MAI DIRE MAO anche a letto

20 Agosto 2007

SERVIRE IL POPOLO
...anche a letto

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L’IRONIA, SIA INTESA COME CAPOVOLGIMENTO DI QUANTO SI VUOLE DIRE, SIA COME esagerazione al limite del paradosso, è l’arma migliore in letteratura per smontare una tesi o per distruggere un’idea ritenuta falsa o assurda, o comunque sbagliata. Si veda Voltaire o Swift, per ricordare due esempi. E l’ironia è la chiave di lettura di questo gustoso e divertente romanzo breve dello scrittore cinese Yan Lianke, “Servire il popolo”.
   Il titolo è chiaramente una citazione di uno dei famosi slogan del Presidente Mao e verrà ripetuto di continuo nel corso del romanzo, perché è intorno a questo ordine che si svolge la trama della commedia. Che sarebbe poi una trama banale da commedia amorosa, con un marito importante e cornuto, una moglie giovane e vogliosa e un attendente fin troppo servizievole. Se non ci fosse l’ambientazione- la Cina della Repubblica Popolare- che fa sì che il balletto degli amanti volteggi troppo pericolosamente sul bordo del palcoscenico.
   Il soldato Wu Dawang ha il compito esclusivo di preparare i pranzi in casa del Comandante di divisione e si è guadagnato il posto perché ha saputo recitare a memoria le 286 citazioni dalle opere del Presidente e i suoi tre discorsi, uno dei quali è “Servire il popolo”, per l’appunto: Ricordare sempre che servire in casa dei superiori vuol dire servire il popolo. Parole splendide per tenere ognuno al proprio posto e una tavoletta in legno con questa scritta in rosso è in bella vista nel soggiorno della casa del Comandante, a memento silente. Che fare quando il Comandante si assenta e la moglie richiede da Wu Dawang dei servizi diversi? C’è qualche altra frase di Mao che possa venire in aiuto? Wu Dawang vorrebbe essere fedele alla moglie, pensa al figlio neonato, ma è giovane, la moglie del Comandante è molto bella e invitante, un altro suo superiore gli fa capire che il popolo va servito ad ogni costo. Anche entrando nel letto del Comandante.
   Inizia così una storia di amore e di sesso rovente, goduta appieno proprio perché proibita, perché è chiaro che la moglie non è soddisfatta del marito anziano (circolano voci sulle cause dei suoi precedenti divorzi), perché il tempo a disposizione è breve. E, come tutte le storie d’amore, segue una parabola ascendente, raggiunge il culmine, discende alterandosi, perché subentra la stanchezza. Grandiosa la scena in cui nessuno dei due vuole essere da meno dell’altro e, in una prova d’amore, vengono infranti e calpestati quadri con citazioni e sacre immagini di Mao: non è solo un atto blasfemo ma anche pericoloso.   
E mai ci viene permesso di dimenticare che questa non è una storia d’amore come le altre, qui si tratta di servire il popolo- quando crolla la resistenza interiore di Wu Dawang è come se crollasse la Grande Muraglia, frasi di Mao vengono pronunciate in un contesto che le rende ridicole (“Il popolo, e solo il popolo, è la forza motrice che crea la storia del mondo…Forza cuciniamo, vediamo chi è più bravo”), i protagonisti sembrano muoversi animati da un burattinaio. Quanto poi il burattinaio abbia effettivamente tirato i fili, lo scopriremo alla fine.

Yan Lianke, Servire il popolo, Ed. Einaudi

DE RISUS NATURA

29 Luglio 2007
Assonanze e distanze intorno al tema il "sorriso e l’ironia" di Momò Calascibetta.
Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina

La Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalù propone ai suoi frequentatori un percorso artistico e culturale da vivere insieme. Quest’anno, per i suoi contenuti e le sue evocazioni, il percorso ha per titolo: “Il sorriso e l’ironia”.
E’ proprio all’interno di questo contesto, così saldamente legato al sorriso del “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, e all’ ironia con cui esso accoglie chi varca la soglia del Palazzo Mandralisca, che viene a inserirsi, con assonanze e distanze, la mostra “De risus natura”, dell’artista Momò Calascibetta.
In quello stesso spazio fisico che accoglie antiche collezioni e ritratti d’antenati che ci osservano dall’alto, privi di sorrisi.

