omaggio che l’associazione Ingremiomatris ha scelto per raccontare come ogni esperienza artistica sia un volo libero.
In fondo Geo Chavez, che il 23 settembre del 1910 trasvolò per primo le Alpi partendo da Briga in Svizzera e atterrando in un prato vicino a Domodossola, ferito a morte, era semplicemente un artista, per cui il volo rappresentava l’estrema essenza del fare artistico, dall’ideazione alla
processualità realizzativa. Era un appassionato e testardo visionario che credeva nei sogni, e il volo era diventato la sua vita, un’esperienza artistica necessaria, totalitaria, estrema. Questo prova chi è veramente artista, di penna, suono, pennello, pelle.
Ogni artista vuole volare, cerca il volo e quando vola, nell’opera, non vede oltre e non cerca altro.
La figura di Geo Chavez, quindi, è un’eco, una texture che tiene insieme e su cui si sviluppa, come un orizzonte, la struttura del progetto. Chavez sarà una sorta di compagno di volo.

La carrozza, ferma sul suo binario è stata per un anno e mezzo una galleria a statuto speciale, un esemplare unico visto da milioni di persone, quante sono quelle che passano per questa stazione ferroviaria che unisce Italia e Svizzera. Una scatola magica con una vetrina composta da sei
grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede. Tutte le opere dialogano ora insieme nella mostra finale: video, pittura, fotografia, scultura, musica.

Espongono:
Leandro Agostini, Marco Bianchetti, Elena Biringhelli, Maria Bruni, Momò Calascibetta, Margherita Cassani, Bonifacio Castello, Luca Chessa, Giuliano Crivelli, Riccardo Faggiana, Elisa Gallenca, Alessandro Gioiello, Bresciani Giacomo (Mirror), Giulia Krahn, Moreno Nicoloso, Maurizio Paderno, Carlo Pessina, Francesca Renolfi, Ripepi Gianluca, Massimo Stringara, Claudio Taddei, Enrico Tealdi, Danilo Ursini, Claudio Zoccola.

Catalogo - edizioni Umberto Allemandi

Intanto anche il progetto de “Il paese dei nidi” (ideato da Patrizia Rossello, progetto sonoro a cura di
Andrea Pozzoli. www.ilpaesedeinidi.it) fa tappa a Domodossola, un arrivo fatto di voci, cinguettii e
parole nell’aria, che si concretizza in un’installazione sonora, creando una sorta di gemellaggio
con altre ipotesi di volo.
Un volo allargato e comune, che trova altri compagni e nuove libertà.

***JAN KONUPEK***chiuso per un anno

21 Maggio 2011

 

L’École des Italiens – Museo Immaginario

 

 

Chiuso per un anno

 centauro-incisione-1920.jpg

Chiuso per un anno. Ma potremmo anche vietare l’ingresso per sempre. Neghiamo l’accesso, ma all’interno l’attività sarà febbrile. Dentro, le cose succederanno inesorabilmente: i quadri ci saranno, gli artisti saranno presenti con le loro opere, le luci saranno sempre accese. Gli eventi saranno garantiti da un programma impeccabile. Dentro le opere, fuori i visitatori.

Per un anno la soglia non potrà più essere varcata, né in entrata né in uscita. Perché, nei tempi in cui viviamo, si entra e si esce dalle gallerie d’arte con troppa disinvoltura, peggio che nel Grand Hotel frequentato da Greta Garbo e John Barrymore. Andare avanti e indietro come formiche impazzite è diventata l’unica attività praticata. Forse perché oltre la porta, dentro e fuori, c’è poco da scoprire, niente che giustifichi la sosta. Solo un viavai ossessivo che conferma l’assenza, sempre meno giustificata, di un pensiero o di un’idea di nuovo eroici.

È per amore che abbiamo deciso di negare l’arte ai curiosi, ai mondani di professione, ai presenzialisti del nulla. Per un anno, dunque, vi inviteremo a delle vere mostre, che potrete solo “spiare” attraverso piccole aperture praticate sui vetri delle finestre oscurate da giornali. Perché all’interno ci saranno dei lavori in corso. Frenetici.

Vogliamo riaffermare l’idea che la galleria è un luogo dove si entra per partecipare a un mistero. Un luogo che merita rispetto. Che pretende decoro, severità di comportamenti e sobrietà di abiti.

Per un anno sarà chiusa soltanto la porta d’ingresso. Dopo, però, potremmo essere anche più drastici, decidendo di murarla definitivamente. E se mai ci venisse voglia di ospitare qualcuno lo faremmo anche noi come il divino e malinconico Pontormo: calando una scala di legno dalla finestra. A nostro insindacabile piacimento.

 

 

Prima mostra della serie  «Chiuso per un anno»

 

Jan Konupek

 

Giugno – Luglio 2011

 

L’École des Italiens – Museo Immaginario

Domodossola, via Mellerio

Info 339 3294909

 

 

Jan Konupek  (1883 – 1950)

 

Pittore, illustratore ed incisore, Jan Konupek, nasce nel 1883 a Mladá Boleslav (Boemia Orientale),  dopo pochi anni si trasferisce a Praga con la famiglia.

Alcuni tra i maggiori architetti del tempo furono suoi docenti alla Scuola Superiore di Tecniche Figurative.

Nel 1910 con altri artisti (Kobliha, Váchal..) fonda il gruppo Sursum.

Nel 1912 inizia a creare il primo di vari cicli grafici, dedicati a figure come Amleto, Cristo, Don Giovanni, Ercole.

Per molti anni insegna alla Scuola Statale di Grafica e collabora con diverse riviste.

Muore a Nové Mêsto (Boemia Orientale) nel 1950.

 

Scrisse Konupek nell’autobiografico Hodina Hermova, “ciò che io faccio non è che una registrazione e una riproduzione di impressioni ed accadimenti dell’incessante pellegrinaggio nella grande spirale della vita”. Una trascrizione quasi automatica di fatti regolati altrove, dei quali sarebbe vano cercare le motivazioni. “Sono determinista, - continua Konupek – non solo credo, ma sono convinto che una mano estranea mi conduca e mi spinga in avanti. Non mi ribello. Sarebbe inutile resistere”.

Konupek si nutre di enigmi. Furori mistici e frenesie visionarie si inseguono in lui secondo sorde e misteriose euritmie; le sue opere, come scrisse Frantisek Kobliha nel saggio che gli dedicò nel 1943, sono “cristallizzazioni di sogni”. E infatti, come cristalli, le sue visioni sono nitide e chiare, spesso la resa grafica è di un netto realismo che a volte diviene quasi vignetta. E questo disegno saldo, ben fatto, è la cifra degli artisti filosofi, come aveva già notato Baudelaire.

L’arte di Konupek, così come i soggetti delle sue opere, è fuori del tempo, è simbolismo senza età; e nella sua corsa in quello che Georg Trakl chiamò “raggiante precipizio del sole” egli fu, e non poteva essere altrimenti, cosmicamente solo.

 

 

 

 

***BIENNALE DI VENEZIA 2011 - 2000 artisti italiani in fila per tre col resto di uno***

15 Maggio 2011