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Jolly, ritratto ben noto all’autore-cm.40×30-acrilico 2006

DE RISUS NATURA
TRENT’ANNI DI DOLCI SORRISI, SOSTANDO NELLA LUCE ACCECANTE.
..

“Il Mandralisca non è il MoMA di New York” così  esordisce Momò Calascibetta parlando di se stesso e della  mostra, ma è proprio da questa piccola ma importante realtà museale e dal Ritratto d’uomo di Antonello che parte la sua esperienza e la sua formazione visiva e culturale che lo ha portato dal 1975 ad oggi a cambiare spesso pelle e anche punti di vista ma mai l’identità e l’uso, nella sua affermazione e nella sua negazione, del sorriso e dell’ironia. La modernità e l’universalità dell’arte di Antonello da qualsiasi luogo si irradi, se periferia o centro del mondo, mantiene intatto il potere espressivo ed estraniante delle figure ritratte nei limiti della loro uma-
nità , indagate e spesso derise in questo affascinante e universale gioco psicologico tra il ritratto e colui che lo ritrae.  L’opera dell’artista satirico e grottesco Momò  con il suo approccio alla realtà attraverso lo sguardo impietoso dell’ironia, strumento di denuncia sociale ma nello stesso tempo distacco e potenzialità estrema di lettura e giudizio dei limiti dell’uomo,  è prova  del perpetuarsi e del rinnovarsi del messaggio di Antonello da Messina  nell’espressione artistica contemporanea.
I toni satirici sottolineati da colori  in contrasto, vivaci e  carichi di vita, dalle figure studiate e definite da miriadi di segni, stordiscono e stupiscono  suggerendo diversi piani di lettura, aprendo a particolari infiniti. Ogni opera  crea un mondo parallelo in cui la figura umana è rappresentata sempre con i toni satirici dell’eccesso espressi dalla mole delle figure, dalla caratterizzazione dei volti e  dagli sfondi delineati  da un volutamente eccessivo virtuosismo del segno.
L’evento espositivo, comprendente ventisei opere pittoriche  e due sculture realizzate dal 1975 al 2007, allestito nella sala mostre all’interno del percorso museale permanente della Fondazione Mandralisca, affronta il tema del sorriso nei suoi molteplici aspetti: il sorriso dei potenti, dei carnefici, dei gaudenti, della gioia ma anche il sorriso negato dei bambini indifesi nei disastri della guerra e nelle discariche del mondo "raccontato dalle fogne fino al cielo stellato” creando un dialogo ideale e reale con il capolavoro Antonelliano

 Stefania Randazzo

..." l’enigma di quel sorriso mi condusse, durante il mio percorso creativo, in un labirinto di sorrisi: erano i sorrisi sadici dei carnefici, dei lussuriosi e degli ingordi, i sorrisi dei gaudenti e degli infidi,i sorrisi dell’amarezza e della gioia, che si incarnavano nella folla dei miei personaggi e venivano a popolare la mia opera"…
… "Qui, nell’isola mia, in Sicilia, il sorriso dell’ignoto di oggi si scompone e diviene “annacamento”, ignavia, limbo, capriccio, ferocia, grasso untuoso che veicola liquami. Allora, se il sole dell’isola nei secoli si è fatto ancora più forte, producendo ombre assassine, resta, ai forti marinai, sostare nella luce accecante e attendere vigili".

Momò Calascibetta

TRENT’ANNI DI DOLCI SORRISI, SOSTANDO NELLA LUCE ACCECANTE…

La Sicilia è sempre quella di Antonello da Messina.
Il Museo della Fondazione Mandralisca di Cefalù non è certo il MoMA di New York e gli artisti, come allora, sono marinai erranti da un porto all’altro. Sono come uccelli migratori, e insieme alle loro opere si perdono e si ritrovano durante il viaggioche dura tutta la vita.
Dopo la morte, il motu continua. Le opere, diventano simulacri, si aggirano, ricompaiono poi all’improvviso sui bancali dei negozi, delle botteghe, delle spezierie, finché un giorno qualcuno non le riconosce, le chiama per nomee le prende con sé. Per un momento la stasi è salutare e l’opera così è finalmente protetta.
Ladro, di notte, rubavo nelle tasche dei pantaloni di mio padre, i soldi per comprare i colori e i fascicoli di storia dell’arte che allora uscivano in edicola settimanalmente.
Di giorno, munito di biglietto ferroviario, raggiungevo i luoghi per me possibili, dove le opere erano esposte. "L’ignoto marinaio" di Antonello mi attirava irresistibilmente, almeno due volte al mese; i miei amici credevano che a Cefalù andassi a trovare una ragazza francese che mi dava tormento. Si trattava invece di un uomo chiuso in una stanza, che mi sorrideva volendosene restare a me ignoto. L’enigma di quel sorriso mi condusse, durante il mio percorso creativo, in un labirinto di sorrisi: erano i sorrisi sadici dei carnefici, dei lussuriosi e degli ingordi, i sorrisi dei gaudenti e degli infidi.
I sorrisi dell’amarezza e della gioia, che si incarnavano nella folla dei miei personaggi e venivano a popolare la mia opera. Una di queste "Piazza della Vergogna a Palermo" fu esposta nel 1989, nella galleria Philippe Daverio a Milano. E’ lì che Vincenzo Consolo arriva ed e lì che per la prima volta lo incontro. "Nulla è sciolto da cause o legami " come egli stesso dice!
Il Museo Mandralisca mi propone oggi di realizzare una mostra, accanto al "ritratto dell’Ignoto marinaio". L’invito mette insieme i miei ricordi e il moto tumultuoso dell’anima dell’antico ragazzo, mi fa tornare indietro nella mia memoria ed accogliere la richiesta senza esitare: De risus natura è il titolo scelto e condiviso.
In questi trent’anni anni di attività ho attraversato l’Italia partendo dalla Sicilia e in De risus natura ho raccolto ventotto opere che sono una sintesi del lavoro svolto tra Palermo e Milano, dove il sorriso nelle sue infinite variazioni conduce, come il filo di Arianna, a tutte le opere in mostra. In questi ultimi anni i miei sorrisi sono diventati molto amari perché appartengono ai bambini indifesi nei disastri delle guerre, nelle discariche delle metropoli, nei vicoli della Vucciria a Palermo e non opero censura al sorriso negato delle madri bambine frutto delle violenze del mondo. De risus natura è la necessità di raccontare il dramma di questo momento che tutti stiamo vivendo impotenti di fronte alla sterilità di un mondo, governato da squali che distruggono, violentano, sfruttano e ci costringono a vivere "dalle fogne sino al cielo stellato".
Il Museo Mandralisca non è il MoMAè: (…)"quel ritratto d’uomo, il suo sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce del futuro, di uno che si difende dal dolore della conoscenza. Quest’uomo a mezzo busto dipinto su un portello di uno stipo, in quella giusta età in cui la ragione, uscita salva dal naufragio della giovinezza si è fatta lama d’acciai, che diverrà sempre più lucida e tagliente nell’uso.(…)Tutta l’espressione di quel volto è di ragione e d’ironia: equilibrio difficile e precario. Anelito e chimera in quell’isola mia, in Sicilia dov’è stata da sempre una caduta dopo l’altra, dove il sorriso dell’Ignoto si scompone
e diviene sarcasmo, pianto, urlo"… (Vincenzo Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio.)

Qui, nell’isola mia, in Sicilia, il sorriso dell’ignoto di oggi si scompone e diviene “annacamento”, ignavia, limbo, capriccio, ferocia, grasso untuoso che veicola liquami. Allora, se il sole dell’isola nei secoli si è fatto ancora più forte, producendo ombre assassine, resta, ai forti marinai, sostare nella luce accecante e attendere vigili.

Momò Calascibetta

Il sorriso e l’ironia
DE RISUS NATURA

Momò Calascibetta
Opere 1975 - 2007

 
Dal 11 agosto al 30 settembre 2007
Palazzo Mandralisca, Cefalù

a cura di
Stefania Randazzo

Testi di
Nuccia Cesare
Momò Calascibetta
Stefania Randazzo

Fotografie
Tommaso Pellegrini

Video

Tommaso Lusena de Sarmiento

Progetto Grafico
Santo Eduardo Di Miceli

Stampa Tipografica e digitale
Officine tipografiche Aiello e Provenzano Fotograf

Catalogo
Fondazione Museo Mandralisca

Messi a nudo

3 Luglio 2007
La Galleria La Piana Arte Contemporanea (via La Lumia 79, Palermo) propone, dal 4 al 28 Luglio (10.30-13.00/16.30-20.00 - chiusura mercoledì mattina - ingresso libero) una mostra unica nel suo genere: “Messi a Nudo”.
La mostra riunisce sotto il comune denominatore tematico del nudo opere di maestri del 900 e di alcuni dei più significativi artisti contemporanei del panorama creativo siciliano, artisti che hanno reso possibile la continuità della tradizione figurativa Italiana dal dopoguerra ad oggi, attraverso l’unicità del loro segno e il coraggio delle loro idee.

Nudo… inesauribile fonte di ispirazione dell’uomo, del poeta, del pittore, dello scultore; fulcro della dicotomia tra il bene e il male, innocenza e  malizia, tabù e desiderio; capace di suscitare sublimi sentimenti o inenarrabili passioni, simbolo di purezza o strumento di corruzione.

In esposizione opere uniche e grafiche di:

Ugo Attardi, Franco Angeli, Hans Bellmer, Totò Bonanno, Enrico Baj, Bruno Caruso, Momò Calascibetta, Gai Candido, Niccolò D’Alessandro,  Franco Gentilini,  Piero Guccione,  Renato Guttuso, Laura Giometti, Emilio Greco, Mino Maccari, Giacomo Manzù, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Gabriele Mucchi, Vincenzo Nucci, Aldo Pecoraino, Mimmo Rotella, Tino Signorini,  Gregorio Sciltian,   MarioTozzi,   Renzo Vespignani,   Tono Zancanaro.

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Momò Calascibetta-Haremomò-cm.50×100 disegno-2005

Tiro mancino

23 Giugno 2007

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IO VINCO IL MIO NEMICO QUANDO ME LO FACCIO AMICO

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Tiro mancino - acrilico cm.50 x 70 - 2006

LADY LEDA

23 Giugno 2007
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DE L’AMOUR
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Galleria Antonia jannone
milano
1991

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L’umanità non è tutta levigata come la bellezza di Gregory Peck o della
Venere di Milo ma, per l’appunto, anche infame e sgradevole, anche se i nostri occhi e il nostro palato fingono di non vedere tra quali potentissimi mostri riusciamo a convivere.

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Lady Leda - cm.140 x 180 - disegno 2002

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19 Giugno 2007

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Momò Calascibetta - "de l’ amour"- cm. 40 x 50 - acrilico - 1991
Anche se i chili se ne vanno il silicone resta per sempre


13×17 il cuore di un artista

12 Giugno 2007

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CUORE D’ ARTISTA


13×17 padiglioneitalia a Murano

1 Giugno 2007

 

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PROGETTO PER LA BIENNALE 2007

13 x 17 www.padiglioneitalia nacque due anni fa come reazione della presenza italiana nella Biennale.Fu inizialmente un gesto situazionista inventato da Elena Agudio,Cristina Alaimo e Momò Calascibetta che chiamava al risveglio le coscienze creative con la richiesta di presentare un ex voto scaramantico di 13 x17cm.


Le 800 prime opere raccolte,  furono esposte il 9 giugno 2005 nella Chiesetta di San Gallo. Successivamente, con l’organizzazione di Roberta Gaito, si aggiunsero vari volontari pronti a curare la Biennale malata, altri artisti, altre proposte espositive. Il coordinamento "politico" è stato sempre di Philippe Daverio.
A due anni di distanza, in una situazione che si è ulteriormente esasperata rispetto a quella precedente, 13 x 17 www padiglioneitalia torna nella laguna il 9 giugno2007, a Murano.
Nel frattempo hanno aderitooltre 1500 artisti, e Rizzoli sta preparando il catalogo del migliaio tra di loro che ha acconsentito alla pubblicazione.

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Presentazione del progetto biennale 2005-2007
13 x 17 www.padiglioneitalia


Una mostra itinerante che raccoglie oltre 1500 opere d’arte di dimensioni 13×17cm a tema e tecnica liberi. Un’operazione nata nel giugno 2005 e sostenuta da Philippe Daverio.
La mostra presenta uno spaccato delle arti in Italia e ne dimostra la loro vitalità: pittura, disegno, fotografia, collage, vetro, ceramica, terracotta, design.

Alcune opere sono state realizzate da artisti di spicco del panorama artistico nazionale e internazionale come Sandro Chia, Gilberto Zorio, Luca Caccioni, Pirro Cunimberti, Oliviero Toscani, Alessandro Mendini, Michele De Lucchi, Massimo Vignelli, Ettore sottsass, Cesare Berlingeri, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Momò Calascibetta, Laura Panno,  Clemen Parrocchetti, Marinellia Pirelli, Lisa Ponti, Betty Bee, Giuliano Mauri, Pino Spagnulo, Luigi Serafini, Nanda Vigo, Franco B, Marcello Jori, Concetto Pozzati. A questi si affiancano artisti meno noti al grande pubblico, ma sicuramente interessanti.

La mostra è il risultato del progetto che ha portato alla realizzazione di un padiglione italiano esterno durante la Biennale di Venezia 2005. In quell’occasione tutti gli artisti attivi sul territorio nazionale erano stati invitati con un appello lanciato in rete a essere presenti, nella Chiesetta di San Gallo, con un lavoro il cui unico vincolo era la misura di 13×17 cm: una sorta di “ex voto” concepito come reazione all’assenza di artisti italiani nel Padiglione Italia, a un sistema che non dimostrava rispetto per la produzione artistica nazionale.
La risposta è stata immediata e corale: nel corso di un mese sono state raccolte 800 opere. Con la convinzione che l’eco di quel momento non si dovesse fermare, il “Progetto Esserci-Padiglione Italia” è stato ribattezzato “13×17” e trasformato in una mostra itinerante per raccogliere sul territorio nazionale e internazionale nuove testimonianze, tali da costituire una sorta di istantanea dell’arte italiana del 2005. Da un evento entusiastico e corale oggi “13×17” si configura come una vera e propria indagine sullo stato dell’arte in Italia.

Alfa Romeo in laguna, sponsor della Mostra “13 X 17 www.padiglioneitalia”
«In concomitanza dell’edizione 2007 della Biennale di Venezia, Alfa Romeo Automobiles rinnova il suo impegno a favore delle iniziative appartenenti al mondo dell’arte e della creatività attraverso la sponsorizzazione ufficiale della mostra “13×17 www.padiglioneitalia”, voluta e curata dal noto critico d’arte, giornalista e conduttore televisivo Philippe Daverio. L’innovativa esposizione, concepita ed ideata a partire dal giugno 2005 allo scopo di fornire uno spaccato delle Arti in Italia e della loro vitalità, raccoglierà circa 1500 opere d’arte di dimensioni 13×17 a tema e tecnica liberi. Il progetto, definito dallo stesso Daverio: “un segno visibile della forza e della creatività dell’Arte Contemporanea in Italia”, si associa perfettamente al desiderio di fornire il giusto sostegno alla promozione del talento e del genio artistico nel nostro paese che Alfa Romeo ha fatto proprio nel corso degli ultimi anni.
Alfa Romeo è partner anche della “Guida alla Biennale”, in distribuzione dal 6 giugno 2007, allegata a “Il Giornale dell’Arte”. Di seguito il comunicato ufficiale.

La mostra è stata realizzata con il contributo della Regione Veneto, Assessorato Cultura e della Fondazione CARISBO.
Sponsor tecnici : Teatro Nuovo Montevergini di Palermo, Maggio Musicale Fiorentino

L’allestimento, ideato da Gherardo Frassa, consiste in 34 lastre sottilissime lastre in ferro a cui le opere vengono applicate mediante calamite fino a formare un megamosaico che oggi conta 1400 tessere .Questo sistema, grazie alla sua flessibilità, permette alla mostra di adattarsi agli spazi più diversi.

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Tour 13 x17 www.padiglioneitalia

DIECI TAPPE IN DUE ANNI

 
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Comitato Organizzativo

Jean Blanchaert
Elena Agudio
Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Riccardo Culotta
Irina Eschenazi Focsaneanu
Roberta Gaito

Da un’idea di :

Elena Agudio
Cristina Alaimo
Momò Calascibetta

Con il sostegno di
Philippe Daverio

Progetto di Allestimento
Frassa Associati, Milano
con la collaborazione di Paolo Frassa

Comuniazione
Irma Bianchi Comunicazione, Milano

Progetto grafico
Faycal Zaouali

Sito internet
Emmegimultimedia


catalogo 13 x 17

Il catalogo 13×17 è in preparazione. Sarà edito
alla fine del tour di padiglioneitalia, quando il megamosaico
avrà raccolto le testimonianze più disparate da
tutto il territorio.

Il volume, edizioni Rizzoli,
comprenderà una selezione di 1000 artisti operata dal
Comitato Organizzativo della mostra e conterrà una presentazione
di Philippe Daverio e Jean Blanchaert e altri testi degli ideatori del progetto.

Il formato del volume sarà rigorosamente 13×17 cm e ogni
opera sarà illustrata a piena pagina in quadricromia.

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Chiesetta di San Gallo-Venezia 2005

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Direi con Pasolini, che a furia di provocare, gli artisti finiscono con "l’ottenere ciò che aggressivamente vogliono, essere feriti e uccisi con le armi che essi stessi offrono al nemico" . Non vi pare che basti?…

Momò Calascibetta balla con i lupi
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13×17-qui al mio posto canterò-

30 Maggio 2007
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Alfa Romeo in laguna, sponsor della Mostra “13 X 17 www.padiglioneitalia”


In concomitanza dell’edizione 2007 della Biennale di Venezia, Alfa Romeo Automobiles rinnova il suo impegno a favore delle iniziative appartenenti al mondo dell’arte e della creatività attraverso la sponsorizzazione ufficiale della mostra “13×17 www.padiglioneitalia” che si terrà nell’isola di Murano (Venezia),presso il Berengo Studio con inaugurazione il 9 giugno 2007, voluta e curata dal noto critico d’arte, giornalista e conduttore televisivo Philippe Daverio. L’innovativa esposizione, concepita ed ideata da Momò Calascibetta, Elena Agudio e Cristina Alaimo, a partire dal giugno 2005 allo scopo di fornire uno spaccato delle Arti in Italia e della loro vitalità, raccoglierà circa 1500 opere d’arte di dimensioni 13×17 a tema e tecnica liberi. Il progetto, definito dallo stesso Daverio: “un segno visibile della forza e della creatività dell’Arte Contemporanea in Italia”, si associa perfettamente al desiderio di fornire il giusto sostegno alla promozione del talento e del genio artistico nel nostro paese che Alfa Romeo ha fatto proprio nel corso degli ultimi anni.

 Alfa Romeo è partner anche della “Guida alla Biennale”, in distribuzione dal 6 giugno 2007, allegata a “Il Giornale dell’Arte”. Di seguito il comunicato ufficiale.

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Bisognerebbe stare tutti zitti
Non dare retta neanche ai tuoi fratelli
Parlare piano piano a bassa voce
Vedi Gesù che l’hanno messo in croce
Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
Io sulla croce ci andrei
Ma per chi, per chi
Ilalà ilala ilala ilala…
Che bella gente capisce tutto
Sa il motivo ma non il trucco
Ha pistole con proiettili di malignità
Bisognerebbe caricarle a salve
E far di gomma tutti quei pugnali
Che se ti giri per un solo istante
Te li ritrovi conficcati alle spalle
Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
io pugnalato sarei
Ma da chi, da chi
Aspetterò
Che mi darete addosso
Aspetterò
Fermo qui al mio posto canterò…
Per esempio certe volte preferisco i matti
Perché dicono quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi
Non si confondono con gli altri
Nel bene, nel male rimangono se stessi
Tu non accontentarti di restare in superficie
Ma scava nel profondo oltre la radice e le apparenze
Amami per quel che sono veramente
E resterò con te per sempre
Ilalà ilala ilala ilala… Che bella gente

testo di  Momo e Simone Cristicchi
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Penso che dovrei difendermi perché combattere è più difficile
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Difendersi con l’ironia

16 Maggio 2007

come provare a difendersi con l’ironia
 dalle piccole e grandi assurdità dell’esistenza



 

Non preoccupatevi,
lui non fa altro che confrontare le grandezze vettoriali
e adeguare l’intera scena ai princìpi della geometria euclidea.

G r a n d e z z e    v e t t o r i a l i


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Sesso, sesso, sesso, e basta! Tanto su Internet cercate solo quello! E poi ricordatevi che spesso la vita è questione di culo o c’è l’hai o te lo fanno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!